La risposta fornita oggi in Consiglio regionale all’interrogazione presentata dal Consigliere regionale Emanuele Monti conferma che il tema dell’accesso al Servizio Sanitario Regionale per i dipendenti e gli ex dipendenti delle Istituzioni europee residenti in Lombardia resta una priorità istituzionale e che Regione Lombardia continuerà a svolgere un ruolo di primo piano per arrivare a una soluzione definitiva.
Fu proprio Emanuele Monti, tra i primi in Italia, a portare formalmente la questione all’attenzione delle istituzioni regionali, raccogliendo le preoccupazioni di migliaia di lavoratori della Commissione europea e delle Agenzie dell’Unione presenti sul territorio, con particolare riferimento alla realtà del Joint Research Centre (JRC) di Ispra, uno dei più importanti poli europei di ricerca, oltre ai numerosi pensionati che hanno scelto di continuare a vivere in Lombardia dopo il servizio presso le istituzioni comunitarie.
L’interrogazione chiedeva di fare chiarezza sull’iscrizione al Servizio Sanitario Regionale dei dipendenti delle Istituzioni europee residenti in Lombardia, alla luce dell’evoluzione normativa e dei recenti orientamenti giurisprudenziali che hanno riconosciuto, in presenza di specifici presupposti, il diritto all’iscrizione al sistema sanitario nazionale.
Dalla risposta della Giunta emerge che il tema è oggi oggetto di un confronto istituzionale tra il Ministero della Salute e la Commissione europea, finalizzato a definire un quadro uniforme su tutto il territorio nazionale. Regione Lombardia ha inoltre evidenziato come la recente giurisprudenza amministrativa abbia espresso orientamenti favorevoli alla possibilità di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale per i residenti appartenenti a questa categoria.
Particolarmente significativo è il passaggio nel quale la Regione ribadisce il proprio impegno a proseguire il confronto nelle sedi istituzionali competenti, sollecitando una rapida definizione della questione per garantire certezza applicativa e uniformità di trattamento.
“Questa risposta rappresenta un importante passo avanti – dichiara Emanuele Monti – perché conferma che il tema è all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali e che Regione Lombardia continuerà a essere protagonista nella ricerca di una soluzione definitiva. Parliamo di migliaia di lavoratori ed ex lavoratori delle istituzioni europee che vivono stabilmente sul nostro territorio, contribuiscono alle nostre comunità e hanno diritto a regole certe. Continueremo a seguire la vicenda fino al raggiungimento di un quadro normativo chiaro e condiviso.”
La risposta della Giunta conferma quindi il ruolo di Regione Lombardia come interlocutore attivo e paladino della tutela dei lavoratori delle Istituzioni europee residenti sul territorio, mantenendo alta l’attenzione su una questione che coinvolge non solo il JRC di Ispra ma più in generale i dipendenti e i pensionati delle istituzioni comunitarie presenti in Italia. L’obiettivo condiviso resta quello di arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione definitiva che garantisca certezza del diritto, continuità assistenziale e uniformità di trattamento per tutti i cittadini interessati.




