Territorio - 27 agosto 2026, 15:50

In viaggio con le reliquie di Carlo Acutis, il Santo in jeans: «Dono e grazia, per la nostra famiglia e per tutti»

Alcuni capelli del giovane, canonizzato l’anno scorso, sono stati esposti questa mattina in San Michele, a Busto. Li hanno portati in città Paolo Tacchi, bustocco da tempo residente in Spagna, sua moglie Miriam e i loro figli. La storia che lega Assisi ad Alcalà de Henares e Guadalajara, via Busto. Domani un secondo momento di preghiera, poi la ripartenza, destinazione Madrid

La famiglia Tacchi ad Assisi, nel riquadro la reliquia esposta stamattina in San Michele

Un filo sta legando Assisi, Alcalà De Henares e Guadalajara, in Spagna, passando per Busto Arsizio. «Lo ha srotolato la Provvidenza». Ne è convinta Miriam Esteban Benito che con il marito, il bustocco Paolo Tacchi, e i cinque figli sta viaggiando dai luoghi di Chiara e Francesco alla volta della penisola iberica. Effettuando un “trasporto eccezionale”: la famiglia Tacchi porta con sé due reliquie di San Carlo Acutis, una delle quali è stata esposta questa mattina in San Michele, la parrocchia d’origine di Paolo.

Lui risiede da tempo in Spagna ed è ingegnere nel campo “oil & gas”, lei lavora per una fondazione cattolica che si occupa di scuole. Dal loro matrimonio sono nati Caterina, Luca, Carlo, Bruno e Pietro: oggi hanno tra i 14 e i tre anni. Naturalmente stanno vivendo con i genitori l’avventura del viaggio con le reliquie di un Santo che, per alcuni di loro, è più o meno un coetaneo.

«Quello che abbiamo organizzato è quasi un pellegrinaggio – riflettono Paolo e Miriam – a coronamento di una storia iniziata un paio di anni fa, nei dintorni di Madrid, dove viviamo. In occasione del Corpus Domini ci furono momenti di riflessione e preghiera anche incentrati su Carlo Acutis, allora beato. Il passaggio di una reliquia fece nascere l’idea: perché non chiederne una da custodire nella nostra scuola di Alcalà? E da lì partire per creare un gruppo di fede, coinvolgendo i ragazzi… Lo scorso Natale, da Assisi, è arrivata la notizia che la reliquia era pronta».

I Tacchi, in realtà, viaggiano con due custodie contenenti resti del Santo: «Abbiamo raccontato a un amico sacerdote di Guadalajara che saremmo partiti per l’Italia e tornati con un tesoro particolare. È saltato fuori che lui aveva inviato una richiesta simile per la sua parrocchia e ottenuto a sua volta risposta positiva. A quel punto abbiamo accettato di dare un passaggio anche alla seconda reliquia, mica potevamo tirarci indietro…». Sorridono, Paolo e Miriam. Poi ripercorrono le tappe di un’estate che non dimenticheranno. A Rimini, al Meeting per l’amicizia: «C’era il Papa, abbiamo pensato di andare anche noi a salutarlo». Ad Assisi: «Lì, dove abbiamo ritirato il nostro prezioso carico e Carlo Acutis è sepolto, l'impatto sui nostri figli, soprattutto i più grandi, è stato più forte. Il Santo che vestiva jeans e felpa, uno di loro…». A Firenze: «Abbiamo portato la reliquia di San Carlo all’amica, anche lei di Busto e di San Michele, suor Margherita Fumagalli, delle missionarie della Carità».

Un tour affrontato con tanto di t-shirt a tema. “Be original”, si legge sul retro delle magliette, riprendendo una celebre frase, una sorta di monito coniato dal Santo ragazzino: «Tutti nasciamo originali, molti moriamo fotocopie». «Con i nostri figli – aggiungono papà e mamma – abbiamo approfondito i pilastri della fede di Acutis: l’Eucarestia, l’attenzione ai poveri e ai fragili, l’interesse verso la tecnologia e la comunicazione, utilizzate per veicolare contenuti importanti, per portare a Gesù».

Temi toccati anche questa mattina durante la messa delle 8 in San Michele, celebrata da don Fabio Ercoli. «San Carlo Acutis ci parla di radicalità – ha osservato il sacerdote – non intesa come estremismo o fanatismo ma come percorso che porta alle radici. Del proprio essere, della scelta di fede. I Santi lasciano che la loro vita sia trasformata dal Vangelo, ci aiutano a camminare sulla sua strada. Sono voci che il Signore ci dona per dirci che è ancora vivo e presente fra noi». Prima del rosario conclusivo, il professor Enrico Tacchi ha letto la preghiera dedicata al giovane: «Carlo, sorriso di cielo per questa terra ferita e senza pace, noi lodiamo Dio per la tua vita semplice, gioiosa e santa…».

Domani, venerdì, la seconda esposizione, ancora dalle 8 alle 9. «Poi – concludono Paolo e Miriam – ci metteremo di nuovo in auto. Contiamo di arrivare a destinazione in un paio di giorni. Presto, all’inizio dell’anno scolastico, ci sarà un momento di festa al quale prenderà parte il nostro vescovo. La grazia e il dono che abbiamo sperimentato in questi giorni coinvolgeranno tutti».

Stefano Tosi