Il network legale specializzato in errori medici è nato online nel 2011, ma la sua prima porta fisica si è aperta in una via di grande passaggio a Milano. Oggi il pool conta 25 avvocati in 40 città, con altre sedi lombarde a Monza, Legnano, Pavia, Bergamo, Piacenza e Voghera. Il fondatore analizza i dati Semrush di luglio 2026 sulle 25.600 ricerche mensili degli italiani in tema di malasanità.
Chi si muove verso Milano dal Varesotto conosce bene Viale Corsica: arteria di scorrimento tra l’Aereoporto di Linate e il centro della città. È lì che, dopo alcuni anni di attività esclusivamente digitale, ha aperto la prima sede fisica di Risarcimento Salute Tutela del Malato, il pool legale specializzato in responsabilità medica. Un info point operativo dal lunedì al sabato, scelto proprio per la sua accessibilità dai territori dell'hinterland lombardo. Incontriamo Daniele Viola, ideatore della piattaforma, negli uffici milanesi del network. Nel 2014 ha ideato la prima app italiana dedicata alla malasanità, notizia rilanciata dall'Ansa, e da allora è stato intervistato da La Repubblica, Il Giorno, La Nazione, Corriere Adriatico e Star Bene. Il pool ha portato in televisione, su Storie Italiane di Rai 1 e Mi Manda Rai 3, casi che hanno fatto giurisprudenza.
Perché avete scelto Milano come prima sede fisica, e proprio Viale Corsica?
Perché Milano è il baricentro lombardo per chi ha bisogno di un avvocato specializzato. Ci arriva chi vive a Varese, a Como, a Lecco, a Monza. Viale Corsica non è il salotto buono della città, è una via di grande passaggio: chi entra nel nostro info point spesso lo fa dopo aver preso un bus, il tram, la Metropolitana (linea M4) o essere uscito dalla tangenziale. Volevamo un luogo raggiungibile in modo pratico, non un ufficio impressionante al terzo piano di un palazzo di rappresentanza. Il paziente che sospetta un errore medico è già in una condizione di stress: la nostra prima porta doveva essere facile da aprire. L'info point è aperto dal lunedì al sabato proprio per questo.
Oltre a Milano, il pool copre Monza, Legnano, Pavia, Bergamo, Voghera e Piacenza. Che ruolo giocano le sedi lombarde nella vostra rete?
Sono nodi decisivi. La responsabilità medica in Italia si gioca molto sulla vicinanza fisica del legale al paziente e alla struttura ospedaliera in cui è avvenuto l'evento. Un caso capitato in un ospedale di provincia va istruito con avvocati che conoscono quel foro, quei consulenti tecnici, quei medici legali. La Lombardia da sola concentra una fetta importante del contenzioso sanitario italiano, e il fatto di avere sedi capillari ci permette di seguire il paziente senza costringerlo a spostamenti. In generale il pool oggi presidia 40 città italiane con 25 avvocati che si occupano di malasanità tutti i giorni.
Quali sono i temi che vedete crescere di più nelle richieste che vi arrivano?
I dati raccolti da Risarcimento Salute Tutela del Malato attraverso Semrush, elaborazione luglio 2026, sono coerenti con quello che vediamo arrivare in studio. Gli italiani generano 25.600 ricerche mensili sul verticale malasanità, distribuite su quasi cinquemila parole chiave. Il tema più cercato in assoluto è quello dei punti di invalidità, con 3.610 ricerche al mese: la stringa "20 punti invalidità risarcimento" da sola vale 880 ricerche. Subito dopo arrivano le tabelle di liquidazione: "risarcimento danno morale tabelle" fa 720 ricerche mensili, "tabelle risarcimento errori medici" 480. Il cittadino, oggi, vuole prima capire quanto vale il suo danno in termini numerici, e solo dopo chiama un legale. In studio arrivano anche richieste per la lesione di un nervo dopo intervento chirurgico ed infezioni contratte in ospedale: cluster che nei dati Semrush valgono rispettivamente 320 e 560 ricerche mensili.
Quindici anni di attività, casi finiti in prima serata in Rai. Quale ha avuto più impatto sulla reputazione del pool?
Il caso più conosciuto resta quello della pinza chirurgica da 15 centimetri dimenticata in addome ad un paziente fiorentino: la storia è andata in onda a Mi Manda Rai 3 il 6 dicembre 2016 e ha portato il tema della sicurezza in sala operatoria dentro le case di milioni di italiani. Ma non è stato l'unico. Il pool è passato anche da Storie Italiane su Rai 1, e ogni volta che un nostro caso finisce in televisione riceviamo per settimane telefonate di persone che avevano rimosso il proprio problema, o che pensavano non ci fosse più tempo per agire. La tv, per un tema come il nostro, funziona come un allarme sociale: qualcuno guarda, si riconosce nella storia, e successivamente chiede una consulenza.
Siete nati online, avete aperto sedi fisiche in 40 città. In un settore come il vostro, oggi conta di più il web o l'ufficio in strada?
Contano insieme, ed è raro trovarli entrambi nel nostro mestiere. Il web è il primo punto di contatto: il paziente ha subito un errore, si sveglia alle tre di notte, prende il telefono e digita su Google. Se noi non ci siamo lì con contenuti tecnici e credibili, non ci siamo da nessuna parte. Da molti anni scrivo articoli che spiegano cos’è un errore medico, cos'è un risarcimento da mancata diagnosi, quali sono i tempi di prescrizione. Ho notato che la persona vuole vedere in faccia l'avvocato, il consulente e portargli la cartella clinica, sapere che dietro c'è uno studio vero. È lì che entra in gioco soprattutto Viale Corsica a Milano per numero di richieste ma anche le altre sedi in modo minore. Da noi la prima consulenza è gratuita, lavoriamo a risultato ottenuto e nei casi ammessi possiamo attivare il patrocinio gratuito per i pazienti senza risorse economiche. Non è una promessa commerciale, è il modo in cui abbiamo costruito il nostro lavoro dal primo giorno.
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