Varese, 29 luglio 2026 – Un festival che affonda le proprie radici in oltre quarant'anni di storia, ma che oggi guarda al futuro con una nuova identità e una visione ancora più ampia. È stato presentato ufficialmente questa mattina a Ville Ponti (Varese) «Mosaico – Festival Internazionale del Folklore», l'evoluzione dello storico Festival Internazionale del Folklore di Cunardo che dal 25 al 30 agosto 2026 porterà spettacoli, musica, tradizioni e incontri tra culture in alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Varese. In questa nuova veste il festival sarà il contributo etnografico alle celebrazioni per i cento anni dell’ente di Villa Recalcati.
Promosso dal Gruppo Folkloristico I Tencitt di Cunardo, il festival rappresenta uno dei principali appuntamenti dedicati al patrimonio culturale immateriale del territorio e, per la prima volta con il nuovo nome «Mosaico», coinvolgerà un'intera rete di comunità locali in un grande progetto diffuso capace di unire identità, tradizioni e dialogo internazionale. Il nuovo nome racchiude il significato più profondo della manifestazione. Come le tessere di un mosaico contribuiscono a creare un'immagine armoniosa e completa, così culture, lingue, musiche e tradizioni provenienti da ogni parte del mondo si incontrano per costruire un'esperienza collettiva unica. Un rebranding che non rappresenta soltanto un cambiamento grafico o comunicativo, ma l'evoluzione naturale di un percorso iniziato nel 1985 con la prima «Rassegna del Folklore» organizzata a Cunardo e cresciuto negli anni fino a diventare un punto di riferimento internazionale nel panorama del Folklore.
Nel corso delle sue edizioni il festival ha accolto gruppi provenienti da oltre quaranta nazioni e da quasi tutte le regioni italiane, costruendo una rete di relazioni culturali che oggi continua a svilupparsi attraverso il progetto «Mosaico». Un patrimonio di esperienze reso possibile dall'impegno di centinaia di volontari, associazioni, istituzioni e cittadini che hanno contribuito a fare di Cunardo e del Varesotto una terra di incontro tra i popoli. L'edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché rientra nel calendario ufficiale delle iniziative promosse per celebrare il Centenario della Provincia di Varese. Un riconoscimento che conferma il valore culturale e sociale della manifestazione e la sua capacità di raccontare il territorio attraverso il linguaggio universale delle tradizioni popolari.
Saranno sei le nazioni protagoniste dell'edizione 2026: India, Lituania, Messico, Marocco, Paraguay e Italia. Delegazioni provenienti da continenti e culture differenti che, attraverso danze, musiche, costumi e tradizioni, daranno vita a un grande racconto collettivo all'insegna dell'incontro e della conoscenza reciproca. Accanto ai gruppi internazionali, il festival valorizzerà anche il patrimonio folklorico locale. La serata inaugurale vedrà infatti protagonisti anche i gruppi della provincia di Varese a partire dal gruppo organizzatore, I Tencitt, poi i Bosini di Varese, i Sem Chi Inscì di Laveno Mombello e i Frustatori di Ferno, tutti chiamati ad aprire simbolicamente una settimana dedicata alle tradizioni popolari del mondo.
Uno degli elementi distintivi di «Mosaico» sarà la sua dimensione diffusa. Il festival attraverserà infatti numerosi Comuni della provincia, trasformando i più importanti luoghi del patrimonio artistico e architettonico della Provincia in palcoscenici d'eccezione. Da Villa Recalcati a Varese al Chiostro di Voltorre a Gavirate, dalla Badia di San Gemolo di Valganna al Monastero di Cairate, fino all'Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che unisce la scoperta del territorio alla ricchezza delle culture ospiti.
Per questo motivo il festival è sostenuto da Fondazione Comunitaria del Varesotto e dalla Camera di Commercio che ne hanno riconosciuto il valore culturale quale motore di sviluppo del territorio e dal Consiglio Regionale della Lombardia da sempre vicino e prezioso partner. Fondamentale poi la collaborazione con le amministrazioni comunali di Cairate, Gavirate, Malnate e Sangiano, comunità che ospiteranno fisicamente gli artisti durante tutto il Festival per uno scambio culturale quotidiano che sarà uno degli aspetti più densi di significato della manifestazione.
