In un consiglio comunale di mezza estate assai tecnico - tra presentazione del Dup, Documento Unico di Programmazione e variazioni di bilancio - sono stati gli interventi di apertura a regalare diversi botta e risposta tra maggioranza e opposizione.
Come previsto alla vigilia a tenere banco in Salone Estense la questione degli alloggi SAP di via Valverde, da tempo nelle pagine delle cronache a causa di diversi disagi di cui sono vittime gli abitanti, mai sanati dall’amministrazione comunale. Una battaglia presa in mano dall’opposizione che oggi ha portato alla censura ufficiale da parte del presidente del consiglio comunale Coen Porisini nei confronti dell’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati.
Il motivo? Il ritardo (oltre il termine previsto di 30 giorni) nella risposta a un'interrogazione presentata dal consigliere leghista Stefano Angei il 29 maggio proprio sulla situazione degli alloggi in questione: da lì la decisione di Porisini di formalizzare il richiamo disciplinare.
Angei ha rincarato la dose, sottolineando come il problema non siano tanto il ritardo contrario ai regolamenti comunali, quanto la situazione ancora irrisolta del complesso SAP. Angei ha ricordato che l'ascensore del civico 15 è tornato in funzione solo dopo oltre quattro mesi di disservizi, mentre quello del civico 17 continua a essere fermo nonostante un intervento fosse previsto proprio nei giorni scorsi. Il consigliere ha inoltre sollevato dubbi sulle condizioni dell'autorimessa, chiedendo verifiche sul rispetto della normativa antincendio e sulla sicurezza complessiva del complesso.
Lo stesso Angei ha poi replicato al presidente della commissione Urbanistica Domenico Marasciulo sul percorso del nuovo Piano di governo del territorio. Marasciulo aveva infatti difeso il lavoro svolto finora, respingendo le accuse secondo cui il PGT sarebbe approvato fuori tempo massimo e ricordando come negli ultimi anni la commissione abbia già tenuto oltre venti sedute dedicate al tema. Una ricostruzione contestata da Angei, secondo cui nelle commissioni i consiglieri avrebbero assistito soprattutto alla presentazione di slide e delle intenzioni dell'amministrazione, senza poter ancora approfondire concretamente i documenti del Piano.
Sul PGT è intervenuto anche il compagno di partito Matteo Bianchi, che ha espresso forti perplessità sulle anticipazioni emerse sulla stampa riguardo all'ipotesi di ridurre progressivamente la volumetria degli immobili lasciati in stato di abbandono. Secondo il consigliere si tratterebbe di una sorta di sanzione patrimoniale nei confronti dei proprietari, preferendo invece strumenti incentivanti e premialità per favorire il recupero degli edifici.
Il consigliere Luca Paris (Movimento 5 Stelle) ha invece richiamato l'attenzione sul Castello di Belforte, sollecitando l'amministrazione a rispondere alla lettera inviata da Amici della Terra e Italia Nostra e ad avviare un percorso partecipato sul progetto di recupero dell'immobile, già finanziato con cinque milioni di euro.
In corso di discussione la mozione del consigliere Luca Boldetti sui congedi parentali (approvata) e gli ordini del giorno della consigliera Maria Grazia D'Amico e Manuela Lozza sulla promozione dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole e quello di Matteo Bianchi sull'adesione al Manifesto "L'Europa siamo noi - I Sindaci a Bruxelles per i territori".
In apertura di seduta il presidente Porisini ha dato il benvenuto al consigliere Roberto Puricelli, che ha ufficializzato il proprio ingresso nel gruppo di Forza Italia, completando così il passaggio annunciato nelle scorse settimane e abbandonando definitivamente la lista civica Grande Varese di cui era unico rappresentante. In merito, la vicesindaca di Varese Ivana Perusin ha mandato alla stampa questa nota di commento:
In queste ore ho riflettuto sulla scelta dell’ultimo esponente del civismo di centrodestra di tornare a far parte di un partito strutturato.
Non è una riflessione sulla persona, alla quale va il mio rispetto e l’augurio di buon lavoro, ma sul significato politico che questa scelta porta con sé e sul ruolo che il civismo può e deve continuare ad avere nella vita delle nostre comunità.
Lo dico anche perché appartengo a una lista civica che, ormai da molti anni, collabora con questa amministrazione. In questi dieci anni il civismo non è stato un elemento marginale: insieme ai partiti del centrosinistra ha rappresentato una delle componenti più importanti e qualificanti dell’azione di governo della città. Ha portato competenze, sensibilità, esperienze professionali e associative diverse, offrendo a tanti cittadini la possibilità di partecipare alla vita pubblica senza rinunciare alla propria autonomia.
È anche per questo che mi domando quale spazio continui a esserci, nel centrodestra, per un civismo autenticamente autonomo, capace di rappresentare quei cittadini che desiderano impegnarsi per la propria città senza necessariamente riconoscersi in un partito.
Non è una domanda rivolta soltanto a uno schieramento politico. È una riflessione che riguarda tutti. In un tempo in cui cresce la distanza tra cittadini e istituzioni e l’astensionismo rappresenta una delle sfide più serie per la nostra democrazia, credo sia fondamentale ampliare, e non ridurre, gli spazi di partecipazione.
Il civismo, a mio avviso, non è un’alternativa ai partiti. I partiti restano un pilastro indispensabile della democrazia rappresentativa. Ma il civismo è un’altra forma di partecipazione: quella di chi mette a disposizione competenze, esperienze e tempo per il bene comune senza sentire la necessità di aderire a una struttura politica tradizionale. È una dimensione che arricchisce la politica, la rende più aperta, più concreta e più vicina ai cittadini.
Le liste civiche, quando sono autentiche, rappresentano un ponte tra la società e le istituzioni. Consentono di coinvolgere persone che forse non si avvicinerebbero mai a un partito, ma che hanno idee, capacità e il desiderio di contribuire alla crescita della propria comunità. Per questo credo che vadano valorizzate e sostenute, indipendentemente dallo schieramento politico di riferimento.
Saluto quindi con rispetto la scelta del consigliere Puricelli e gli auguro buon lavoro nel percorso che ha deciso di intraprendere.
Allo stesso tempo, però, non posso fare a meno di pensare che ogni esperienza civica che si conclude rappresenti anche un’opportunità di partecipazione che si perde. Ed è proprio per questo che continuo a credere nel valore del civismo: non come in un contenitore elettorale o in una tappa di passaggio, ma come in una componente essenziale della buona politica.
Una politica capace di ascoltare, di coinvolgere, di valorizzare competenze ed energie diverse e di costruire comunità. Perché la qualità della democrazia si misura anche dalla capacità di offrire ai cittadini modi diversi, autentici e liberi di partecipare alla vita della propria città.