Territorio - 30 luglio 2026, 22:05

La folla all'addio di "Penna Bianca", una prova di amicizia e riconoscenza. Perché si è eroi quando si pedala in silenzio per gli altri nella vita

A fine luglio, quando le strade si svuotano, in tantissimi hanno voluto partecipare ai funerali di Luigi Crosta a Peveranza. Il suo impegno nel ciclismo, ma non solo: soprattutto, il suo esserci sempre per gli altri

Luigi con i colori della sua Crennese, nel pieno dell'alluvione del 1998 e poi il suo orto magico

Esiste ancora la riconoscenza. Esistono ancora la lealtà e l'amicizia, che sono le prime alleate dello sport e della vita. Sono pensieri che affiorano oggi di fronte alla chiesa di Peveranza gremita per l'addio a Luigi Crosta, "Penna Bianca", come lo chiamavano gli amici della Crennese e non solo. 

A fine luglio, quando le strade e i punti di ritrovo sembrano svuotarsi, un fiume di affetto arriva fino al santuario di Santa Maria Assunta per Luigi, scomparso a 87 anni (LEGGI QUI). Una scena che gli avrà toccato il cuore lassù e che certamente commuove la moglie Giuseppina, le figlie Alessandra e Mariangela, tutti i suoi cari.

Dici Penna Bianca e si spalanca un mondo, a Cairate e non solo. Gli anni d'oro del ciclismo, scolpiti nei sacrifici e nelle vittorie, ma anche il gran volontariato per l'oratorio dove Luigi svolgeva i lavori di fatica, metteva in ordine gli spazi, tagliava l'erba. È stato ricordato oggi ai funerali, con il parroco di Cairate don Marco Cozzi e padre Lorenzo Frattini che era di Peveranza e conosceva benissimo la famiglia Crosta. Tornano le memorie, accompagnate dalle immagini. Come nel 1998, quando piomba addosso l'alluvione e l'acqua non accenna a scendere: Luigi non pronuncia una parola, sa cosa deve fare e alza un tombino da solo, operazione pericolosa. Ma per la propria gente, si fa. Tutti lo guardano e qualcuno lo riprende, in un'epoca in cui i telefonini ancora non dominavano la scena.

Poi il suo amore per la terra. Il giardino curato meticolosamente, il bosco che assomigliava a un salotto: «Tutti quelli del paese venivano da lui quando dovevano vedere i confini dei boschi anche i geometra. Lui è cresciuto lì».

Sì, Luigi c'è sempre stato, ha sempre accolto gli altri, è stato un uomo di famiglia e la famiglia si allargava alla comunità, al paese, a chi avesse bisogno. Ha dimostrato che si diventa eroi quando si pedala per gli altri in silenzio nella vita

Ma. Lu.