Fagnano Olona ha tirato fuori tutto il suo cuore: nei gesti e nelle parole, per Simone. Nei gesti, perché nel giro di poche ore la raccolta di fondi per aiutare la famiglia Brun a riportare a casa il ragazzo morto durante le vacanze a Creta, ha superato ogni aspettativa. Sia la raccolta online, che ha visto circa 500 persone fare un'offerta in 24 ore - un fiume che continua - sia la mobilitazione portata avanti dalla vicesindaca Simona Michelon (LEGGI QUI) d'intesa con la famiglia.
Un affetto che è di grande conforto ai familiari colpiti da un lutto così devastante. Ora si è in attesa delle procedure per riportare il ventenne a casa.
Anche nelle parole, importanti in un momento così difficile per i suoi cari e per i suoi amici, si assiste a una solidarietà toccante. Messaggi intensi, cuori, poche parole che sprigionano un mondo di vicinanza. O poesie, come quella del fagnanese Giuseppe Casula: A Simone Brun(sentite condoglianze) Mia dolce madre non potrai capire Quello che custodisce il mio saluto Un'onda che s'infrange all' imbrunire Senza timor d'aver ormai perduto Il tuo respiro che sapeva dire Qualcosa di segreto che ho tenuto Nascosto nel rumore delle onde Dove il mio cuore sempre ti risponde!
Un lungo messaggio è stato condiviso sui social anche dal sindaco Marco Baroffio. Il pensiero è appunto anche per i ragazzi amici di Simone, a partire da coloro che hanno vissuto l'incidente a Creta, ora rientrati.
C’è una frase che porto sempre con me. È una frase che parla di consolazione, ma soprattutto di speranza: la speranza che il legame con coloro che amiamo e che ci lasciano non si interrompa davvero, che il loro sia soltanto un arrivederci e non un addio definitivo.
«Vivere nei cuori di chi ci ama significa non morire mai.»
Forse è proprio questo il senso più profondo del ricordo: continuare a custodire l’amore per gli amici, per i genitori, per i fratelli, per i figli che non sono più accanto a noi. È la speranza che ciò che ci ha uniti su questa terra sia più forte persino della morte e che quel legame, anche se in una forma diversa, non possa spezzarsi.
E allora Simone vive.
Vive nel cuore della sua famiglia. Vive nel cuore dei suoi amici, che oggi condividono un dolore difficile persino da raccontare. Vive in tutti noi che lo ricordiamo e che ci apprestiamo a salutarlo per l’ultima volta.
Simone vive, anche se non è più qui tra noi.
Quel mare che i suoi occhi hanno guardato con gioia, quel mare che ha vissuto nella felicità e nella spensieratezza insieme ai suoi amici, è stato l’ultimo scenario della sua giovane vita. E proprio da quel mare, dove era felice, Simone ha raggiunto il firmamento.
Da lassù, per chi crede, continua ad accompagnarci con il suo spirito e con la sua anima. Forse è proprio questa la speranza che oggi ci sostiene. Non una semplice consolazione davanti a un dolore così grande, ma la speranza che chi ha conosciuto e amato Simone continuerà, in qualche modo, a sentirne la presenza. Non potremo più ascoltare la sua voce, ma ci saranno momenti, luoghi, ricordi, forse anche piccoli gesti, capaci di farcelo sentire ancora vicino. In un modo difficile da spiegare, ma che il cuore di chi ha perduto una persona cara conosce bene.
Simone lascia la sua mamma Gabriella, il suo papà Paolo e le sue sorelle Giulia e Sofia.
A loro va oggi il nostro pensiero e il nostro abbraccio più grande. A loro e a Simone, che nel fiore dei suoi giovani anni ci ha lasciati, facendo risuonare ancora una volta dentro di noi quella domanda alla quale è così difficile trovare una risposta: perché?
Perché una vita ancora così giovane? Perché una tragedia proprio in un momento di gioia e di spensieratezza?
Non credo che avremo risposte a queste domande. Forse non le avremo mai, almeno in questo mondo. Di Simone, però, restano i ricordi impressi nella mente e nel cuore: il suo sorriso, la sua voce, la sua risata, i momenti trascorsi insieme.
Oggi anche la sua comunità saluta Simone. Una comunità che, ancora una volta, ha dato dimostrazione di grande compattezza e compostezza di fronte a un dolore immenso. Simone era parte viva di questa comunità e oggi la comunità, con la sua spontanea mobilitazione e la sua vicinanza, dice grazie a Simone.
Un pensiero particolare, però, dobbiamo rivolgerlo anche ai ragazzi, ai giovani del nostro paese, che stanno vivendo un dolore troppo grande, un dolore che irrompe nella loro spensieratezza e la ferisce profondamente.
A voi ragazzi vorrei dire questo: portate sempre dentro di voi il ricordo del vostro amico. Custodite i momenti belli che avete vissuto insieme a lui. Continuate a sorridere pensando a Simone e non abbiate paura di piangere quando il dolore tornerà a farsi sentire. Perché anche le lacrime raccontano quanto abbiamo amato qualcuno.
L’amore e l’amicizia non finiscono con la morte. Cambiano forma, ma continuano a vivere dentro di noi.
Buon viaggio, Simone.
Veglia sulla tua famiglia, sui tuoi amici e su tutta la nostra comunità.