Territorio - 17 giugno 2026, 12:27

Nel Varesotto 55 ragazzi fragili coinvolti nel progetto “Coltivare inclusione”: già un'assunzione e tre tirocini

A Porto Valtravaglia si è concluso il percorso promosso da Fondazione Asilo Mariuccia con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Varesotto. Ventuno giovani hanno completato la formazione e quattro hanno già trovato uno sbocco lavorativo.

In Lombardia sono circa 157.000 i giovani tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Il tasso di abbandono scolastico precoce, seppur al di sotto del 9% e tra i più bassi d’Italia, colpisce in modo sproporzionato i giovani vulnerabili e gli studenti con background migratorio: la Lombardia, con oltre 220.000 alunni stranieri – un quarto del totale nazionale – registra tra loro tassi di abbandono significativamente più alti rispetto ai coetanei italiani.

È in questo contesto che nasce “Coltivare inclusione”, il progetto di formazione con laboratori di florovivaistica in collaborazione con il Consorzio Castanicoltori di Brinzio, promosso da Fondazione Asilo Mariuccia presso il polo educativo di Porto Valtravaglia, che ha coinvolto 55 adolescenti, spesso lontani dai servizi educativi tradizionali e in condizioni di forte fragilità sociale: italiani, minori stranieri non accompagnati (MSNA) e stranieri di seconda generazione indirizzati alla Fondazione da cooperative del territorio.

Dei 55 minori coinvolti, 30 si sono iscritti al progetto; tra questi: 21 hanno completato la formazione, 3 ragazzi sono stati avviati al tirocinio e 1 ragazzo è stato assunto. L’iniziativa ha visto lo svolgimento di tre corsi di formazione, per un totale di 500 ore erogate.

Emanuela Baio, presidente di Fondazione Asilo Mariuccia, dichiara:

«Per Fondazione Asilo Mariuccia, il reinserimento formativo di questi ragazzi richiede approcci concreti, esperienziali e fortemente legati al territorio. Nei laboratori, lo studio teorico lascia spazio all’apprendimento attraverso il fare: puntualità, rispetto delle regole, sicurezza, collaborazione e responsabilità diventano strumenti educativi fondamentali per ricostruire senso di autoefficacia e prospettive future. Aver completato ventuno percorsi formativi, avviato tre tirocini e ottenuto una assunzione è per noi un risultato che attesta la concreta capacità della Fondazione di agire lì dove il bisogno è più profondo e più difficile da raggiungere».

L’iniziativa, avviata a novembre 2024 grazie all’assegnazione del bando Emblematico Provinciale di Fondazione Cariplo con la Fondazione Comunitaria del Varesotto, accoglie giovani italiani e stranieri in situazione di abbandono scolastico, ritiro sociale o difficoltà di inserimento lavorativo, offrendo loro percorsi pratici di educazione al lavoro capaci di riattivare competenze, motivazione e fiducia in sé stessi.

Federico Visconti, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, commenta:

«Che i rapporti tra i giovani e il mondo del lavoro siano problematici è sotto gli occhi di tutti. Che il fenomeno dei Neet si configuri come la punta dell’iceberg va messo in conto. Per farvi fronte, o quantomeno per provarci, bisogna partire dal presupposto che l’intensità, la velocità e l’irreversibilità dei cambiamenti in atto nel campo dell’educazione impongono una mobilitazione generale dell’intera società civile. Mobilitazione che deve essere orientata da una bussola fatta di pochi principi ispiratori: progettare alla luce dei bisogni, produrre fatti, valutare i risultati, correggere la rotta. Fondazione Asilo Mariuccia, con Fondazione Comunitaria e con gli altri partner, lo ha fatto e la giornata di oggi ben rappresenta la strada percorsa insieme. Avanti con coraggio e determinazione: coltivare inclusione non è un’opzione, ma una necessità».

Il progetto si sviluppa nell’Alto Varesotto, territorio dove natura, agricoltura e tradizione florovivaistica rappresentano un’importante occasione educativa e professionale. Centrale, in questo percorso, la collaborazione con il Consorzio Castanicoltori di Brinzio, che ha contribuito alle attività laboratoriali attraverso workshop permanenti dedicati alla castanicoltura.

Emidio Musacchio, psicologo e responsabile del polo educativo di Porto Valtravaglia, commenta:

«Lavorare con questi ragazzi ha trasformato anche noi. Ci ha obbligati a rimettere in discussione i nostri linguaggi, a reinventare modi di ingaggiare chi fatica a fidarsi, a creare spazi in cui un ragazzo potesse esistere senza sentirsi giudicato. In questo incontro tra comunità educativa e territorio abbiamo scoperto che ci sono ferite che possono essere curate solo insieme: istituzioni, educatori, famiglie, scuola, associazioni e i ragazzi stessi».

L’evento conclusivo del progetto si è tenuto presso il polo educativo di Porto Valtravaglia, alla presenza di partner, istituzioni e autorità locali.

Da oltre vent’anni Fondazione Asilo Mariuccia porta avanti a Porto Valtravaglia percorsi di educazione al lavoro rivolti ai minori più fragili: attraverso attività laboratoriali e professionalizzanti ha formato oltre 500 ragazzi. Fondata a Milano nel 1902, la Fondazione è oggi una delle realtà storiche lombarde impegnate nell’accoglienza e nel sostegno a donne con bambini vittime di violenza e minori soli, italiani e stranieri, costruendo percorsi personalizzati di autonomia, inclusione e inserimento lavorativo.

C.S.