Politica - 07 luglio 2026, 23:18

Electrolux, mozione unanime in Consiglio regionale a tutela dell'occupazione

Il testo, presentato in Aula da Onorio Rosati (AVS), chiede alla giunta di attivarsi con urgenza per contrastare il piano di riorganizzazione che prevede circa 1.700 esuberi in Italia, di cui 217 nello stabilimento di Solaro, dove sarebbero coinvolti anche 106 lavoratori con contratto a termine destinati alla stabilizzazione

Una presa di posizione forte a tutela dell'occupazione e del tessuto produttivo lombardo. È questo l'obiettivo della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale sulla crisi del Gruppo Electrolux.

Il testo, presentato in Aula da Onorio Rosati (AVS), chiede alla Giunta di attivarsi con urgenza per contrastare il piano di riorganizzazione annunciato da Electrolux, che prevede circa 1.700 esuberi in Italia, di cui 217 nello stabilimento di Solaro, dove sarebbero coinvolti anche 106 lavoratori con contratto a termine destinati alla stabilizzazione.

“La difesa dello stabilimento di Solaro – sottolinea Onorio Rosati - non riguarda soltanto centinaia di posti di lavoro, ma il futuro di un patrimonio industriale, di competenze e di professionalità che rappresenta un valore strategico per la Lombardia e per il Paese. Le istituzioni hanno il dovere di fare squadra affinché il confronto con l'azienda porti a un piano industriale credibile, capace di coniugare competitività, investimenti e tutela dell'occupazione, evitando che il prezzo della crisi ricada ancora una volta sui lavoratori e sulle loro famiglie. La vertenza Electrolux non rappresenta una semplice crisi aziendale, ma costituisce un passaggio decisivo per il futuro del comparto industriale europeo”.

La mozione richiama la necessità di un intervento straordinario delle istituzioni, sottolineando come la competitività non possa essere perseguita attraverso la riduzione del costo del lavoro, bensì mediante investimenti, innovazione, politiche energetiche efficaci e tutela delle filiere produttive.

Il documento evidenzia, inoltre, come il Gruppo Electrolux abbia beneficiato negli anni di consistenti risorse pubbliche destinate a ricerca, sviluppo e innovazione, sostenendo che ogni forma di sostegno debba essere vincolata a precisi impegni sul mantenimento della produzione, dell'occupazione e degli investimenti nei territori.

La mozione impegna, quindi, il Presidente della Regione a sostenere in tutte le sedi istituzionali il ritiro del piano di esuberi e la sua sostituzione con un piano industriale fondato sulla salvaguardia delle produzioni italiane e dei livelli occupazionali. Chiede, inoltre, di promuovere, insieme al Governo e alle altre Regioni interessate, un piano straordinario per il rilancio della competitività del settore degli elettrodomestici, di sollecitare un confronto in sede europea sui meccanismi che incidono sulla competitività delle imprese e di riferire al Consiglio regionale sugli sviluppi della vertenza e sulle iniziative intraprese.

Nel corso del dibattito sono intervenuti:

Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia) ha evidenziato due aspetti centrali della crisi del Gruppo Electrolux: “il primo è l’assenza della proprietà nei momenti di confronto e il secondo è il mantenimento degli impegni assunti da parte delle imprese che hanno ricevuto risorse pubblici. Con questa mozione teniamo alta l’attenzione senza dimenticare che c’è un canale aperto a livello ministeriale e regionale per portare la proprietà a ritirare i licenziamenti e proporre nuovo piano industriale che garantisca la continuità produttiva dell’azienda”.

Michela Palestra (Patto Civico) ha definito la proposta del Gruppo Electrolux “non un piano di ridimensionamento, ma la dismissione di un sito industriale. In questo scenario, il tema politico della vicenda è come l’utilizzo di risorse pubbliche possa garantire lo sviluppo del comparto industriale italiano. Da parte dell’azienda finora non ci sono state risposte concrete. Per questo il livello di preoccupazione è alto”.

Paola Pizzighini (Movimento 5 Stelle) ha ricordato che la crisi del sito produttivo di Solaro comporta “il licenziamento di 217 dipendenti su 615, quasi 1/3 della forza lavoro. Questa situazione rappresenta un attacco al cuore della manifattura della nostra regione in un comparto strategico come quello degli elettrodomestici. Questa crisi significa perdere competenze industriali e impoverire il tessuto socio economico del territorio”.

Paolo Romano (PD) ha definito quella del Gruppo Electrolux “una crisi esemplare dei problemi industriali del nostro Paese. Abbiamo bisogno di tornare a un modello industriale in cui la logica del profitto è affiancata dalla responsabilità sociale dell’impresa. In questo senso serve con urgenza una nuova legge regionale contro le delocalizzazioni in Lombardia”.

Silvia Scurati (Lega) ha sottolineato come “il destino del sito di Solaro non può essere lasciato alla libera discrezione delle proprietà. È necessario trovare un compromesso tra le esigenze di mercato dell’impresa e impatto sociale della crisi. L’obiettivo deve essere il rilancio dell’impianto di Solaro per mantenere l’occupazione stabile”.

Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) ha definito l’impianto di Solaro “un patrimonio industriale che non possiamo permetterci di perdere. Serve un nuovo piano industriale per garantire produzione e capacità competitiva dell’azienda. Per questo dobbiamo mantenere aperto uno spazio di confronto e trattativa”.

L’Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro Simona Tironi ha sottolineato il percorso concreto avviato per arrivare a “un nuovo piano industriale che non preveda licenziamenti, ma il rilancio di tutti gli stabilimenti, anche grazie agli investimenti pubblici. Stiamo lavorando per aprire prospettive industriali e occupazionali per tutti i siti coinvolti, soprattutto per quello di Solaro”.

Comunicato Stampa


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