Politica - 27 agosto 2026, 14:53

Autonomia, Monti: «Il Pd deve decidere quale sia la propria posizione sull’autonomia: non possono essere vere contemporaneamente entrambe le versioni»

«O siamo davanti a un provvedimento irrilevante, a un semplice "pannicello caldo" come sostiene Astuti, oppure siamo davanti a una riforma di portata tale da giustificare un ricorso alla Consulta, come sostiene il presidente pugliese Decaro» replica il consigliere regionale della Lega

«Sul tema dell'autonomia differenziata dal Partito Democratico arriva l'ennesima dimostrazione di una contraddizione politica che ormai è impossibile non evidenziare. In Lombardia Samuele Astuti definisce il risultato raggiunto dopo anni di lavoro un "topolino", cercando di sminuire un percorso istituzionale che invece rappresenta una svolta storica per il nostro Paese. Nel frattempo, però, dalla Puglia il presidente della Regione Antonio Decaro, esponente dello stesso Partito Democratico, annuncia addirittura l'intenzione di ricorrere alla Corte costituzionale contro l'autonomia differenziata, considerandola una riforma potenzialmente capace di aumentare le differenze tra i territori.

A questo punto una domanda è inevitabile: il PD deve decidere quale sia la propria posizione sull'autonomia. Perché delle due l'una: o siamo davanti a un provvedimento irrilevante, a un semplice "pannicello caldo" come sostiene Astuti, oppure siamo davanti a una riforma di portata tale da giustificare un ricorso alla Consulta, come sostiene il presidente pugliese Decaro. Non possono essere vere contemporaneamente entrambe le versioni». Lo dichiara Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega, intervenendo sulle dichiarazioni del consigliere regionale del PD Samuele Astuti sull'autonomia differenziata.

«La realtà è molto diversa dalla narrazione che il PD prova a costruire in Lombardia. Il percorso dell'autonomia non è affatto fermo e non è affatto un esercizio teorico. Dopo anni di discussioni, confronti istituzionali e passaggi politici, siamo finalmente arrivati alla fase concreta dell'attuazione, partendo dalle prime materie oggetto di trasferimento.

Ed è proprio questo il punto che Astuti sembra voler ignorare: l'autonomia è un percorso, non un provvedimento che si esaurisce in un giorno. Le prime materie rappresentano l'avvio di un processo che consentirà di verificare concretamente, sul campo, se una maggiore responsabilizzazione dei territori e delle istituzioni regionali possa produrre servizi migliori, maggiore efficienza e una più stretta corrispondenza tra le esigenze dei cittadini e le decisioni assunte dalle amministrazioni.

La Lega e la Lombardia hanno sempre sostenuto che l'autonomia non significa sottrarre qualcosa a qualcuno, ma dare più responsabilità a chi governa i territori, avvicinando le decisioni ai cittadini. Significa superare un modello eccessivamente centralizzato nel quale troppo spesso chi è lontano dai problemi decide anche sulle soluzioni, con il risultato di avere tempi più lunghi, sprechi e una minore capacità di risposta.

Per questo rivendichiamo con forza il lavoro fatto e il percorso avviato. Non siamo davanti a una promessa elettorale, ma a un processo istituzionale che finalmente ha iniziato a produrre risultati concreti. E le prime materie sono importanti proprio perché rappresentano l'inizio di questa nuova fase».

Monti sottolinea inoltre la contraddizione che emerge dalle parole di Decaro.

«È curioso che proprio mentre Astuti prova a raccontare l'autonomia come una montagna che ha partorito un topolino, dalla Puglia il presidente Decaro la consideri invece una questione così seria da annunciare un ricorso alla Corte costituzionale. Evidentemente, a seconda della regione nella quale si parla, il PD utilizza metri di giudizio completamente diversi.

Decaro teme che l'autonomia possa accentuare le differenze territoriali; Astuti sostiene invece che non produrrà praticamente nulla. Ma allora ci chiediamo: qual è la posizione ufficiale del Partito Democratico? Se l'autonomia è davvero così irrilevante, perché una Regione governata dal PD ritiene necessario rivolgersi alla Consulta per contrastarla? E se invece, come sostiene Decaro, è una riforma potenzialmente in grado di modificare gli equilibri tra i territori, perché in Lombardia Astuti cerca di ridurne la portata definendola sostanzialmente un risultato insignificante?

La verità è che l'autonomia mette in discussione un modello amministrativo centralista che il centrosinistra ha difeso per decenni. Ed è comprensibile che il PD faccia fatica a confrontarsi con una riforma che introduce maggiore responsabilità e maggiore capacità decisionale per le Regioni. Quello che non è comprensibile è cercare di sostenere contemporaneamente due tesi opposte».

«Noi, invece, non abbiamo bisogno di cambiare posizione a seconda del territorio. L'autonomia è una battaglia storica della Lega e continuiamo a sostenerla perché crediamo che responsabilizzare i territori significhi rendere più efficiente lo Stato, non indebolirlo. La Lombardia ha dimostrato in moltissimi settori di avere capacità amministrativa, competenze e strutture in grado di gestire in maniera efficiente le risorse pubbliche. È quindi legittimo chiedere che una parte maggiore delle decisioni venga assunta qui, vicino ai cittadini e alle imprese, con la possibilità di costruire politiche più aderenti alle caratteristiche del nostro territorio.

E voglio essere molto chiaro su un punto: l'autonomia non è una gara tra Lombardia e altre Regioni. Non abbiamo alcun interesse a penalizzare altri territori. Abbiamo interesse a costruire un sistema nel quale ogni Regione sia maggiormente responsabilizzata sulle proprie scelte e nel quale chi amministra bene abbia strumenti adeguati per continuare a farlo e chi amministra male debba invece rispondere delle proprie responsabilità. Questo è esattamente il contrario dell'assistenzialismo e della deresponsabilizzazione che per troppo tempo hanno caratterizzato alcune politiche pubbliche italiane».

Comunicato Stampa


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