Territorio - 07 luglio 2026, 08:17

«Quando vedi una figlia o una nipotina in difficoltà, pensi solo a salvarle la vita anche a costo di perdere la tua»

Le toccanti parole con cui il sindaco di Casorate Sempione, Dimitri Cassani, ricorda papà e zio che sono morti tuffandosi nel fiume Sesia per salvare la bambina trovatasi in difficoltà: «Quando una tragedia colpisce una famiglia, non ti chiedi di che nazionalità fossero e come è potuto succedere, il pensiero va al dramma ed al dolore che i suoi cari stanno vivendo e subito cerchi di capire se possiamo aiutarli in qualche modo. Il papà viveva nella nostra comunità con la moglie e tre bambine, perfettamente integrati e benvoluti. Non le lasceremo sole»

Il sindaco di Casorate Sempione, Dimitri Cassani, ricorda Bouchta El Kerjmi (in foto), il papà che è morto tuffandosi nel fiume Sesia per salvare la sua bambina e che viveva a Casorate. Anche lo zio Benzaid Abdelhadi, che risiedeva ad Azzio, ha perso la vita nel tentativo di salvare la nipotina

«Quando una tragedia colpisce una famiglia, non ti chiedi di che nazionalità fossero e come è potuto succedere, il pensiero va al dramma ed al dolore che i suoi cari stanno vivendo e subito cerchi di capire se possiamo aiutarli in qualche modo»: sono le prime parole con cui il sindaco di Casorate Sempione, Dimitri Cassani, ricorda papà e zio che domenica hanno perso la vita per tuffarsi nel fiume Sesia a Romagnano, in provincia di Novara, e salvare la piccola figlia e nipote - trovatasi in difficoltà dopo essere scivolata - nonostante non sapessero nuotare (leggi QUI). Proprio a Casorate viveva il papà della piccola, Bouchta El Kerjmi, mentre ad Azzio, in Valcuvia, risiedeva lo zio Benzaid Abdelhadi, di nazionalità marocchina.

«Un attimo, solo un attimo e la vita cambia per sempre, la bambina che in cerca di refrigerio si immerge nelle acque del fiume, scivola, si trova in difficoltà e l'istinto ti porta a cercare di aiutarla, in quell'attimo fatale non pensi al fatto che non sai nuotare o non così bene da essere in grado di salvare una persona, pensi solo che quella è tua figlia e devi farlo» prosegue il primo cittadino di Casorate. 

«Così, quel gesto istintivo è costato la vita a Bouchta El Kerjmi e ad un suo amico Benzaid Abdelhadi, cittadini marocchini, perfettamente integrati nelle loro comunità, Bouchta El Kerjmi in quella casoratese dove viveva con la moglie e tre bambine in età scolastica, una frequenta le medie e due le elementari, accudite dalla mamma che è in attesa di un altro figlio - scrive  il sindaco - In tanti mi hanno chiesto se lo conoscevo: sì ma solo di vista, aveva un lavoro regolare e non era assistito dai nostri servizi sociali se non per i normali aiuti per i libri e poco altro che diamo a tutti i cittadini casoratesi, le ragazze del mio gruppo che invece hanno figli che frequentano le scuole mi hanno detto che la mamma è una persona benvoluta da tutti, perfettamente integrata e amorevole verso le figlie».

«Oggi rimane una forte sensazione di sgomento, l'incredulità per la tragedia che ha colpito la nostra comunità e già il pensiero corre al domani, a cosa si potrà fare per dare supporto e aiuto alla famiglia: oggi non lo so esattamente ma di sicuro non li lasceremo soli - conclude Dimitri Cassani - A nome di tutta la comunità esprimo il più sincero cordoglio alla moglie ed a tutta la famiglia condividendo il loro dolore».

Redazione