«Mi ha insegnato tutto, il mio papà era troppo avanti». In poche parole, Antonio Raimondi racchiude tutto l'amore e tutta la stima per suo padre Luigi, scomparso in queste ore a 82 anni. Prima la macelleria, poi la gelateria a Busto Arsizio condotta insieme. Ma c'era un'altra artefice determinante in questo cammino di famiglia e di vita: mamma Michela, mancata troppo presto. Luigi ora è tornato dalla sua adorata moglie e Antonio li piange ma sa anche quanto continueranno a vegliare su di lui e sui suoi cari.
«Papà mi ha insegnato prima di tutto insieme alla mamma ad amare e rispettare il proprio lavoro - racconta commosso il titolare de "L'arte del gelato" e già consigliere comunale - Mi ha aiutato fin dall’inizio. Il gelato al cioccolato e tutti i gelati alla frutta erano sempre preparati da lui. Programmava ogni cosa. Mi stupiva... ogni volta prima di chiedergli un gusto o una dose lui aveva già fatto. Quello che di buono e bello so fare me lo ha insegnato lui. Sapeva fare qualsiasi cosa e non si fermava davanti a nulla».
Una passione per ciò che ha costruito nella sua esistenza, i negozi e la clientela, mai venuta meno: «Anche se ultimamente era allettato, alla sera quando tornavo mi chiedeva come era andata e io prima di rispondergli iniziavo con la lista dei saluti degli amati clienti della sua macelleria e poi nel tempo della sua gelateria. Osserva ancora: «Il mio papà e la mia mamma mi hanno insegnato tutto, sono orgoglioso di loro, sono stati perfetti e hanno dedicato la loro vita a me. Instancabili, amorevoli, comprensivi, ogni attimo. Il loro amore era ossigeno e vita».
Papà Luigi ha lottato tanto per stare accanto alla sua famiglia, «fino all’ultimo secondo come un leone ma alla fine stanco di tante sofferenze si è dovuto arrendere. Lo immagino con la sua adorata Michela».
Ad Antonio, Luigi ha trasmesso anche la passione per l'Inter: «Non poteva venire allo stadio, ma la guardava sempre in tv e ad ogni gol lo chiamavo per festeggiare insieme. Sul comodino aveva la statuetta di Lautaro regalatagli da mio figlio e la sciarpa con la scritta "Interista di padre in figlio"».
Un altro grande amore, la montagna. Onorato fino all'ultimo: «Lunedì dopo un anno costretto in casa sono riuscito con fatica a metterlo in macchina ed andare nella sua amata Valsesia. Me lo ha chiesto lui, ora capisco».