«Non sono mai andato in carcere e fare l'esperienza a 72 anni credo che sia una cosa estremamente difficile. Stasera vedrò come sarà».
Lo ha detto Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, all’ingresso nel carcere di Bollate.
La casa di reclusione milanese è stata scelta per costituirsi perché «mi è stato consigliato: è probabilmente la scelta migliore, è un buon carcere – ha confidato Roggero ai tanti cronisti che lo attendevano fuori dai cancelli, dove il gioielliere ha trovato anche dei sostenitori che gli hanno gridato: "Ciao Mario, bravo" –. Mi hanno detto che si sta bene e che ci sono molte attività da poter fare. Io oltre tutto devo ancora imparare l'inglese, mi sono sempre ripromesso di farlo».
A Bollate il 72enne è arrivato in auto, accompagnato dalla moglie e dalla figlia Laura Roggero, quella che era insieme ai genitori all’interno della gioielleria il giorno della rapina, il mercoledì 28 aprile 2021. È alla famiglia che Roggero rivolge, senza nascondere la commozione, l’ultimo caro saluto prima di varcare i cancelli della casa di reclusione.
«Io vorrei solo, anche a distanza, anche da qua, riuscire a seguire le mie figlie e i miei nipoti. Che crescano bene, che crescano con i principi che abbiamo insegnato ai nostri figli» – dice il gioielliere, raccontando che uno dei nipoti, salutandolo al telefono, gli ha detto: "Se non vai in carcere, ci porti a Gardaland?" –. Gliel’ho promesso, ma non potrò portarlo». La gioielleria di famiglia per ora resta aperta, poi si vedrà. Il rammarico è per il tanto lavoro da fare a casa: «Devo seguire la famiglia, devo seguire i nipoti, devo seguire il lavoro», conclude. (Alb/Adnkronos)