(Agostino Nicolò da LuinoNotizie.it) Quella che doveva essere una tranquilla mattinata d’estate al Pinzone di Colmegna, a Luino, si è trasformata nel giro di pochi istanti in un momento di grande paura. È accaduto nella mattinata di ieri, giovedì 9 luglio, intorno alle 11, quando una bambina di circa 11 anni è finita in difficoltà mentre giocava nelle acque del Lago Maggiore.
In spiaggia c’erano diverse persone. Un gruppo di ragazze stava festeggiando una gravidanza, mentre poco distante una mamma si trovava con la figlia e un’amichetta. Le due bambine stavano giocando vicino a un tronco e ad alcuni sassi, a pochi metri dalla riva, in un punto dove però il fondale diventa improvvisamente profondo.
Tra i presenti c’era anche un 32enne di Germignaga, che stava trascorrendo la mattinata con la propria compagna. Ero appena uscito dall’acqua con la maschera quando ha sentito delle grida. «All’inizio pensavo fossero le urla dei bambini mentre giocavano. Poi ho guardato la mamma e nei suoi occhi ho visto il panico. In quel momento ho capito che qualcosa non andava».
Il giovane ha lasciato immediatamente la maschera sulla riva e si è tuffato. Raggiunta la bambina, ha capito subito che la situazione era delicata. «Non era agitata, era completamente spaventata. Si era lasciata andare. Era incosciente». Dopo averla riportata verso riva, l’ha sollevata e trasportata fuori dall’acqua.
Una volta raggiunta la spiaggia, la bambina ha ripreso conoscenza, ha espulso l’acqua ingerita ed è scoppiata a piangere. Accanto a lei, la madre era paralizzata dallo shock e non riusciva a muoversi. Nel frattempo anche una delle ragazze presenti sulla spiaggia si stava preparando a intervenire, pronta a praticare eventuali manovre di rianimazione se si fossero rese necessarie.
Il 32enne, però, preferisce non parlare di gesto eroico. «Non mi sento un eroe. Ho semplicemente fatto quello che credo avrebbe fatto chiunque. La cosa che mi è rimasta più impressa è stato lo sguardo della mamma. Era completamente bloccata dal panico».
Il giovane lancia anche un messaggio importante a tutte le famiglie che frequentano il lago durante l’estate. «In quel punto l’acqua sembra tranquilla, ma bastano davvero due passi e non si tocca più. È un attimo. I bambini giocano, si divertono e in pochi secondi può cambiare tutto. Bisogna prestare sempre la massima attenzione».
Fortunatamente la vicenda si è conclusa senza conseguenze per la bambina, ma resta il ricordo di una mattinata che avrebbe potuto trasformarsi in un dramma. Una storia a lieto fine che ricorda quanto sia fondamentale non abbassare mai la guardia quando ci si trova vicino all’acqua, soprattutto in presenza di bambini.