Mancano quattro giorni al raduno della Pallacanestro Varese 2026/2027, eppure il campo 2 del Campus di via Pirandello freme di vita come non mai.
In maglietta e pantaloncini coach Ioannis Kastritis dirige le operazioni, coadiuvato da un nutrito gruppo di altri allenatori e assistenti, tutti con l’occhio ben attento sulle evoluzioni di una ventina di giocatori i cui volti tradiscono l’età ancora verde. Davanti a loro, davanti a noi che assistiamo, c’è il futuro del pianeta biancorosso, c’è il meglio di ciò che l’attività di leva ha prodotto fino a oggi negli anni del Luis Scola dominus e un’intuizione di quello che verrà.
Per implementazione delle strutture, numero di giocatori, uniformazione delle metodologie, innovatività di programmi e iniziative, quello in partenza sarà l’anno più importante della storia del progetto Varese Basketball. Ecco perché.
“La fabbrica dei sogni”
C'è una frase, più di tutte, che racconta dove vuole andare Pallacanestro Varese: «Vogliamo diventare il miglior settore giovanile d’Europa».
Non è uno slogan da conferenza stampa, né una dichiarazione d'intenti buttata lì per impressionare. È il primo punto della visione strategica presentata dalla società, un documento che definisce il settore giovanile come «l'investimento più importante» e che disegna un percorso destinato a cambiare radicalmente il modo di pensare, allenare e far crescere i giovani cestisti.
L'obiettivo finale è tanto semplice da raccontare quanto enorme da raggiungere: costruire una vera e propria "fabbrica dei sogni", nella quale infrastrutture, tecnologia, metodologia di stampo NBA e tradizione cestistica varesina convivano all'interno di un unico percorso di formazione. Un progetto che parte da una convinzione precisa: il risultato della squadra è soltanto la conseguenza dello sviluppo del singolo atleta.
La missione sarà identificare, sviluppare e lanciare la prossima generazione di talenti attraverso un programma giovanile di livello mondiale, basato sui dati e radicato nell'eredità di Pallacanestro Varese. Da qui nasce anche il mantra "Win the Day", vincere la giornata: migliorarsi quotidianamente, curando ogni singolo dettaglio del percorso di crescita. Il concetto viene declinato in quattro principi: sviluppare il giocatore completo, lavorando contemporaneamente su tecnica, preparazione atletica, leadership e QI cestistico; misurare tutto, sfruttando analisi avanzate, video e monitoraggio continuo; costruire un ponte verso il professionismo, offrendo ai ragazzi piattaforme competitive sempre più elevate; investire continuamente nelle strutture e nella tecnologia.
Il Campus diventa un laboratorio
La trasformazione passa in primis dalle strutture: la casa del Campus è destinata a diventare sempre di più il centro nevralgico delle operazioni. Secondo il piano illustrato dalla società, una volta completati i lavori di ristrutturazione, dovrà rappresentare il miglior centro di allenamento per la pallacanestro in Italia, con campi, palestre di ultima generazione, aree dedicate alla fisioterapia, al recupero fisico e agli uffici dello staff tecnico.
Intanto qualcosa è già cambiato sul campo 2, il rettangolo principale che servirà anche la prima squadra: c’è la scritta a caratteri cubitali “Noi siamo Varese” ed è stato installato un nuovo tabellone luminoso, ma soprattutto fanno bella mostra di sé sedici telecamere.
A cosa serviranno? Sono strumenti che dialogano e dialogheranno con un chip inserito nella pettorina degli atleti in allenamento, permettendo di raccogliere oltre 400 metriche live per ciascun giocatore. Non soltanto distanza percorsa o velocità: il sistema analizzerà numero di salti, sprint, accelerazioni, velocità massima raggiunta, quantità e qualità dei tiri, percentuali realizzative, movimenti sul campo, hotspot delle zone maggiormente occupate e moltissimi altri parametri tecnici e atletici. Entro circa un mese sarà installato anche un maxischermo da circa sei metri sul quale gli allenatori potranno visualizzare in tempo reale tutti i dati che riterranno utili durante l'allenamento.
Non servirà soltanto alla prima squadra: il sistema sarà utilizzato trasversalmente da tutto il progetto Varese Basketball.
