Politica - 22 luglio 2026, 07:00

Centrodestra, la roccaforte Busto può sbloccare il domino dei candidati sindaco

È stallo sulle candidature per i principali comuni della provincia che il prossimo anno andranno al voto. I ragionamenti sulle mosse relative a Varese, Busto e Gallarate che di consueto partono dal capoluogo ora si concentrano anche sulla situazione dell’ex Manchester d’Italia, considerata terra di facile conquista per il centrodestra

Da sinistra: Luca Marsico, Raffaele Cattaneo, Manuela Maffioli, Marco Colombo

È stallo nel centrodestra sulle candidature a sindaco per i principali comuni della provincia di Varese che il prossimo anno andranno al voto.
Ormai anche le pietre sanno che i primi cittadini uscenti, al termine di un doppio mandato, non potranno ripresentarsi. Davide Galimberti (Varese), Emanuele Antonelli (Busto Arsizio) e Andrea Cassani (Gallarate), se vorranno proseguire nel proprio percorso politico, dovranno cimentarsi con nuove sfide (leggi qui le possibilità).

Ma chi proverà a prendere il loro posto? Come detto, negli ultimi tempi le trattative nel centrodestra non hanno fatto registrare particolari passi avanti.
Il 21 giugno, indicato come il giorno in cui la coalizione avrebbe sciolto le riserve sul candidato (o sulle primarie) di Varese, è trascorso da oltre un mese. E poco si è mosso, al di là del nome di Roberto Puricelli messo pubblicamente sul tavolo da Forza Italia.

Consapevoli che la partita, anzi le partite, si potranno giocare su tavoli superiori a quelli provinciali, interloquendo con alcuni esponenti di spicco del centrodestra, non emergono novità di rilievo. Se non che i ragionamenti sulle mosse relative alle tre città, che ovviamente partono sempre da Varese per il peso specifico del capoluogo, ora si concentrano anche sulla situazione di Busto.
Il motivo è semplice: l’ex Manchester d’Italia viene considerata, per tradizione, la città dove il centrodestra avrà le maggiori chance di imporsi. Dove, per dirlo in barba alla scaramanzia di questa parte politica, la vittoria è “sicura”. Lo dice lo storico dei risultati elettorali e, senza andare troppo indietro nel tempo, anche quanto accaduto cinque anni fa, quando la coalizione guidata da Antonelli si è imposta agevolmente al primo turno nonostante lo strappo e la candidatura solitaria di una figura di rilievo come Gigi Farioli (peraltro rientrato in Forza Italia e quindi nei ranghi del centrodestra tradizionale).

Ecco quindi che esprimere un candidato a Busto, più che altrove, significa avere grosse chance di poter piantare una bandierina per proprio il partito. E che bandierina, visto che si tratta della quinta città della Lombardia.
Un’ambizione che, in particolare, appartiene alla Lega, dopo vent’anni di attesa (leggi qui). E sarebbe una bella boccata di ossigeno per un partito in difficoltà.
I nomi a disposizione del Carroccio sono pesanti: l’eurodeputata Isabella Tovaglieri e gli assessori Paola Reguzzoni e Manuela Maffioli.
La prima ha già dichiarato di voler portare a termine il proprio mandato a Bruxelles. L’ultima, forte anche del prestigioso ingresso a Montecitorio, appare ora in pole position.
Ma non c’è nulla di certo. Fratelli d’Italia certo non disdegna l’idea di esprimere ancora il sindaco dopo il doppio mandato di Antonelli e non lo nasconde (leggi qui). In questo caso, i nomi spendibili sono quelli di Paolo Montani, presidente di Agesp Energia, del vicesindaco Luca Folegani e della presidente del Consiglio comunale Laura Rogora. Per Forza Italia, invece, il nome sarebbe quello del segretario cittadino Alberto Riva.

Se a Busto toccasse davvero alla Lega, a Gallarate tramonterebbero le chance per l’assessore salviniana Claudia Mazzetti. E apparirebbe in discesa la strada per Fratelli d’Italia, per la soddisfazione della gallaratese Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura. In pole, in questo caso, ci sarebbe Marco Colombo, presidente del Consiglio comunale e capogruppo del partito in Provincia, di recente uscito indenne senza patemi da una mozione di sfiducia della minoranza che non ne ha quindi macchiato il curriculum.
Per quanto riguarda Forza Italia, il nome di livello circolato in passato è quello di Fabio Lunghi, ex presidente della Camera di Commercio di Varese. Per un partito che qui ha subito diversi scossoni, prima e dopo il congresso celebrato lo scorso anno. L’ultimo, fresco fresco, è l’addio dell’ex sindaco Nicola Mucci (leggi qui).

Con un leghista a Busto e un meloniano a Gallarate, il capoluogo, oggi guidato dal centrosinistra, potrebbe essere precluso al Carroccio, sebbene si dica che un big come il ministro Giancarlo Giorgetti ambisca a un candidato del partito fondato da Umberto Bossi. E anche cinque anni fa la Lega ebbe il candidato sia a Varese (Matteo Bianchi) che a Gallarate (l’uscente Andrea Cassani).
I nomi che circolano con insistenza da ormai diverso tempo sono quelli citati anche nel sondaggio telefonico dei giorni scorsi per il quale i partiti si interrogano sul committente: Raffaele Cattaneo e Luca Marsico.
Il primo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, è esponente di Noi Moderati.
Il secondo, invece, dopo una lunga militanza in Forza Italia, che ha rappresentato anche in Consiglio regionale, oggi sarebbe disponibile a scendere in campo come civico. Una figura che piace al governatore Attilio Fontana e anche a Lombardia Ideale, che potrebbe intestarsela. Rimarrebbe però esclusa Forza Italia, divisa sul nome di Marsico e, come detto, pronta a proporre Puricelli in vista di un possibile sondaggio interno per affrontare la difficile sfida del capoluogo.

Per la soluzione del rebus, o per dare il la al domino che potrebbe come detto innescarsi da Busto, bisognerà attendere ancora. Senza dimenticare una ulteriore variabile che potrebbe complicare le cose: l’incognita di Roberto Vannacci e del suo Futuro Nazionale. I seguaci del Generale si siederanno al tavolo del centrodestra, provando a dire la loro anche sui candidati, o saranno invece degli avversari pronti anche a minare certezze e sicurezze consolidate?

Riccardo Canetta


SPECIALE POLITICA
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