L'apertura ufficiale del festival è in programma martedì 25 agosto a Varese con una cerimonia istituzionale ai Giardini Estensi, seguita dalla grande parata del Folklore che attraverserà il centro cittadino per concludersi a Villa Recalcati con l'esibizione dei gruppi internazionali. Nei giorni successivi gli spettacoli toccheranno Malnate, Gavirate, Cairate, Valganna, Sangiano e Leggiuno, fino alla serata principale del Festival il 29 agosto alla Baita del Fondista di Cunardo nella quale si esibiranno tutti i gruppi e verrà assegnato il riconoscimento V.I.C.T. (Valore Identificativo Cultura Tradizione) attribuito da IOV Italia, organizzazione riconosciuta da UNESCO. La chiusura del festival si terrà invece domenica 30 agosto con due eventi all’Eremo di Santa Caterina del Sasso e al Monastero di Cairate.
«Mosaico rappresenta un sogno che prende forma dopo anni di lavoro e di crescita del nostro Festival Internazionale del Folklore – spiega Mirko Barili, presidente del Gruppo Folkloristico I Tencitt – Abbiamo voluto costruire un progetto capace di mantenere vive le radici che ci legano a Cunardo e al territorio, aprendosi allo stesso tempo a una dimensione sempre più ampia e internazionale. Ringrazio tutte le istituzioni che hanno creduto in questa visione, i Comuni che ospiteranno gli eventi, i gruppi folkloristici provenienti da tutto il mondo e soprattutto i tanti volontari che renderanno possibile ogni momento del festival».
«Siamo orgogliosi che Mosaico entri a far parte del programma ufficiale del Centenario della Provincia di Varese – sottolinea il presidente della Provincia Marco Magrini – Proprio la ricorrenza del Centenario è stata lo spunto per immaginare una manifestazione che, partendo dalla riscoperta delle proprie tradizioni popolari, porti il territorio varesino a esplorare e conoscere le tradizioni del mondo. Perché la provincia di Varese è questo: un luogo dalle antichissime radici, terra di confine tra Mediterraneo ed Europa, capace di unire un passato rurale e artigianale con un futuro proiettato verso l'innovazione e l'internazionalizzazione. Questo festival rappresenta perfettamente lo spirito delle celebrazioni: valorizzare il nostro patrimonio aprendolo alla cittadinanza. Il festival coinvolgerà Villa Recalcati, sede della Provincia, perché il nostro obiettivo è rendere questo luogo sempre più aperto e vissuto dalla comunità. Lo stesso vale per gli altri beni di proprietà provinciale coinvolti nel festival, dal Chiostro di Voltorre al Monastero di Cairate, dall'Eremo di Santa Caterina del Sasso alla Badia di San Gemolo: luoghi di straordinario valore storico, artistico e identitario che vogliamo far conoscere e vivere sempre di più attraverso iniziative culturali di qualità».
«Le tradizioni popolari rappresentano una parte fondamentale dell’identità delle nostre comunità – conclude il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Giacomo Cosentino – Regione Lombardia sostiene con convinzione iniziative come Mosaico perché contribuiscono a custodire il patrimonio immateriale dei territori, promuovendo al tempo stesso il dialogo tra culture e la conoscenza delle nostre radici».
«La cultura rappresenta un elemento essenziale per l'attrattività di un territorio e “Mosaico” ne è un chiaro esempio. Camera di Commercio supporta questa iniziativa, anche attraverso il bando “Cultura Motore di Sviluppo” assieme a Fondazione Comunitaria del Varesotto, con l'obiettivo di favorire l'innovazione, accrescere la professionalità delle realtà culturali e incrementare la valorizzazione turistica locale - dichiara il presidente della Camera di Commercio di Varese Mauro Vitiello - Questo festival valorizza luoghi, comunità e tradizioni, rafforzando l’immagine del territorio e dimostrando come l’investimento nelle iniziative culturali sappia generare preziose opportunità di crescita e promozione per tutto il nostro tessuto economico e turistico».
Per Paolo Bertocchi, vicepresidente della Fondazione Comunità del Varesotto: «Mosaico interpreta pienamente il significato della parola comunità. Coinvolge istituzioni, associazioni, amministrazioni e cittadini in un percorso condiviso che genera relazioni e rafforza il senso di appartenenza al territorio. Sostenere iniziative come questa significa investire nella coesione sociale e nella costruzione di legami duraturi».