Secondo quanto spiegato, si tratta di uno dei più importanti investimenti mai realizzati sul settore giovanile, e di una tecnologia presente soltanto in tre realtà europee, nonché unica al momento in Italia. E non è soltanto tecnologia: è un cambio di mentalità. Ogni ragazzo sarà seguito attraverso un percorso completamente personalizzato: il vivaio biancorosso dispone oggi di otto allenatori full time e ogni atleta conoscerà con precisione il proprio programma di lavoro settimana per settimana e mese per mese. Ciascuna seduta finirà all'interno di un enorme database storico, i parametri fisici, tecnici e atletici entreranno a far parte della storia personale del giocatore, permettendo di monitorarne costantemente l'evoluzione.
Il Gruppo Elite
Andiamo avanti. Il nuovo cuore pulsante del progetto Varese Basketball si chiama Gruppo Elite. È il laboratorio nel quale Pallacanestro Varese concentra i migliori prospetti del proprio vivaio, ma attenzione: entrarci non è un diritto acquisito. Anzi. Pallacanestro Varese lo scrive nero su bianco: «Far parte del Gruppo Elite non è un diritto, ma un'opportunità da conquistare ogni giorno». Possono accedervi tutti gli atleti del settore giovanile, purché dimostrino di possedere i requisiti tecnici, fisici e comportamentali richiesti. Il talento conta, ma ancora di più contano cultura del lavoro, disciplina, rispetto e voglia di migliorarsi quotidianamente.
Il programma comincerà per ogni stagione il primo lunedì di agosto e terminerà soltanto l'ultimo venerdì di giugno: undici mesi consecutivi di lavoro, allenamenti e tornei, ad accompagnare l’attività delle singole under. Ci saranno giorni nei quali i ragazzi lavoreranno soltanto tra loro, altri in cui svolgeranno una prima parte individuale per poi aggregarsi alla propria squadra e altri ancora in cui parteciperanno esclusivamente agli allenamenti del gruppo di appartenenza. Ogni scelta verrà presa dagli allenatori sulla base delle necessità del singolo atleta. L'età conta meno del livello: è probabilmente il concetto che meglio sintetizza il nuovo modo di pensare il settore giovanile. Per Varese non esisteranno più gruppi rigidi costruiti esclusivamente sull'anno di nascita.
Uno degli aspetti che il club di piazzale Gramsci considera decisivo riguarda pure il rapporto tra settore giovanile e prima squadra: l'obiettivo è eliminare completamente quello "shock" che spesso accompagna il passaggio di un ragazzo al basket professionistico. Se un ragazzo del vivaio viene chiamato ad allenarsi con la Serie A, deve già sapere perfettamente come funziona tutto. Deve conoscere la routine quotidiana della prima squadra, sapere dove andare per la fisioterapia, dove svolgere eventuali test atletici, come si sviluppa una giornata tipo e perfino come sono organizzati gli spazi del Campus.
È la naturale conseguenza di un percorso pensato come un'unica filiera, nella quale fino all'Under 15 il lavoro si sviluppa principalmente attraverso la Robur et Fides, che in quanto partner e protagonista del progetto Varese Basketball sarà un asset fondamentale per tagliare un altro traguardo dichiarato: arrivare a coinvolgere entro il 2029 1.000 ragazzi, dal microbasket fino alla Serie B, sfruttando anche l'ampliamento delle strutture.
Anche nella stagione 2026-2027, il progetto congiunto Varese Basketball tra Pallacanestro Varese e Robur et Fides schiererà sei squadre d'Eccellenza, due per ogni categoria Under 15, Under 17 e Under 19, oltre alla Serie B che rappresenta il ponte naturale verso il basket senior.
Il mondo come palestra: dalla Cina alla Florida, passando per New York
Per Pallacanestro Varese, inoltre, il settore giovanile non deve avere confini.
L'internazionalizzazione rappresenta infatti uno dei pilastri della nuova filosofia, tanto da prevedere un calendario di esperienze all’estero al fine di alzare il livello competitivo dei ragazzi e ampliare il bacino di reclutamento, confrontandosi con le migliori academy del mondo.
