Quindici anni dopo la Solbiatese è a due partite dalla serie D, davanti a una finale contro i cremonesi della Soncinese che si annuncia bellissima, dura e - come direbbe mister Gatti, senza alcuna scaramanzia ma restando attaccato al pragmatismo e al realismo che lo rendono così vincente - con il 50% di possibilità a testa di spuntarla. Si affrontano due squadre simili, esperte e quadrate: il minimo sbaglio potrebbe costare caro e, infatti, non è detto che non si finisca per decidere la promozione ai supplementari o ai rigori (i gol in trasferta non valgono doppo, con due pareggi alla fine dell'andata e del ritorno, o a parità di gol segnati, si gioca fino al 120' ed, eventualmente, si va sul dischetto).
Quello che non ha capito chi da sette giorni balbetta di fantomatiche e inesistenti fusioni (nessuno ne ha mai parlato), alzando polveroni strumentali e pensando che i social siano lo specchio della realtà - che, invece, è sfaccettata, silenziosa ed è fatta dalla stragrande maggioranza di chi ragiona con la sua testa e con il cuore -, è questo: i 1.000 di domenica scorsa al Chinetti e probabilmente i 1.500 di dopodomani vogliono solo vivere l'adrenalina di una doppia sfida che decide la promozione, tifano o si appassionano alla Solbiatese perché è sempre stata una squadra benvoluta e radicata nella nostra terra, perché ha giocatori che si fanno amare come la pantera Monteiro Barbosa, tarzan Gabrielli, Cosentino o anche Minuzzi e Silla, altri che si fanno applaudire per l'enorme intelligenza calcistica come Guidetti, Gasparri o Cocuz, altri ancora in splendida forma come Guanziroli e Suatoni, un portierone come Chironi e Martinez che possono riconfermarsi vincenti. E, poi, perché è guidata da un allenatore che, attaccato a quel suo cappellino che non sveste mai e che lancerà - alla Pantani - solo dopo lo scatto vincente dal fondo del gruppo (quando è arrivato alla Solbia, chi credeva ancora alla promozione?), è l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Sopra a tutto e tutti c'è il patron Claudio Milanese e le persone che gli sono sempre state vicine con lealtà, affetto e doverosa riconoscenza visti gli investimenti di questi anni e, soprattutto, la visione con cui ha scelto la Solbiatese e con cui l'ha riportata a essere protagonista e ad arrivare sempre in fondo a giocarsi Coppe e promozioni. Cose, appunto, che non accadevano da 15 anni. Per tutto questo, c'è da arrossire a pensare di poter scrivere in questi giorni qualcosa di diverso da un semplice "Forza Solbia" con tutta la passione e il cuore possibili. Alla fine il Chinetti e questo club hanno regalato un po' a tutti, nella loro vita, qualcosa di bello che è ora di restituire anche solo con una presenza domenica (si entra con 10 euro).
La Soncinese è squadra corazzata, forte, completa. Di valori e di valore: ha vinto il campionato insieme alla Pavonese, perdendo poi lo spareggio per la D, e schiera elementi che hanno fatto anche la C. Il capitano trentacinquenne, Nicolò Pagano, originario di Crema, ha realizzato il rigore decisivo nel ritorno della semifinale dopo averne sbagliato uno all'andata e questo, come la sua frase («Ho riascoltato tutta settimana “La leva calcistica del ‘68” di De Gregori»), dice tutto della caparbietà e dell'intelligenza dei finalisti. Occhio, su tutti, all'ex Juve Nicolò Pozzebon, e al mediano Mattia Piras, 34 anni, anche lui originario del territorio protagonista in D e anche con esperienza in C.
Entrambe le squadre sono al completo, sabato mattina rifinitura al Chinetti: chi avrà più testa e cuore, ce la farà.
Calcio - 05 giugno 2026, 18:14
Tutti con la Solbiatese domenica al Chinetti: in palio c'è un pezzetto "D" storia che manca da 15 anni
Domenica alle 16.30 finale di andata per la promozione in serie D contro i cremonesi della Soncinese: dopo i mille spettatori di domenica scorsa, atteso un pienone ancora maggiore (si entra con 10 euro, diretta VareseNoi). Avversari esperti, quadrati e al completo, così come la squadra di Roberto Gatti. Giocatori che si fanno voler bene, a cominciare dalla pantera Monteiro Barbosa, e l'uomo con il cappellino in panchina: tutti siamo legati alla Solbia e al Chinetti, è ora di restituire qualcosa
Vamos Solbia, creDiamoci (foto Samuele Lucchi - Solbiatese Calcio 1911)
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