Sala consiliare gremita in ogni ordine di posto, quella di ieri sera, giovedì 11 giugno, con numerosi cittadini rimasti in piedi per assistere alla prima seduta di insediamento del nuovo Consiglio comunale di Luino, guidato dal sindaco Andrea Pellicini e dalla maggioranza di “Vento del Verbano” uscita vincitrice dalle recenti elezioni amministrative.
Una seduta prevalentemente dedicata agli adempimenti istituzionali di inizio mandato, come il giuramento del primo cittadino e l’ufficializzazione istituzionale della giunta che lo accompagnerà in questi anni, ma che ha visto accendersi il dibattito attorno a uno dei temi più discussi della serata: l’elezione del presidente del Consiglio comunale.
Le forze di minoranza hanno infatti sostenuto la candidatura del consigliere di maggioranza Franco Compagnoni, cardiologo e candidato più votato dell’intera tornata elettorale con 257 preferenze. Dopo la mancata nomina in giunta, secondo l’opposizione sarebbe stato naturale affidargli almeno un ruolo istituzionale di rappresentanza dell’intero Consiglio comunale.
Di diverso avviso la maggioranza, che ha ribadito la volontà di valorizzare Compagnoni nel ruolo di consigliere provinciale in quota Fratelli d’Italia e come riferimento per le politiche sanitarie del Comune di Luino, in particolare per le questioni legate all’ospedale cittadino.
Enrico Bianchi ha aperto il dibattito con una riflessione sull’affluenza alle urne e sulla partecipazione alla vita politica. «La considerazione che mi sento di fare riguarda non soltanto Luino, ma anche l’intera provincia. I dati sull’affluenza ai seggi devono far riflettere tutti noi. Al di là dei ruoli che ricopriamo in quest’aula, c’è un tema generale che riguarda il rapporto tra cittadini e politica. Sempre meno persone partecipano e questo si riflette anche nella difficoltà crescente di costruire una lista elettorale. L’impegno richiesto è notevole e la sensibilità verso le questioni politiche sembra diminuire. Non voglio entrare nel merito delle scelte del sindaco sulla composizione della giunta: ritengo sia giusto che vi sia piena libertà nell’individuazione dei propri assessori».
Detto questo, però, Bianchi ha poi affrontato il tema dell’elezione del presidente del Consiglio comunale. «Riteniamo che questa figura debba essere espressione della volontà popolare. Per questo il nostro gruppo propone Franco Compagnoni come presidente del Consiglio comunale (il cardiologo luinese ha ottenuto 257 preferenze alle amministrative, ndr)».
A sostegno della candidatura di Compagnoni è intervenuto Furio Artoni. «Condivido le parole dell’ex sindaco Bianchi. Se dovessi fare un’analisi del voto sarei probabilmente la persona meno adatta, visto che sono stato eletto per il rotto della cuffia. Tuttavia i voti hanno un peso e un significato che va oltre il semplice numero. È vero che ogni testa vale un voto, ma esistono consensi che rappresentano comunità, persone e percorsi importanti. In questa tornata elettorale ha vinto il partito del divano e delle patatine: l’astensionismo ha colpito tutte le liste. Nonostante ciò, ci sono voti che hanno un valore particolare per ciò che rappresentano».
«Condivido la proposta di Bianchi anche per il rapporto di amicizia che mi lega a Compagnoni e per il lavoro che ha svolto in questi anni – ha proseguito Artoni -. Considerato che non farà parte della giunta, credo che una figura istituzionale come la sua possa rappresentare unità d’intenti e imparzialità. Non c’è bisogno che io ne elenchi i meriti: tutti in quest’aula conoscono le sue capacità, il suo impegno e la sua dedizione, in particolare sul tema dell’ospedale di Luino, argomento sul quale ci confronteremo nei prossimi mesi. La nostra è una scelta di valore, non una scelta numerica. Mi sembrerebbe un torto non tanto nei confronti di Compagnoni, quanto dei cittadini luinesi. A mio avviso è la persona migliore per ricoprire questo ruolo».
Sulla stessa linea anche Massarenti. «Condivido pienamente le ragioni espresse. Il dottor Compagnoni ha tutte le caratteristiche per rappresentare il Consiglio comunale: merito, autorevolezza e imparzialità. Ritengo che debba essere lui il presidente del Consiglio».
Alla proposta ha risposto direttamente il sindaco Andrea Pellicini. «Ringrazio i consiglieri di opposizione per le parole espresse. Franco, oltre a essere un grande medico, è un caro amico e fa parte del mio partito politico. Accoglierei a braccia aperte un’indicazione di questo tipo. Lo considero un complimento sia per lui sia per la forza politica che rappresento, capace di esprimere persone di questo livello».
Pellicini ha però spiegato le ragioni della scelta della maggioranza. «Vorrei ricordare che Compagnoni ricopre già un incarico molto importante: è consigliere provinciale ed è l’unico componente di questo Consiglio comunale a svolgere tale funzione. Un ruolo che considero persino più rilevante di quello di presidente del Consiglio comunale di Luino. Per noi è fondamentale che continui a rappresentare il territorio in Provincia».
«Inoltre svolgerà un incarico strategico come consigliere comunale delegato alle politiche sanitarie del Comune di Luino. Un ruolo decisivo nella difesa e nel rilancio dell’ospedale cittadino. Per la presidenza del Consiglio comunale la nostra proposta è invece quella di Davide Cataldo, che ha già ricoperto questo incarico dal 2015 al 2020 e conosce perfettamente regolamento e funzionamento dell’assemblea. Riteniamo che sia la persona più adatta a svolgere questo compito», ha proseguito Pellicini.
