L'attrazione fatale degli automobilisti per il Pilomat in viale Stelvio prosegue imperterrita. Mettendo in pericolo gli studenti e causando continue riparazioni (quindi costando soldi dei contribuenti): l'ultima determinazione di Palazzo Gilardoni su questo spinoso caso risale a pochi giorni fa.
Quasi 8mila euro per sostituire il Pilomat dell'Ite Tosi - si sottolinea - che «è stato nuovamente danneggiato». Se ne occupa Agesp e «il cronoprogramma prevede la realizzazione dell’intervento in un mese». Continui gli incidenti (LEGGI QUI) e adesso si deve correre di nuovo ai ripari. Per fortuna, adesso i ragazzi non sono a scuola.
Ma la dirigente Amanda Ferrario non nasconde la preoccupazione e l'indignazione. Invitando a credere in questo tipo di dissuasori e a prendere provvedimenti verso chi si comporta in modo così incivile, danneggiando oltre al Pilomat la comunità
«Sono stupita - osserva Ferrario - Prima di tutto, nonostante la cartellonistica molto evidente con divieto di accesso, stop, semaforo rosso e Pilomat la gente pensa di andare impunita e urlando anche. Se la prendono con il Comune come se i divieti di accesso fossero inopportuni. E siamo davanti a una scuola, con una strada che termina». Ma il secondo aspetto che le provoca meraviglia, emerge presto: «Tutte le volte che succede bisogna aspettare mesi perché occorre verificare la copertura economica, per capire, svolgere indagine sul senso del Pilomat... Certo che ha senso, bisogna farlo rispettare. Se un incidente succede a un semaforo, si aspetta un mese per ripararlo e si fa un dibattito sulla sua utilità?». E osserva ancora: «Bisogna assolutamente che le telecamere funzionino e verifichino chi entra senza autorizzazione per multarlo». Se poi danneggia pure il dissuasore, mano al portafoglio.
La sicurezza di centinaia di ragazzi è fondamentale, inalienabile il diritto alla salute e alla vita delle persone - insiste la dirigente - per cui se l'amministrazione ha a cuore i suoi cittadini, a partire dai più piccoli, bisogna tenere il Pilomat e anche pensare a ridurre alla velocità: «Perché non mettere il limite a trenta o anche venti chilometri all'ora? Inoltre, ho sentito parlare di una sbarra al posto del Pilomat, anche se mi è stato riportato, non mi è stato detto nulla. No, è stato un investimento da Pnrr e va mantenuto. Mica siamo i primi al mondo ad averlo, a Bologna è servito a ridurre gli incidenti mortali e ad avere una viabilità sostenibile. Noi siamo la quinta città della Lombardia e siamo incivili come un Paese del terzo mondo».