Territorio - 03 agosto 2026, 07:18

Tutta Cazzago ha omaggiato il Negus, 90 anni da pescatore e gentiluomo: «Tutt i dì passa vün»

Una festa unica per il compleanno di un personaggio inimitabile come Luigi Giorgetti. Nelle parole di Betty Colombo, sulle note della fisarmonica del maestro Nodari, rivivono davanti a lui le donne della pesca e del lago capaci di imitare la voce del lupo per chiamare i propri compagni a riva nelle notti di nebbia. Sentimenti e valori antichi che commuovono anche il ministro Giorgetti, arrivato in bicicletta. E il Negus lì, pronto a ricominciare come ogni giorno e a salpare verso l’Isolino e il futuro dopo qualche passo di valzer

Novant'anni di vita da Negus, inimitabili e inscalfibili, festeggiati da tutta Cazzago davanti a una sacher

C’era tutta Cazzago Brabbia e non solo ieri pomeriggio nella Corte Giorgetti, prestata per l’occasione, a omaggiare i 90 anni del Negus (leggi qui il nostro omaggio), pescatore e gentiluomo, seduto in prima fila con la moglie Luigia e il figlio Giovanni ad ascoltare il magnifico monologo di Betty Colombo dedicato a “Le donne delle pesca e del lago”, con il perfetto accompagnamento alla fisarmonica del maestro Francesco Nodari.

Il Negus, al secolo Luigi Giorgetti, canottiera nera e abbronzatura da… pescatore, ha esercitato da par suo l’arte della maieutica, intrattenendo amici e ammiratori, prima che Betty incominciasse a raccontare la Cazzago di quando lui era bambino, con le straordinarie figure femminili che la popolavano, la Carla, la Caterina, la vita del paese, con il lavatoio e la fontana, sede dei pettegolezzi più gustosi.

Donne coraggiose e compagne perfette dei pescatori, capaci di imitare la voce del lupo per chiamare i propri compagni a riva nelle notti di nebbia, andare in barca ad assistere alla pesca con il “rierun”, la rete di 150 metri per catturare le tinche che veniva catapultata in acqua da due barconi, con i “barchitt” degli altri pescatori a fare da corona. Parole antiche, del dialetto che spiega le emozioni meglio di ogni cosa, vocaboli che oggi suonano arcani e affascinanti, “storg” per strizzare, “pedagn maseraa” per gonna bagnatissima, con Betty Colombo splendida protagonista di un racconto intenso e coinvolgente, amico della vita semplice di una volta, con le piccole invidie tra pescatori sui luoghi dove “mett i reed” e la fratellanza mai esibita ma forte e sincera nel momento del bisogno.

Betty ha poi spiegato la genesi del suo lavoro, dicendo di aver attinto alle informazioni preziose di Luigia per ciò che riguarda la vita delle donne al lavatoio, con il Negus che subito “l’era saltaa su” a protestare: «Comè, te domandat dul lagh alla me miee e mia a mì?». Subito servito, con una miniera di informazioni preziosissime che l’attrice ha perfettamente dosato nella narrazione, intervallata dalle note di Nodari, musicista raffinato e di grande misura. Uno spettacolo commovente, tant’è che al ministro Giancarlo Giorgetti arrivato in bicicletta, è scappata anche qualche lacrima, nel ricordo di suo padre Natale, per anni presidente dalla Cooperativa pescatori e “docente” di Betty Colombo nella spiegazione della pesca con il “rierun”.

Alla fine il Negus, che ha anche mosso qualche passo di valzer con Betty che l’ha chiamato in causa, ha ricevuto in dono una sacher torte con un bel 90 di zucchero, verde come il suo spirito e la volontà ancora inscalfibile. «Tutt i dì passa vün», dice lui, oggi si ricomincia, ci sono le reti da “mett” e i filetti di gardon da fare per il carpione, per non parlar dei gatti da sfamare. E lui, a torso nudo, senza cappello sotto il sole di agosto. è pronto a salpare verso l’Isolino, e magari a canticchiare un motivo di quando era giovane e da Virginia si andava per ballare.

Mario Chiodetti