Il percorso di rinnovamento del festival passa anche attraverso i nuovi strumenti di comunicazione. È online il nuovo sito ufficiale www.festivalmosaico.it, che raccoglie la storia della manifestazione, i contenuti dedicati all’edizione 2026 e l’archivio delle passate edizioni. Attivi anche i nuovi canali social ufficiali, a partire dal profilo Instagram, pensati per raccontare il festival durante tutto l’anno e accompagnare il pubblico alla scoperta delle sue iniziative. Dal 25 al 30 agosto 2026, culture, tradizioni e comunità provenienti da tutto il mondo torneranno così a incontrarsi nel cuore della provincia di Varese. Con una nuova identità, con la stessa passione di sempre e con l’ambizione di costruire, tessera dopo tessera, un grande mosaico di relazioni, culture e territori.
PROGRAMMA «MOSAICO 2026»
Martedì 25 agosto – Varese
Ore 19.00 | Giardini Estensi
Apertura ufficiale del Festival
Cerimonia istituzionale ed esibizione dei gruppi folkloristici della provincia di Varese:
I Bosini
Sem Chi Inscì
I Tencitt
Frustatori di Ferno
Ore 20.00 | Centro storico
Grande Parata del Folklore
Sfilata dei gruppi internazionali attraverso il centro cittadino.
Ore 21.00 | Villa Recalcati
Esibizione dei gruppi provenienti da:
Lituania
India
Messico
Marocco
Mercoledì 26 agosto
Ore 21.00 | Villa Braghenti - Malnate
Spettacolo folklorico dei gruppi:
Marocco
Messico
Ore 21.00 | Chiostro di Voltorre – Gavirate
Spettacolo folklorico dei gruppi:
India
Lituania
Giovedì 27 agosto
Ore 21.00 | Peveranza di Cairate
Spettacolo folklorico dei gruppi:
Paraguay
Marocco
Ore 21.00 | Badia di San Gemolo – Valganna
Spettacolo folklorico del gruppo:
Lituania
Venerdì 28 agosto
Ore 21.00 | Baita del Fondista – Cunardo
Spettacolo folklorico dei gruppi:
Paraguay
Marocco
Per tutta la serata sarà attivo uno stand gastronomico con specialità a tema “Mosaico”.
Ore 21.00 | Villa Braghenti - Malnate
Spettacolo folklorico dei gruppi:
India
Ore 21.00 | Villa Fantoni – Sangiano
Spettacolo folklorico del gruppo:
Messico
Ore 21.00 | Bolladello di Cairate
Spettacolo folklorico del gruppo:
Lituania
Sabato 29 agosto
Ore 21.00 | Baita del Fondista – Cunardo
Serata di Gala del Festival
Esibizione dei gruppi provenienti da:
Lituania
India
Messico
Marocco
Paraguay
Italia
Per tutta la serata sarà attivo uno stand gastronomico con specialità a tema “Mosaico”.
Domenica 30 agosto
Ore 18.00 | Eremo di Santa Caterina del Sasso – Leggiuno
Spettacolo folklorico dei gruppi:
Paraguay
Marocco
Ore 21.00 | Monastero di Cairate
Spettacolo folklorico dei gruppi:
India
Lituania
Messico
LE COMUNITÀ OSPITANTI
Ogni tappa del festival è stata scelta non soltanto per la sua bellezza, ma anche per la sua capacità di raccontare una storia: quella di una provincia ricca di arte, natura, spiritualità e cultura. Dall'affaccio spettacolare dell'Eremo di Santa Caterina del Sasso ai chiostri medievali, fino alle dimore storiche che hanno ospitato personaggi illustri, «Mosaico 2026» invita il pubblico a scoprire il territorio attraverso uno sguardo nuovo, dove l'incontro tra le culture del mondo dialoga con l'identità più autentica della provincia di Varese.
Cairate - Monastero di Cairate
Il Monastero di Santa Maria Assunta racconta oltre mille anni di storia del territorio varesino. Sorto su un'antica domus romana e sviluppatosi nel corso dei secoli attorno alla presenza benedettina, il complesso conserva testimonianze che attraversano epoche e civiltà diverse. Tra chiostri, resti archeologici e leggende legate alla nobildonna longobarda Manigunda, il monastero rappresenta un luogo in cui passato e memoria continuano a dialogare con il presente.
