Centocinque anni attraversando epoche, Paesi, guerre e profondi cambiamenti, senza perdere quella curiosità che l’ha accompagnata fin da bambina. Maria Assunta Favro ha raggiunto domenica 16 agosto un traguardo davvero speciale e mercoledì 19 agosto sarà festeggiata nella struttura “Bassani e Menotti” di Laveno Mombello, dove oggi è residente.
Alla festa prenderà parte anche il sindaco Bruno Bresciani e, dopo il tradizionale momento della torta, è previsto un appuntamento musicale. Sarà l’occasione per celebrare non soltanto un compleanno eccezionale, ma una storia personale lunga più di un secolo, ricostruita attraverso i ricordi della figlia.
Maria Assunta è nata il 16 agosto 1921 a Concordia Sagittaria, in provincia di Venezia. Curiosa, vivace e intraprendente fin dall’infanzia, crebbe in una famiglia molto unita, legata alla terra e alla vita contadina. La fede ebbe un ruolo importante durante la sua giovinezza e, grazie a una voce particolarmente apprezzata, cantava come solista durante le celebrazioni religiose accompagnata dall’organo.
Intorno ai 16 anni arrivò uno dei primi grandi cambiamenti della sua vita: il trasferimento della famiglia a Tripoli, dove il padre aveva trovato lavoro come muratore. Maria Assunta iniziò a lavorare come bambinaia presso una famiglia italiana e, a vent’anni, incontrò quello che sarebbe diventato suo marito, allora responsabile della Fiat a Misurata. I due si sposarono, ma la guerra impose presto una dolorosa separazione.
Incinta, Maria Assunta dovette infatti rientrare in Italia. Il 18 marzo 1942 nacque a Concordia Sagittaria il primo figlio, mentre il marito rimase prigioniero per cinque lunghi anni. Nel 1944 un’altra tragedia colpì la famiglia: il padre di Maria Assunta perse la vita durante un bombardamento nei pressi di Venezia. Con la fine della guerra e il ritorno del marito, la famiglia poté finalmente ricominciare, trasferendosi a Milano. Nel 1947 nacque la seconda figlia.
Gli anni successivi furono segnati dai frequenti viaggi di lavoro del marito. Maria Assunta si trovò così a occuparsi in prima persona della famiglia e della crescita dei figli. Quando questi ultimi diventarono più grandi, poté raggiungere il marito all’estero e iniziò per lei una nuova fase della vita, trascorsa tra viaggi e soggiorni in diversi Paesi del mondo.
Il gusto per l’eleganza è rimasto una delle sue caratteristiche. Amava curare il proprio aspetto, vestirsi bene ed essere sempre ordinata. Dopo essere rimasta vedova nel 1978, non rinunciò alla voglia di conoscere e viaggiare, partecipando anche a lunghe crociere. Successivamente aprì ad Albissola Mare, con il sostegno del figlio Roberto, un’attività commerciale dedicata all’importazione di mobili e oggetti provenienti da diverse parti del mondo.
La vita le ha riservato anche altre prove dolorose. Cinque anni fa la perdita del figlio Roberto, scomparso dopo una malattia sviluppatasi nell’arco di pochi mesi. Maria Assunta venne quindi accolta dalla figlia insieme al suo cagnolino Paquito. In seguito a una caduta, alla frattura del femore e al conseguente intervento chirurgico, è maturata la scelta dell’ingresso alla “Bassani e Menotti”.
Oggi, a 105 anni, conserva ancora molti dei tratti che hanno caratterizzato la sua lunghissima esistenza: forza, tenacia, riconoscenza verso la vita e sensibilità per tutto ciò che è bello. Continua a emozionarsi davanti alla natura, agli animali e ai bambini e mantiene i rapporti anche con il fratello Luigi, di dieci anni più giovane.
Mercoledì sarà dunque una giornata tutta per lei. Una torta, la musica e le persone che oggi la accompagnano celebreranno 105 anni di vita vissuta intensamente, dalle campagne venete all’Africa, da Milano ai tanti luoghi visitati nel mondo, fino alla serenità della sua quotidianità di oggi.