Una Chiesa Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo colma in ogni ordine di posto, il silenzio delle grandi occasioni, gli sguardi carichi di riconoscenza e un applauso finale. Così Luino ha salutato oggi Vittorio Minelli, storico ex sindaco della città ed ex presidente della Provincia di Varese che si è spento domenica, accompagnandolo nell’ultimo viaggio con una partecipazione che ha raccontato, ancora prima delle parole, quanto profondo fosse il legame costruito in decenni di impegno pubblico.
Attorno alla famiglia si è stretta un’intera comunità. Presenti le autorità civili e militari, il presidente della Provincia, numerosi sindaci del territorio, amministratori comunali e provinciali, ex amministratori che hanno condiviso con lui un tratto di strada istituzionale, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Locale, delle associazioni e del volontariato. A rendere ancora più solenne la celebrazione anche i gonfaloni della Città di Luino, della Provincia di Varese, della Croce Rossa Italiana – Comitato di Luino e Valli e della Musica Cittadina “Pietro Bertani”, simboli di una comunità che ha voluto stringersi idealmente attorno a una delle figure politiche più significative della propria storia recente.
La Santa Messa è stata celebrata da don Cesare Zuccato, che nell’omelia ha scelto di non ricordare soltanto l’amministratore pubblico, ma soprattutto l’uomo. Prendendo spunto dal Vangelo della porta stretta, ha parlato della vita come di un continuo attraversare soglie e affrontare scelte. «La vita è fatta di passaggi e di decisioni che ognuno deve compiere», ha ricordato, spiegando come nascita, battesimo, matrimonio e morte rappresentino porte che tutti, prima o poi, sono chiamati ad attraversare.
È proprio attraverso questa immagine che il sacerdote ha descritto il percorso di Vittorio Minelli. «Con le sue pietre ha lasciato il ricordo di tante porte, di tanti passaggi e di tante decisioni prese», ha detto, sottolineando come molte di quelle scelte non abbiano riguardato soltanto la sua vita personale, ma quella di un’intera comunità. «Questa era la sua Luino, che lui ha amato. Camminava per le strade della città e incontrava le persone». Un legame autentico, costruito giorno dopo giorno, che ancora oggi continua a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto.