Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri comunali della Lega di Varese Stefano Angei ed Emanuele Monti sul tema della sicurezza in città:
I Consiglieri Comunali Stefano Angei ed Emanuele Monti hanno depositato un'interrogazione urgente per denunciare una situazione che ormai nessuno può ignorare: a Varese la sicurezza è fuori controllo, e il Sindaco Galimberti insieme all'Assessore alla Polizia Locale Catalano non stanno adottando le misure necessarie per garantire ordine e tutela nelle aree più delicate della città.
L'ordinanza anti‑alcool n. 61541/2026, presentata dal Comune come la risposta al degrado urbano, si sta rivelando un provvedimento privo di effetti reali. I numeri ufficiali parlano chiaro: nel primo mese di applicazione sono state elevate solo sette sanzioni, quasi tutte concentrate in piazza Repubblica. «Sette sanzioni in un mese non rappresentano un intervento, ma un segnale di resa», dichiarano Angei e Monti. «Il Sindaco e l'Assessore annunciano provvedimenti, ma poi non li fanno rispettare. È una presa in giro verso i cittadini.»
A rendere il quadro ancora più preoccupante sono le segnalazioni dei cittadini, che nelle ultime serate hanno denunciato violazioni dell'ordinanza e del Regolamento di Polizia Urbana, soprattutto in piazza Repubblica. Nonostante ciò, non si è visto alcun intervento, nessuna pattuglia, nessun accertamento. «La gente chiama, segnala, chiede aiuto. E nessuno arriva. Non è normale in una città capoluogo», sottolineano i Consiglieri.
In questo contesto, il cosiddetto Presidio Fisso della Polizia Locale in piazza Repubblica — costato 80.000 euro ai varesini — rappresenta un simbolo eloquente della situazione. Doveva essere un punto di presenza costante, un presidio di sicurezza. In realtà è quasi sempre chiuso, si apre solo per sbrigare le pratiche del mercato e, nel resto del tempo, viene utilizzato come vespasiano improvvisato o come punto di ritrovo per sbandati e ubriaconi. «Questo è il risultato della gestione del Sindaco Galimberti e dell'Assessore Catalano: un presidio costato decine di migliaia di euro che non presidia nulla. Un monumento all'inefficienza», affermano Angei e Monti.
A fronte di questa situazione, è doveroso ricordare che lo Stato ha fatto la sua parte. La Zona Rossa, istituita dal Governo nazionale per rafforzare la sicurezza nelle aree più delicate, è uno strumento operativo e concreto, pensato proprio per aiutare i Comuni a intervenire con decisione. Eppure, a Varese, la Zona Rossa non viene fatta rispettare. «Gli strumenti ci sono, sono chiari e immediati. Ma il Sindaco Galimberti e l'Assessore Catalano non li utilizzano. La città chiede sicurezza, loro brancolano nel buio», dichiarano i Consiglieri.
Il problema non riguarda solo l'alcool. In tutta la città, ai semafori, agli incroci più trafficati e nelle zone di maggior passaggio, la presenza di venditori abusivi è ormai quotidiana e indisturbata. Una continuità tale da far sorgere un dubbio inevitabile, espresso con amaro sarcasmo dai Consiglieri: «La costanza con cui questi soggetti operano è tale da far pensare che abbiano ottenuto una qualche autorizzazione dal SUAP. Perché, a differenza dei controlli, loro ci sono sempre.»
L'interrogazione depositata da Angei e Monti chiede al Sindaco e all'Assessore di spiegare perché l'ordinanza anti‑alcool non viene applicata, perché le segnalazioni dei cittadini non portano ad alcun intervento, quali direttive operative siano state impartite alla Polizia Locale, come vengano gestite le Zone Rosse, se gli esercizi commerciali siano stati realmente informati dell'ordinanza, e soprattutto quali correttivi il Comune intenda adottare per garantire finalmente sicurezza e decoro.
«La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con i controlli. E oggi, a Varese, i controlli non ci sono. Il Sindaco Galimberti e l'Assessore Catalano devono spiegare perché», concludono Angei e Monti.