Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale varesino Giuseppe Pullara:
Negli ultimi giorni, i consiglieri comunali Stefano Angei ed Emanuele Monti hanno lanciato una nuova offensiva mediatica contro l’assessore alla Sicurezza del Comune di Varese, Raffaele Catalano, dipingendo la città come “fuori controllo” e accusando la Giunta di inerzia e incapacità.
Questa narrazione, oltre a essere smentita dai dati, rappresenta un pericoloso esercizio di propaganda che confonde volutamente le competenze e strumentalizza la paura dei cittadini.
Una critica fondata su slogan, non sui fatti
Le dichiarazioni di Angei e Monti ignorano la realtà complessa della sicurezza urbana e riducono un tema delicato a terreno di scontro elettorale. A Varese, come in molte altre città italiane, la percezione di insicurezza è spesso alimentata da episodi circoscritti e da una comunicazione allarmistica, non da un’oggettiva esplosione della criminalità.
L’assessore Catalano, ex commissario di Polizia con oltre trent’anni di esperienza nelle forze dell’ordine, ha sempre affrontato il tema con serietà, competenza e senso di responsabilità, respingendo le accuse infondate e proponendo soluzioni concrete.
Competenze chiare: il Comune non può sostituire lo Stato
È necessario ribadire con fermezza una distinzione che chiunque si occupi di politica dovrebbe conoscere: al Comune spetta la sicurezza urbana, mentre la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico sono competenze esclusive dello Stato.
Le continue accuse rivolte all’assessore Catalano sono non solo infondate, ma profondamente pretestuose, perché pretendono dal municipio poteri e risorse che non ha, mentre il Governo nazionale e le istituzioni centrali latitano su presidi, organici e strumenti operativi.
Cosa sta facendo concretamente l’assessore Catalano
Contrariamente alla narrazione dell’opposizione, l’assessore Catalano non si limita alle dichiarazioni, ma porta avanti un lavoro quotidiano fatto di:
Potenziamento della sorveglianza tecnologica: installazione e manutenzione di 178 telecamere di videosorveglianza sul territorio comunale.
Coordinamento con le forze di polizia: tavoli permanenti con Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale per definire priorità operative e interventi mirati.
Richiesta di risorse alla Regione: al tavolo con gli assessori dei capoluoghi lombardi, Catalano ha sollecitato risposte concrete su accesso alla banca dati SDI, formazione e fondi stabili per la Polizia Locale.
Applicazione delle ordinanze: l’ordinanza anti-alcool e le misure per il decoro urbano sono state emanate e applicate, anche se la loro efficacia è limitata dalla carenza di agenti e dalla mancanza di supporto statale.
La sicurezza non è un gioco politico
La sicurezza dei cittadini non può essere trattata come un terreno di scontro ideologico né come un esercizio di comunicazione. Gli attacchi becari e le semplificazioni populiste danneggiano la credibilità delle istituzioni e confondono i cittadini, distogliendo l’attenzione dai veri nodi irrisolti: organici insufficienti, turni massacranti e carenza di strumenti operativi.
L’assessore Catalano, invece, continua a lavorare con professionalità e trasparenza, rifiutando la logica dello sciacallaggio politico e ponendo al centro il benessere della comunità. �
Piena solidarietà all’assessore Catalano
Per questi motivi, dichiara il consigliere comunale di Italia Viva Giuseppe Pullara esprimo piena solidarietà e sostegno all’assessore Raffaele Catalano, contro gli attacchi ingiusti e strumentali di chi cerca consenso facile sulla pelle dei cittadini.
Invitiamo invece tutte le forze politiche a un confronto costruttivo, basato sui dati e sulle proposte concrete, per costruire insieme una Varese più sicura, vivibile e giusta.
La sicurezza è un diritto. E si garantisce con i fatti, non con gli slogan.