Una competizione che unisce lo sport, nello specifico il podismo, al meglio che la Città Giardino - altrimenti non si chiamerebbe così… - ha in vocazione: il suo verde, i suoi parchi.
Il 12 giugno 2026 sarà il giorno della tredicesima edizione della manifestazione podistica “Tra Ville e Giardini”. Tre corse in una - quella da 11 km competitiva (partenza ore 20), quella non competitiva da 8 km (ore 20.05) e un minigiro per i più piccoli (ore 19.30) - che si snoderanno nei principali polmoni verdi di Varese: partenza (e arrivo) ai Giardini Estensi, poi Villa Aletti Spartivento, Villa Panza, Ville Ponti e Villa Mylius.
Sempre ai Giardini Estensi verrà allestito uno stand gastronomico a cura dell’associazione Associazione Dove Due o Tre di San Fermo.
Gli organizzatori si aspettano fino a 800 iscritti, sulla scorta degli ultimi anni e di un favore degli appassionati che - anche dopo il Covid - non è mai mancato. Come mai manca - e quest’anno non farà eccezione - la solidarietà come obiettivo ultimo dell’iniziativa: il ricavato delle iscrizioni andrà a Progetto Rughe, ente di Gavirate che supporta le famiglie che devono prendersi cura di una persona affetta da decadimento cognitivo.
«Tra Ville e Giardini è una bellissima idea perché mette insieme l’aspetto sportivo e quello culturale – ha commentato l’assessore allo Sport del Comune di Varese Stefano Malerba – È una splendida occasione per conoscere le bellezze di Varese e vivere una giornata di sport».
«Chiediamo ai varesini un po’ di pazienza - auspicano gli organizzatori di Runner Varese Guido Marabelli e Rosi Caliaro - Ci potranno essere dei rallentamenti, ma in un’ora e mezza tutto sarà finito».
L’edizione di quest’anno sarà dedicata alla memoria di Roberto Zanella e Luigi Bottari, un vigile del fuoco impegnato nel sociale e un runner dell’associazione.
PROGETTO RUGHE
Ci sono momenti in cui una famiglia ha bisogno di sentirsi ascoltata, orientata e accompagnata. Accade quando la vita quotidiana cambia, quando una diagnosi di decadimento cognitivo modifica abitudini, tempi, equilibri familiari e il modo di vivere la casa e il territorio.
In questi passaggi, il rischio più grande è spesso la solitudine. La persona con decadimento cognitivo può sentirsi meno riconosciuta, meno coinvolta, meno parte della comunità. Anche la famiglia può sentirsi impreparata, affaticata o sola nel cercare soluzioni.
E da questo bisogno, ha spiegato la responsabile Paola Ossola, che nasce il senso del lavoro di Progetto Rughe ODV: creare luoghi, relazioni e reti capaci di accompagnare persone e famiglie.
Progetto Rughe ODV è un'organizzazione di volontariato nata nel 2021, impegnata accanto alle persone con decadimento cognitivo, ai caregiver e alle famiglie. Il suo obiettivo è offrire spazi di accoglienza, ascolto, partecipazione e sostegno, perché nessuno debba affrontare da solo i cambiamenti che la malattia porta nella vita quotidiana.
Gli Atelier Rughe rappresentano una delle esperienze più significative promosse dall'associazione: luoghi di incontro, relazione e creatività in cui le persone possono continuare a fare, scegliere, esprimersi e sentirsi accolte al di là della diagnosi. La malattia non viene nascosta, ma accompagnata con rispetto, delicatezza e attenzione. Per i familiari, gli Atelier diventano spesso uno spazio di fiducia, confronto e sollievo.
Accanto agli Atelier, Progetto Rughe ha creato occasioni di ascolto, orientamento e supporto per accompagnare le famiglie e offrire ai caregiver strumenti e spazi di confronto. Un ruolo centrale è svolto anche dall'informazione e dalla formazione, rivolte a volontari, caregiver e operatori, perché prendersi cura richiede disponibilità, ma anche competenza, ascolto e continuità.
Nel percorso della Comunità Amica delle Persone con Demenza (Dementia Friendly Community - DFC) di Gavirate, Progetto Rughe promuove iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, alle scuole e alle realtà del territorio. Parlare di decadimento cognitivo significa, prima di tutto, parlarne apertamente: riconoscerlo, comprenderlo, superare paure e silenzi. Significa anche diffondere la consapevolezza sulla salute del cervello, sulla prevenzione e sugli stili di vita.
In questo cammino, Alzheimer Fest ha rappresentato negli anni un'occasione preziosa per portare il tema nello spazio pubblico, incontrando famiglie, volontari, associazioni, scuole, istituzioni e cittadini.
Per noi, una comunità amica delle persone con demenza non è una comunità perfetta, ma una comunità che sceglie di non voltarsi dall'altra parte: riconosce il decadimento cognitivo come parte della vita comune, accetta di imparare e prova a trasformare la solitudine in prossimità. Nei prossimi mesi, questo cammino si aprirà alla futura DFC del Lago di Varese, pensata come rete territoriale capace di coinvolgere più Comuni e realtà locali attorno a temi come sicurezza, prevenzione, orientamento e accompagnamento delle famiglie. In questa direzione si inserisce anche Mi Prendo Cura, un progetto pensato per offrire ascolto, orientamento e sopporto concreto alle famiglie.