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Politica | 27 agosto 2026, 11:30

«Dopo quasi dieci anni, la montagna ha partorito il topolino»

«Non un documento capace di delineare una vera prospettiva di autonomia per la Lombardia, ma un testo che propone il trasferimento di competenze in ambiti in larga parte marginali e soprattutto senza un euro in più» attacca il consigliere regionale Pd Samuele Astuti

«Dopo quasi dieci anni, la montagna ha partorito il topolino»

"Dopo quasi dieci anni dalla stagione referendaria del 2017, la montagna ha partorito il topolino. Non un documento capace di delineare una vera prospettiva di autonomia per la Lombardia, ma un testo che propone il trasferimento di competenze in ambiti in larga parte marginali e soprattutto senza un euro in più" così il consigliere regionale del PD Samuele Astuti, all'indomani della seduta congiunta delle due commissioni Affari Istituzionali e Autonomia, riunite per l'illustrazione del Documento relativo al percorso di autonomia differenziata previsto dall'articolo 116, comma 3, della Costituzione.

"Il primo problema - sottolinea Astuti - riguarda il metodo. Ci viene chiesto di discutere e assumere una posizione su un tema di enorme rilevanza istituzionale con una tempistica estremamente ridotta e obiettivi davvero deludenti. Non comprendiamo la ragione di questa fretta che non consente un confronto adeguato, né un approfondimento all'altezza della materia. Tanto più che non risultano adeguatamente coinvolte le autonomie locali che dovrebbero invece essere protagoniste di un percorso di questo tipo. Le audizioni richieste per ascoltare tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati, infatti, sono state respinte".

"Anche nel merito - aggiunge il consigliere dem - il documento ci lascia molto perplessi. Le competenze individuate riguardano la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa: ambiti talmente circoscritti da rendere difficile persino parlare di un vero percorso di autonomia differenziata. Dopo quasi dieci anni, è un risultato davvero modesto rispetto alle necessità di una regione come la nostra".

"C'è poi un quarto ambito che preoccupa di più – prosegue - e che riguarda la tutela della salute e del coordinamento della finanza pubblica, su cui viene prospettata la possibilità di definire tariffe differenziate per alcune prestazioni sanitarie. Non vorremmo che dietro una proposta apparentemente limitata si aprisse la strada a ulteriori differenziazioni nell'accesso e nei costi delle prestazioni sanitarie".

"Il dato politico, infine, è evidente - conclude Astuti -: la Lega ha governato per anni a livello nazionale promettendo l'autonomia differenziata e oggi, dopo quasi un decennio, presenta un documento molto lontano dalle aspettative che aveva alimentato. Nessuna delle promesse, infatti, è stata mantenuta: non c'è traccia della quota di residuo fiscale che prometteva di trattenere in Lombardia, né tantomeno di risorse aggiuntive per le competenze che saranno devolute alla Regione. Per i lombardi, dunque, non cambierà proprio nulla".

Comunicato Stampa


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