Cunardo - Baita del Fondista
Ai piedi dei Monti di Castelvecchio e alla confluenza di quattro valli prealpine – Valganna, Valmarchirolo, Valtravaglia e Valcuvia – Cunardo si sviluppa in un paesaggio naturale di grande valore, a circa 450 metri di altitudine. La Baita del Fondista fa da scenografia negli ultimi anni alle serate del Festival, raccontando di anno in anno il patrimonio immateriale dei popoli ospiti.
Il territorio di Cunardo è caratterizzato da elementi ambientali di rara suggestione, tra cui l’Orrido di Cunardo, complesso carsico unico in Lombardia modellato dal torrente Margorabbia, esempio straordinario di erosione naturale e di equilibrio tra acqua e roccia. Il paese conserva inoltre una forte identità legata alle tradizioni artigiane, in particolare alla produzione ceramica, testimoniata dal Museo all’aperto della Ceramica e dalla storica lavorazione del celebre “blu Cunardo”, colore distintivo apprezzato fin dall’antichità. A completare questo patrimonio si trova il Molino Rigamonti, uno dei pochi mulini ad acqua ancora attivi della provincia di Varese, testimonianza viva di un sapere antico legato alla lavorazione delle farine e alla forza motrice del Margorabbia, ancora oggi visitabile e riconosciuto come storica attività regionale.
Gavirate - Chiostro di Voltorre
Nascosto tra la vegetazione e le antiche corti rurali, il Chiostro di Voltorre è uno dei gioielli dell'architettura romanica della provincia di Varese. Il complesso, dedicato a San Michele e riconosciuto monumento nazionale, custodisce un'atmosfera di grande fascino e raccoglimento. La torre, la chiesa e il chiostro raccontano una storia secolare fatta di arte, fede e vita comunitaria, rendendo questo luogo una preziosa testimonianza del patrimonio culturale locale.
Leggiuno - Eremo di Santa Caterina del Sasso
Sospeso tra la roccia e le acque del Lago Maggiore, l'Eremo di Santa Caterina del Sasso è uno dei luoghi più iconici e suggestivi della provincia di Varese. Nato, secondo la tradizione, dall'esperienza spirituale del Beato Alberto Besozzi, che qui si ritirò dopo essere sopravvissuto a una tempesta sul lago, il complesso custodisce secoli di storia, arte e devozione. Affacciato su uno degli scenari più spettacolari del territorio, rappresenta l'incontro perfetto tra natura, spiritualità e patrimonio culturale.
Malnate - Villa Braghenti
Edificio in stile Liberty, Villa Braghenti si trova a Malnate, città che ha saputo crescere mantenendo viva la propria identità. Situata lungo storiche vie di collegamento tra Lombardia e Svizzera, rappresenta da sempre un luogo di incontro e passaggio. Oggi, grazie al dinamismo delle sue associazioni e alla forte partecipazione della comunità locale, continua a essere un importante punto di riferimento culturale e sociale per l'intero territorio.
Sangiano - Villa Fantoni
Dal 1983 proprietà dell’amministrazione comunale, Villa Fantoni si trova a Sangiano, paese adagiato tra le colline che circondano il Lago Maggiore. Un piccolo centro che conserva il fascino autentico dei paesi varesini. La sua posizione privilegiata, a pochi passi dall'Eremo di Santa Caterina del Sasso, lo rende un punto di incontro tra natura, storia e tradizioni locali. Un luogo che racconta l'identità più genuina del territorio e il profondo legame delle comunità con il proprio paesaggio.
Valganna - Badia di San Gemolo
Immersa nel verde della Valganna, la Badia di San Gemolo rappresenta uno dei più importanti complessi monastici del territorio varesino. Le sue origini antiche e la stratificazione architettonica raccontano secoli di vita religiosa, accoglienza e cultura. Tra il chiostro, la chiesa e gli edifici che compongono il complesso, la Badia conserva un patrimonio storico di grande valore, testimone della profonda relazione tra uomo, spiritualità e paesaggio.
Varese - Villa Recalcati
Elegante dimora storica immersa nel verde, Villa Recalcati rappresenta uno dei simboli istituzionali della provincia di Varese. Nel corso dei secoli ha accolto illustri personalità della cultura e della musica, diventando un importante luogo di incontro e rappresentanza. Oggi, sede della Provincia e della Prefettura, conserva il fascino delle grandi residenze nobiliari e testimonia il profondo legame tra storia, cultura e territorio.