«Belli. Molto belli»: le parole semplici di Pierpaolo Frattini racchiudono il senso degli Europei di canottaggio ospitati dalla Schiranna (leggi e vedi qui risultati e foto), dove Varese ha racchiuso nel suo piccolo, grande stadio del remo un continente intero, le emozioni di atleti e migliaia di spettatori ma, soprattutto, il senso vero di uno sport costruito sulla fatica, sui sacrifici, sulla lealtà e su quegli applausi che hanno accompagnato tutti sul traguardo, dalla Romania autrice di uno storico triplete nell'otto (suo l'oro di quello maschile, femminile e misto) agli atleti del pararowing, che hanno la stessa dignità e lo stesso "peso", e provano la stessa gioia, di chiunque altro.
Poi ci sono loro: i varesini in barca, trascinati da una nuova fatina del nostro lago - che è amato come non mai in tutta Europa, più di quanto a volte lo sia in città - come lo è stata Federica Cesarini. Quella di Alice Codato è una storia diversa e ancora agli albori rispetto alla cavalcata olimpica di Federica, ma non è pura magia ritrovare qualcuno come lei in cui racchiudere il senso del successo e la bandiera di questi Europei (purezza, forza, bellezza, tecnica, gruppo, condivisione)?
Alice con i suoi due bronzi e gli altri varesini sul podio (il fratello Giovanni, Stanislau Litvinchuk, Chiara Reto, Giovanni Borgonovo) ma anche quelli fuori dal podio, tutte le nove medaglie azzurre - quella dell'otto femminile e ovviamente di quello maschile hanno sempre un altro gusto, nobile, intenso, formidabile - e l'ambiente che ha accompagnato questi Europei, durati un soffio come tutte le cose belle, riconsegnano l'idea di una capacità organizzativa formidabile e senza rivali della Canottieri e del Comitato Organizzatore (solo a Varese alla professionalità e maniacalità s'abbinano sensibilità, passione e capacità di fare squadra a livello istituzionale e tra grandi sponsor), così come accade nel ciclismo con la Binda.
Poi ci sono il lago, vivo e pieno di gente, e la città. Non è vero che Varese era deserta o staccata dall'evento della Schiranna, ma è vero l'esatto contrario: Varese è piena di canottieri di ogni nazione del mondo 12 mesi all'anno che la scelgono come seconda casa. È da questa "pienezza" che nasce il pienone degli Europei e l'impossibilità di resistere al richiamo delle barche sul lago, una volta che l'hai ascoltato. Basterebbe uscire dal tombino in cui si vive per accorgersene. E per scoprire il lato autentico della nostra città: quello di chi, prima di criticarla, la ama, credendo nei piccoli gesti di ogni giorno, remando in silenzio alla Schiranna e nella vita, che poi è la stessa cosa.
Le video interviste e la fotogallery
Il direttore Pierpaolo Frattini: «Entusiasmo, stima e un nuovo sogno»
«Tutto quello che avevamo pianificato siamo riusciti a metterlo a terra, gestendo anche una situazione complicata come l'emergenza meteo di oggi con il rischio fulmini e vento. Il pubblico e gli addetti ai lavori hanno apprezzato questi Europei e questa per noi è la soddisfazione più grande. Il Mondiale assoluto a Varese? Non è un peso, ma un sogno: l'entusiasmo e la stima che si respirano attorno a questi Europei ci aiuteranno: penso che prima o poi ce la faremo. Alla fine di tutto vorrei ringraziare il mio staff, le persone che mi hanno supportato e sopportato, i volontari, la Federazione, tutte le istituzioni e anche la mia famiglia».
Il sindaco Davide Galimberti: «Lo sport a Varese fa sistema. E vince»
«Questi Europei sono una grande conferma sulla credibilità del mondo del canottaggio e di un territorio vocato allo sport e capace di organizzare eventi di straordinario livello che hanno ricadute economiche, portano indotto turistico e benessere complessivo. La capacità di fare squadra a livello istituzionale e le tante iniziative legate allo sport a Varese fanno la differenza e fanno della città un punto di riferimento mondiale dal canottaggio al basket, dal ciclismo al ghiaccio. Non ci manca proprio nulla».
Lo sponsor Matteo Barbera (presidente Acinque): «Clima internazionale e senso di comunità, noi ci siamo»
«Essere presenti sul territorio significa anche dimostrare la nostra vicinanza a iniziative importanti per la collettività, come lo sono questi Europei e come lo è stata la coppa del mondo di canottaggio. Stiamo diventando un partner storico degli eventi sul lago, dove si respira un clima internazionale, c'è tanta gente e si ritrova un senso di comunità. Se ci sono aggregazione e valori, qui come al palaghiaccio, noi ci siamo».