Territorio - 08 luglio 2026, 15:35

La prima mostra personale di Vanessa Trinca Tornidor a Sesto Calende: «La creatività è in ognuno di noi»

L'esposizione dell'artista sarà aperta al pubblico alla Galleria Pro Sesto fino al 12 luglio: «Questa mostra rappresenta la realizzazione di un sogno che porto con me fin da bambina. Disegno e mi esprimo attraverso la creatività da quando ne ho memoria: è sempre stata una parte fondamentale della mia vita e della mia identità. Più che un punto di arrivo, sento che questo sia un nuovo inizio»

Vanessa Trinca Tornidor

«La creatività è in ognuno di noi. È questa la visione che guida Vanessa Trinca Tornidor, artista sestese protagonista in questi giorni della sua prima mostra personale presso la Galleria Pro Sesto di Sesto Calende. L’esposizione, inaugurata venerdì 4 luglio, resterà visitabile fino al 12 luglio, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire un percorso artistico fatto di materia e colore, luce e profondità.

Grande l’emozione per l’artista nel giorno dell’inaugurazione, vissuto alla presenza dei suoi cari, del pubblico, della sindaca Betta Giordani e del presidente della Pro Sesto, Andrea Scandola. Un momento significativo, segnato da parole di apprezzamento e partecipazione.

«Io vedo acqua e terra che si mescolano, acquisiscono spessore e valore e sono valorizzate da tracce dorate: illuminano e guidano l’opera. Grazie davvero per averci regalato queste emozioni, perché sono bellissime» ha dichiarato la sindaca Betta Giordani, ringraziando l’artista durante l’inaugurazione della mostra.

Che emozione prova nel vedere finalmente le sue opere raccolte in una mostra personale?

È un'emozione difficile da descrivere a parole. L'arte è una passione che mi accompagna da sempre e vedere oggi tutte le opere di questa serie riunite in un'unica mostra è qualcosa di profondamente emozionante. È come se tutto il percorso fatto fino a qui prendesse finalmente forma. Ripenso ai sacrifici, al tempo, alla dedizione e alle energie investite negli ultimi mesi, e vedere queste tele insieme mi ripaga di ogni sforzo. È la realizzazione di un sogno che porto con me da tanto tempo.

Qual è il filo conduttore della mostra e cosa vorrebbe che il pubblico portasse con sé dopo averla visitata?

Le opere esposte sono un viaggio materico tra spaccati d'universo, dove materia e colore dialogano tra loro dando vita a un racconto unico su tele di lino. Ogni quadro nasce da una ricerca sulle texture, sui rilievi e sulla forza espressiva della materia, che per me è viva e capace di comunicare emozioni profonde. Io so cosa trasmettono a me e cosa provavo quando le realizzavo, ma la cosa più bella è che ognuno possa viverli in modo diverso. Vorrei che il pubblico si immergesse nei dettagli, si prendesse il tempo di osservare ogni superficie e lasciasse emergere le proprie emozioni e interpretazioni. Non cerco una lettura unica delle opere: desidero che ciascuno trovi il proprio significato, quello che più risuona con la propria sensibilità. Finora ho ricevuto interpretazioni sorprendenti, tutte diverse e tutte meravigliose, ed è proprio questo il potere dell'arte che più mi affascina.

C'è un'opera a cui è particolarmente legata? Perché?

È davvero difficile scegliere un'unica opera, perché ognuna rappresenta un pezzo di me e del mio percorso. Sono tutte parte della stessa storia e le guardo con lo stesso affetto. Se dovessi sceglierne una, direi “Lento respiro dell'onda”. È un'opera che mi trasmette un'energia particolare: racchiude allo stesso tempo quiete e forza, delicatezza e impeto. Ogni volta che la osservo mi ricorda l'importanza di lasciare andare ciò che non possiamo controllare e di vivere pienamente il momento presente. In una quotidianità spesso frenetica, è un invito a rallentare, a respirare e a ricordare quanto il tempo sia prezioso.

Come nasce il suo processo creativo: parte da un'idea, da un'emozione, da un'immagine o da un'esperienza personale?

Il momento che amo di più è quello in cui la tela è ancora completamente bianca. È uno spazio pieno di possibilità, che può ancora diventare qualsiasi cosa. Proprio lì nasce l'immagine che voglio creare: la vedo nella mia mente in modo nitido e lascio che l'immaginazione prenda il sopravvento. È un istante speciale, perché sta prendendo vita qualcosa che prima non esisteva e che sarà unico e irripetibile. Durante il processo creativo mi lascio guidare soprattutto dalle emozioni, mentre l'ispirazione arriva dalla natura, dalle forme, dalle trame, dalle superfici e da tutti quei dettagli che spesso passano inosservati ma che racchiudono una straordinaria bellezza.

Questo traguardo cosa rappresenta per lei e quali sono i prossimi passi del suo percorso artistico?

Questa mostra rappresenta la realizzazione di un sogno che porto con me fin da bambina. Disegno e mi esprimo attraverso la creatività da quando ne ho memoria: è sempre stata una parte fondamentale della mia vita e della mia identità. Più che un punto di arrivo, sento che questo sia un nuovo inizio. Non mi pongo aspettative precise sul futuro, perché credo che le cose più belle arrivino anche quando ci si lascia sorprendere. Spero semplicemente di continuare a crescere come artista, di approfondire sempre di più la mia ricerca espressiva e di vedere fin dove questa passione potrà portarmi.

Ci racconta, in breve, il suo percorso di studi e professionale?

Mi sono laureata al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione e successivamente ho intrapreso il mio percorso professionale come graphic designer. Oggi faccio parte del team di un'agenzia di comunicazione sul Lago Maggiore. Parallelamente, però, non ho mai smesso di coltivare la mia passione per l'arte. Nel tempo questa passione è cresciuta insieme a me, trasformandosi in una continua ricerca di un linguaggio espressivo autentico e personale.

Giovanna Bochicchio