A sorprendere i presenti sono state le parole dello stesso Franco Compagnoni, intervenuto nel dibattito. «Prendo la parola soprattutto per togliermi da una situazione che mi mette in imbarazzo. Voglio fare una premessa da laico, una posizione che la mia storia politica mi consente di avere. Io ed Enrico Bianchi abbiamo ottenuto lo stesso numero di voti quando, anni fa, scelsi un percorso politico diverso. Oggi bisogna prendere atto di un dato: Andrea Pellicini e il centrodestra rappresentano la vocazione politica naturale di questo territorio. I risultati elettorali lo dimostrano in modo inequivocabile».
Compagnoni ha poi sottolineato come il dato più preoccupante resti l’astensionismo, con il minimo storico di partecipazione al voto. «In ogni caso, Luino continua a riconoscersi nella leadership di Andrea Pellicini, che ogni volta che si presenta ottiene risultati importanti. Un sindaco che riceve una legittimazione così forte deve poter scegliere liberamente la squadra che ritiene più adatta. A Luino bisogna fare i conti con la politica vera: accordi, ruoli, incarichi e responsabilità. Senza maturità si rischia di rompere equilibri importanti. Questa situazione ha creato qualche turbamento, a partire dal sindaco stesso, ma credo che l’obiettivo sia stato quello di costruire un esecutivo capace di garantire stabilità, operatività e risultati per la comunità».
Sul proprio ruolo personale ha poi dichiarato: «Io sono il consigliere più votato e non lo dico per vanità. Ho il dovere di rappresentare le 257 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda. Per questo ritengo di dover essere coinvolto e informato sulle principali scelte amministrative, quasi come se facessi parte dell’esecutivo. Non per una questione personale, ma per rispetto verso i cittadini che mi hanno accordato la loro fiducia».
Compagnoni ha infine ribadito la volontà di dedicarsi con particolare impegno alla sanità. «La mia intenzione è occuparmi con serietà dell’ospedale di Luino. La situazione è estremamente delicata e ritengo che la struttura debba essere presidiata quotidianamente. Voglio dedicarmi a questo tema con determinazione, nella speranza di contribuire a difendere servizi fondamentali per il territorio».
Dopo l’elezione, nella quale il Consiglio ha eletto presidente Davide Cataldo, che ha ottenuto 12 voti, mentre Franco Compagnoni ha raccolto 5 preferenze, quelle della minoranza, è stato proprio Cataldo a prendere la parola. «Ringrazio tutti per le parole di stima. Torno a ricoprire questo ruolo dopo cinque anni e mezzo. Un ringraziamento particolare va a Fabrizio Luglio, che oggi mi passa il testimone. È doveroso riconoscere il lavoro svolto in questi anni».
«Credo che questa esperienza possa essere affrontata oggi con una consapevolezza ancora maggiore rispetto al passato – ha dichiarato ancora il neo presidente -. Nel frattempo ho avuto modo di vivere anche il ruolo di consigliere di minoranza e di comprendere meglio difficoltà, aspettative e sensibilità di chi siede all’opposizione. È un bagaglio che porterò con me nell’esercizio di questo incarico».
Cataldo ha infine annunciato una scelta politica personale. «Intendo svolgere questo ruolo nella massima tutela di tutte le componenti del Consiglio comunale. Pur restando iscritto alla Lega, ritengo opportuno compiere un passo indietro dagli incarichi di partito. Per questo motivo rassegnerò le mie dimissioni da presidente della Lega Nord Alto Verbano e da segretario politico».
A margine di questo, sono stati indicati anche il vicepresidente del consiglio comunale, Edoardo Maria Castelli, che ha ottenuto 13 preferenze (due voti anche dalla minoranza), mentre due voti li ha ricevuti Giorgio De Vincenti, con due schede bianche. Proprio l’esponente di “Lombardia Ideale” sarà il capogruppo di “Vento del Verbano”, affiancato dagli altri tre capigruppo di minoranza: Enrico Bianchi per “Proposta per Luino 2026”, Marco Massarenti per “La Nostra Luino” e Furio Artoni per “Stati generali del Centrodestra per Luino.
Eletti anche i componenti della Commissione Elettorale Comunale (Edoardo Maria Castelli, Sara Amalfi e Giuseppe Cutrì), i sostituti (Franco Compagnoni, Michela Guelli e Marco Massarenti), e i componenti della Commissione per la formazione degli elenchi comunali dei giudici popolari di Corte d’Assise e di Corte d’Assise d’appello, Giorgio De Vincenti e Vittoria Lanella.
Prima della conclusione parola anche all’unico assessore esterno della giunta Pellicini, Vincenzo Liardo, con delega al Bilancio: «Ringrazio l’onorevole Andrea Pellicini per la fiducia e la stima che ha voluto riporre in me affidandomi questo incarico così importante. Spero di ricambiare questa scelta con il massimo impegno e la massima dedizione nello svolgimento del mio ruolo. Confesso di essere un po’ emozionato. Questa sera mi sono ritrovato a ripercorrere il mio percorso amministrativo e a ricordare la prima volta che sono entrato in quest’aula: avevo 29 anni. Dopo 16 anni, poi, tornare a far parte dell’esecutivo rappresenta per me un motivo di grande orgoglio e una forte emozione».
Ringraziamenti, infine, da parte del primo cittadino agli eletti, alla giovane Gaia Maltese, prima delle non elette della sua lista con un importante risultato elettorale nonostante la giovane età, Renzo Giani, ex sindaco di Maccagno per decenni, presente in sala, e per il comandante della Stazione di Luino, Roberto Notturno, che in questi ultimi giorni insieme ai suoi uomini sta lavorando duramente per contrastare gli ultimi episodi tra risse e atti vandalici avvenuti nel centro cittadino.