Cronaca - 01 agosto 2026, 16:57

«Agente aggredito al carcere di Busto durante controllo di sicurezza»

Il Sappe denuncia un nuovo episodio: «Servono immediatamente più personale, strumenti adeguati e provvedimenti rigorosi nei confronti di chi si rende responsabile di simili episodi»

Una nuova aggressione a un agente di polizia penitenziaria è stata denunciata dal Sappe a Busto. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria afferma nella giornata di ieri «un detenuto di nazionalità italiana ha aggredito un agente della Polizia Penitenziaria, contrariato dall'ingresso del poliziotto nella cella per effettuare la battitura delle inferriate, attività di controllo ordinaria e indispensabile per verificare l'integrità delle strutture e prevenire tentativi di evasione o manomissioni - aggiungendo - Solo il tempestivo intervento di altri appartenenti al Corpo ha consentito di bloccare il detenuto e impedire che l'aggressione degenerasse ulteriormente, evitando conseguenze ancora più gravi per il collega coinvolto».

«Esprimiamo la nostra piena solidarietà al collega aggredito e a tutto il personale della Casa circondariale di Busto Arsizio, che continua a garantire sicurezza e legalità in condizioni operative sempre più difficili», dichiara Alfonso Greco, segretario nazionale del Sappe per la Lombardia. «Ogni giorno in Lombardia le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria affrontano rischi elevatissimi nello svolgimento di attività che rientrano nella normale gestione dell'istituto. È inaccettabile che un semplice controllo di sicurezza possa trasformarsi in una violenta aggressione. Servono immediatamente più personale, strumenti adeguati e provvedimenti rigorosi nei confronti di chi si rende responsabile di simili episodi».

Per Donato Capece, segretario generale del Zappe, «quanto accaduto a Busto Arsizio conferma che le aggressioni al personale sono diventate un'autentica emergenza nazionale. Non possiamo continuare a registrare episodi di violenza quasi quotidiani senza che vi sia una risposta strutturale dello Stato. La Polizia Penitenziaria sta pagando un prezzo altissimo in termini di sicurezza personale e di condizioni di lavoro». «Chiediamo al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e al Governo – prosegue Capece – di intervenire con urgenza, incrementando gli organici, rafforzando le misure di tutela degli operatori e assicurando la certezza delle sanzioni disciplinari nei confronti dei detenuti che aggrediscono il personale. Chi alza le mani contro un appartenente alle Forze di Polizia non colpisce soltanto un servitore dello Stato, ma attacca direttamente l'autorità dello Stato e il principio di legalità». Il Sappe infine dice che non è più tollerabile «che chi garantisce ogni giorno ordine, sicurezza e legalità all'interno delle carceri debba mettere a rischio la propria incolumità nell'indifferenza generale» e assicura che continuerà a denunciare ogni episodio di violenza, chiedendo interventi concreti per restituire dignità, sicurezza e serenità operativa agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria».

Redazione