Una scommessa, un'opportunità, un sogno. Sono le parole che don Antonio Corvi accosta al nido d'infanzia il cui cantiere è partito in questi giorni a Sant'Edoardo. In un periodo in cui l'inverno demografico sembra dettare leggere, nella parrocchia di Busto Arsizio crescono le famiglie con bambini e ci si era già interrogati su come dare una risposta concreta. Fino a maturare, lo scorso febbraio, la decisione di realizzare un nido appunto , il "Maria Ausiliatrice" (LEGGI QUI).
L'area è quella della parte più vecchia della scuola materna. «Ci abbiamo messo un po' per sopraggiunte difficoltà tecniche - ha precisato il parroco nell'avviso settimanale - la questione dell'abbattimento delle emissioni del gas radon, la mappatura delle tubazioni delle acque bianche e nere, l'umidità di risalita dal vecchio salone refettorio, la realizzazione "a strati" delle mura perimetrali, la ricognizione del tetto ammalorato dalle recenti e violente ondate di maltempo».
Ma adesso si è entrati nella fase operativa, con le prime demolizioni per messa a norma e in sicurezza. Sostenibilità e fruibilità al centro, tanto entusiasmo.
Perché - ha detto appunto don Antonio - questa è sì una scommessa, investire nel futuro. Ma anche opportunità per imprimere una nuova direzione agli edifici parrocchiali, in base alle esigenze mutate. Ultimo ma non ultimo, il sogno: «il tentativo di realizzare un percorso educativo che permetta ai più piccoli e alle loro famiglie di farsi accompagnare da Gesù fin da subito. E non è poco!».