Negli ultimi anni a Varese, grazie ai meccanismi incentivanti promossi dall'Amministrazione comunale, sono stati rigenerati quasi 250 mila metri quadrati di superficie, pari a circa 30 campi da calcio. Considerando gli interventi più significativi, si arriva a oltre 25 operazioni di riqualificazione che hanno interessato, in forme diverse, l'intero territorio cittadino. Tra i progetti più rilevanti figurano la riqualificazione dell'ex Enel a Biumo e dell'ex Falegnameria Fidanza di via Carcano. Di grande importanza per tutta la città è anche l'intervento di rigenerazione dell'area ex Aermacchi a Masnago. Ci sono poi tutti gli interventi legati al PNRR che in diverse zone della città stanno trasformando ambiti importanti come scuole, impianti sportivi e spazi di quartiere. Questi risultati, uniti alla crescente necessità di citta sempre più sostenibili, rappresentano il punto di partenza per una riflessione sul nuovo Piano di Governo del Territorio, che nelle prossime settimane approderà in Consiglio comunale e che già in questi giorni è al centro del confronto nelle Commissioni consiliari dedicate al PGT.
Se negli ultimi anni gli sforzi si sono concentrati principalmente sulle grandi aree dismesse, il nuovo strumento urbanistico dovrà consentire un ulteriore passo avanti. Il recupero dei grandi comparti rappresentava un'urgenza, e resta ancora molto da fare, ma oggi, forte delle esperienze maturate e dei risultati ottenuti, Varese ha le condizioni per estendere le politiche di rigenerazione anche ai numerosi edifici singoli abbandonati o inutilizzati da decenni che caratterizzano il tessuto urbano.
Il nuovo PGT, seguendo la strada già intrapresa con le grandi aree dismesse, dovrà quindi prevedere strumenti capaci di accelerare il recupero di fabbricati, spesso ex capannoni o immobili produttivi, oggi inutilizzati, favorendone la trasformazione verso nuove funzioni compatibili con le esigenze della città, sempre nel rispetto del principio del consumo di suolo zero e con una maggiore la flessibilità rispetto alle destinazioni.
Un percorso che dovrà essere guidato da due obiettivi fondamentali: da un lato la bellezza e il decoro della città, dall'altro una risposta concreta al crescente bisogno di abitazioni. In quest'ottica, il nuovo PGT potrà introdurre strumenti che favoriscano una più rapida messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici abbandonati, prevedendo tempi certi entro i quali promuoverne il recupero. Nelle prossime settimane discuteremo della possibilità di inserire meccanismi che incentivino la rigenerazione anche di questi immobili. Una delle ipotesi allo studio riguarda l'introduzione di un sistema progressivo che preveda, per gli edifici dismessi da diversi anni, una riduzione della capacità edificatoria proporzionata al protrarsi dello stato di abbandono. In questo modo, il recupero o la demolizione degli immobili verrebbero incentivati attraverso un meccanismo che premia chi interviene in tempi rapidi al recupero, o almeno alla demolizione, per evitare che gli edifici si trasformino in luoghi in stato di abbandono. Uno strumento di questo tipo potrebbe accelerare significativamente il recupero del patrimonio edilizio dismesso, contribuendo contemporaneamente alla riduzione del consumo di nuovo suolo e al miglioramento della qualità urbana e del decoro della città.
Un ulteriore ambito sul quale il nuovo PGT dovrà intervenire riguarda gli edifici rurali e agricoli. Anche in questo caso sarà possibile prevedere specifiche premialità per favorirne il recupero. Una proposta potrebbe essere quella di consentire, per gli immobili non più utilizzati da diversi anni, percorsi di rifunzionalizzazione che ne rendano possibile il riuso.
Naturalmente, tali interventi dovranno essere accompagnati da regole rigorose per la tutela del contesto ambientale, paesaggistico e architettonico, così da preservare l'identità del territorio rurale. Anche in questo caso l'obiettivo è chiaro: recuperare il patrimonio edilizio esistente e oggi inutilizzato, promuovendo nuove opportunità per l'abitare e nuovi servizi senza consumare ulteriore suolo libero.