Umile ambizione: un vento caldo spinge la Varesina a Cairate, dove sorprende per la sua calma sensibilità e fermezza il neo allenatore Daniele Angellotti («Poche società a questi livelli hanno un progetto e strutture così. Per essere ambiziosi non basta essere forti, dovremo remare tutti dalla stessa parte»), accanto al magnetismo del direttore Andrea Scandola («Torno forse con qualche capello bianco, c'è da fare un campionato di alta classifica a prescindere. È nato qualcosa di diverso: dobbiamo far tornare la Varesina nei primi posti ripartendo dall'ultima grande stagione conclusa con i la finale playoff di Desenzano») e a Max Di Caro, sempre lì, in campo per la sua creatura con realismo, amore e schiettezza.
«Abbiamo investito un po' di più su giocatori importanti e di grande esperienza perché possano accelerare la crescita dei giovani» sintetizza il direttore generale rossoblù, che poi parla del ritorno del ds («È una stagione molto importante di grandi cambiamenti anche se un filo con la Varesina forte c'è ed è, oltre alla mia famiglia, Andrea Scandola, che ho ritrovato cresciuto dopo due anni in una piazza importante come Sesto San Giovanni. Con lui abbiamo ricominciato da dove avevamo finito: sono molto contento che sia qui») e non può dimenticare Marco Spilli: «Il mister raccoglie un'eredità pesante perché 13 anni con Marco non si cancellano, ma con Daniele abbiamo trovato un feeling dal primo minuto e ho riconosciuto nel suo modo di fare e gestire le cose tanto di Marco, che è andato a fare un'esperienza straordinaria al Parma. Questa è una storia nuova, anche se il marchio di fabbrica della Varesina è vedere tanti che passano da qui salire nei professionisti (Vaz, Sassi e Tassani sono solo gli ultimi della serie): l'auspicio è che sia Andrea che Daniele trovino uno sbocco in alto, se poi lo faranno con la Varesina saremo tutti contenti».
A simboleggiare i nuovi, anche se da queste parti tutti li conoscono e li stimano (così come sono conosciuti e stimati quasi tutti i giocatori scelti dal club: «Prima gli uomini» le parole di Scandola), sono Stefano Banfi e Tommaso Tentoni, mentre per il ridotto spicchio di vecchia guardia rimasta c'è Carlo Manicone, autore del gol salvezza nei playout.
«Se sono qui è perché sono ambizioso» dice Banfi con quelle parole secche e quel sorriso che non lasciano spazio a dubbi dopo l'ultima annata da ricordare alla Pro Sesto. La stessa parola, ambizione, è pronunciata da Tommaso Tentoni, che ringrazia il Varese «per avermi dato la possibilità di crescere ed essere qui con obiettivi ancora più grandi», mentre Manicone, che si augura un girone con tutte le varesine e i derby «per il pubblico», mette l'accento sul legame con i tanti giovani di talento in rosa «che abbiamo il compito di trascinare accanto a noi».
«L'anno scorso sui giovani abbiamo sbagliato poco - spiega ancora Di Caro - anzi abbiamo fatto un grande lavoro perché Sassi, Tassani e Vaz, in prima squadra con il Genoa, ci hanno dato tante soddisfazioni e Maddalon, che è rimasto, ha grande potenziale e può consacrarsi in D. Abbiamo aggiunto alla rosa tanti ragazzi interessanti anche del 2010 del nostro settore giovanile o che vengono da fuori, affiancati da giocatori di categoria, dove siamo mancati nella scorsa stagione».
Poi, spazio al ritorno di Scandola, che in realtà sembra non essersene mai andato: «Le scelte di mercato sono state anche umane. Banfi, Pedone e Polenghi ci hanno voluto seguire e portano qui ancher la mentalità di lavoro del mister, ma anche Manicone era già con noi e conosce questo modo di essere alla Varesina ("Se non me lo avessi lasciato a gennaio, forse oggi non saremmo qui» scherza Di Caro pensando all'arrivo dell'attaccante a gennaio dalla Pro Sesto e al suo gol salvezza), Tomas, Ferrante, Tentoni e Busto sono uomini importanti per la categoria, ma lo è anche Bianchetti a cui forse non tutti ora credono a fondo: secondo noi, invece, qui può fare la differenza. I giovani qui erano già bravi e sotto contratto, il mio lavoro quindi è stato facilitato».
Mister Angellotti lascia il segno: «Il mio rapporto con il direttore ha velocizzato il mio ingresso, c'è stata subito grande empatia con la famiglia Di Caro. Non avevo altri pensieri se non venire qui dove esiste un progetto serio fatto di idee e ambizioni. Serviva un cambiamento anche per me, anche se metà squadra già la conosco. Il tipo di pensiero che abbiamo è comune: creare uno spogliatoio e una squadra è la cosa più importante, quindi prima abbiamo guardato l'aspetto umano, quello del campo è una conseguenza. Cerchiamo di velocizzare la conoscenza tra i più grandi e i più giovani, anche tra chi ha vissuto una stagione un po' più difficile. Ci aspettiamo grandi cose».
A proposito dell'eredità di Spilli, è un peso o un'opportunità? «È un onore e un orgoglio aver fatto ricadere su di me una scelta così importante come quella di dare continuità dopo 13 anni con Spilli. La cosa non mi pesa assolutamente. Lui è anche un esempio per quello che ha fatto».
Cosa manca ancora alla squadra? «Proprio oggi abbiamo chiuso con Andrea De Bonis, classe 2006, terzino mancino per dieci anni al Milan e poi al Monza. Sulle punte siamo messi bene - dice Scandola - ci manca davvero poco, ad esempio un secondo portiere. Se poi capita un'occasione, anche in base al girone in cui saremo, la sfrutteremo. Abbiamo già con noi 2008, 2009 e 2010 molto bravi: prendete Vitale... Un girone con tutte le varesine? Sarebbe bello. Vogliamo cercare di fare un campionato di alta classifica». «Proveremo a vincere tutte le partite - aggiunge Angellotti - questo è il nostro pensiero nel dna della squadra».
«Abbiamo costruito una squadra che ci possa mettere nelle condizioni di lottare per i primi posti - spiega ancora il mister - È strutturata per giocare con il 4-2-3-1, anche se il modulo non è un dogma. Proveremo a tenere in mano la partita, propositivi e sempre pronti ad attaccare senza tralasciare l'equilibrio. Sapremo cosa fare e non molleremo fino alla fine. Tutto parte da noi e dalla capacità di remare dalla stessa parte con un'idea comune a spingerci ("Una cosa che l'hanno scorso è un po' mancata" aggiunge Di Caro, ndr). Ci confronteremo, quando servirà, senza mai nascondere la polvere sotto il tappeto perché trasparenza e sincerità portano lontano».
«Dal primo giorno, ancora prima della parte tecnica, conterà sentici uniti. Saremo sempre "la stessa cosa", una famiglia e noi dirigenti saremo i primi a dare qualcosa, altrimenti non potremmo pretendere nulla» chiude il direttore dopo aver riaperto un cerchio di fuoco con la Fenice.
La rosa
Portieri
Maddalon (08) confermato
Re De Paolini (09) settore giovanile
Di Gristina (10) settore giovanile
Difensori
Azzali (07) nuovo
Ferrante nuovo
Martinoia (08) confermato
Medina (08) settore giovanile
Ornaghi (07) rientro da prestito
Rettore nuovo
Tomas nuovo
Testa
De Bonis (06) nuovo
Centrocampisti
Nicora (09) settore giovanile
Pedone nuovo
Polenghi nuovo
Rizzolo (10) settore giovanile
Serraglia (08) confermato
Tentoni nuovo
Grieco
Attaccanti
Banfi nuovo
Bianchetti nuovo
Busto nuovo
Caleia (08) nuovo
Grassano (09) nuovo
Grassi (08) confermato
Manicone confermato
Okaleme (09) nuovo
Vitale (10) settore giovanile
Franzoni
Lo staff
Allenatore: Daniele Angellotti
Collaboratore tecnico: Luca Tino
Collaboratore tecnico: Gianni Garghentini
Responsabile area performance: Athos Trecroci
Preparatore atletico: Jacopo Luchi
Preparatore atletico: Nicolò Carabelli
Preparatore portieri: Mario Vella
Massoterapista MCB: Riccardo Martini
Osteopata: Davide Vuolo
Organizzazione logistica: Orlando Merlin
Medico sociale: Dott. Fabrizio Mura
Le amichevoli
Sabato 1° agosto, Como Primavera - Varesina (Rovello Porro, ore 10.30)
Sabato 8 Agosto, Varesina - Chiasso (Venegono ore 10, da confermare)
Giovedì 13 Agosto, Varesina - Borgosesia (da confermare luogo e orario)