E allora una delle grandi novità sarà il Travel Team, che domani 7 agosto partirà per la Cina in vista di un torneo internazionale di otto giorni al quale Varese parteciperà su invito insieme ad alcune delle migliori academy mondiali. Successivamente sarà la volta del Nord America, con tappe a Toronto, Brooklyn e Manhattan, mentre a gennaio arriverà un invito di assoluto prestigio: quello della IMG Academy in Florida, considerata una delle strutture di sviluppo sportivo più importanti degli Stati Uniti. A febbraio, infine, il ritorno a Malaga, dopo la positiva esperienza della passata stagione.
Il reclutamento e i programmi
Intanto continua il reclutamento ai quattro punti cardinali del globo terraqueo.
Tra i nuovi ingressi figurano Adama Sima, classe 2010 proveniente dal Mali, e Adel Adel, classe 2011 originario del Sud Sudan, in attesa di Papa Sow, 2008 dal Senegal e di un argentino.
Non mancano i varesini: del gruppo Elite fanno parte i già noti e ben cresciuti Pietro Lazzati (2009), Riccardo Alabiso (2009), oltre ai vari Acciari, Kangur, Basualdo e Modanese
Citato il gruppo Elite, rimane da citare l’Elite Basketball Program, il programma dedicato agli atleti individuati come prospetti di maggiore interesse. L'EBP offre un percorso altamente personalizzato che comprende sviluppo tecnico individuale, preparazione atletica, monitoraggio continuo delle prestazioni, supporto medico e fisioterapico, analisi video, nutrizione, mental coaching e formazione scolastica, con l'obiettivo di accompagnare ogni atleta nel proprio percorso umano e sportivo.
Accanto all'attività in palestra trova spazio anche la foresteria, altro elemento considerato strategico per accogliere ragazzi provenienti da fuori provincia o dall'estero e consentire loro di vivere quotidianamente l'ambiente biancorosso. Il progetto prevede infatti un percorso educativo completo, che affianca alla crescita cestistica quella personale e scolastica.
I MEMBRI DEL GRUPPO ELITE
Giocatori
Riccardo Rossi (n. 1) – Codogno, 13/07/2008
Adel Adel Kuar Gur (n. 2) – Sud Sudan, 01/01/2011
Juan Dollberg (n. 3) – Argentina, 10/05/2010
Lautaro Gabriel Basualdo (n. 4) – Argentina, 11/01/2010
Kevin Acciari (n. 5) – Roma, 26/06/2008
Sima Adama (n. 6) – Mali, 25/10/2010
Pietro Lazzati (n. 7) – Legnano, 26/03/2009
Angelo Modanese (n. 8) – Trento, 10/09/2009
Robert Kangur (n. 9) – Estonia, 16/04/2009
Martino Risi (n. 10) – Milano, 09/05/2008
Riccardo Alabiso (n. 11) – Varese, 08/01/2009
Staff
Federico Renzetti – Head Coach – Argentina, 15/04/1989
Alessandro Giani – Assistant Coach – Varese
Marcelo Lopez – Strength & Conditioning Coach (S&C) – Argentina, 27/02/1974
Luca Vanoni – Physiotherapist – Varese, 26/01/2002
Francesco Zambelli – General Manager Youth – Varese, 20/01/1992
Federico Bellotto – COO – Varese, 28/08/1996
L’ORGANIGRAMMA E LO STAFF TECNICO DI VARESE BASKETBALL
General Manager: Francesco Zambelli
Player Development: Federico Renzetti
Assistente Player Development: Alessandro Giani
Senior Advisor: Massimo Ferraiuolo
Responsabile Settore Giovanile: Giovanni Todisco
Responsabile Scouting: Hernan Olaya
Serie B: HC: Eduardo Perrotta, Ass.C: Andrea Longoni, Dir. Acc: Maruca / Tallone
Under 19 PV: HC: Eduardo Perrotta Ass.C: Riccardo Lupattelli Dir. Acc: Maruca
Under 19 RB: HC: Andrea Longoni, Ass.C: Francisco Silvestrini, Dir. Acc: Pezzoni
Under 17 PV: HC: Riccardo Lupattelli, Ass.C: Matteo Ghirimoldi, Dir. Acc: Giani F.
Under 17 RB: HC: Francisco Silvestrini, Ass.C:Alessandro Sartori, Dir. Acc: Avigni
Under 15 PV: HC: Giovanni Todisco, Ass.C:Matteo Ghirimoldi, Dir. Acc: Meleleo
Under 15 RB: HC:Alessandro Sartori, Ass.C: Giulio Petino Dir. Acc: Tediosi