Nella bara posta, al centro del Battistero di San Giovanni, dietro al capo di monsignor Claudio Livetti c’è un libro, manoscritto. Una precisa disposizione del defunto. Lì annotava scrupolosamente le messe celebrate giorno per giorno. Il segno, lasciato con metodo e determinazione, di un rapporto quotidiano con l’Eucaristia, con la sua celebrazione. La traccia del suo essere uomo di fede e prete.
Le visite a monsignor Livetti sono iniziate in un pomeriggio luminoso. Singole persone e piccoli gruppi, voci basse. Un andirivieni ordinato e continuo. Sorrisi prevalenti sugli occhi lucidi, i ricordi snocciolati sul sagrato dopo il passaggio in battistero. Monsignor Severino Pagani ha tenuto il primo momento di raccoglimento e preghiera. Tra i primi ad arrivare, accolto da don Matteo Resteghini, il sindaco, Emanuele Antonelli. Preceduto da Romeo Mazzucchelli, vicepresidente ed ex presidente de La Provvidenza, dove don Claudio ha vissuto i suoi ultimi anni. Visita discreta anche di Sara Tosi, Ad dell’istituto clinico San Carlo. E poi parrocchiani, persone di età e provenienze diverse, sconosciuti destinati, forse, a rimanere tali e vecchie conoscenze che don Claudio contribuisce a fare incontrare di nuovo.
Don Matteo Resteghini accoglie il sindaco, Emanuele Antonelli, davanti al Battistero
La camera ardente sarà aperta anche domani (dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle 19) e domenica (dalle 8 alle 12.30 e dalle 15 alle 19). Funerale lunedì alle 10.30. Il programma completo delle celebrazioni, con le recite del rosario e le messe di suffragio, QUI.