Nonostante una crisi internazionale senza precedenti, la Commissione Ue conferma di non voler compiere nessun passo indietro sul Cbam, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, e sull’Ets, il mercato europeo delle quote di emissione di anidride carbonica dei fertilizzanti.
Due strumenti climatici del Green Deal che stanno impattando negativamente sui costi di produzione per gli agricoltori e sui prezzi alimentari per i consumatori e che andrebbero sospesi immediatamente. È la denuncia ribadita da Coldiretti Varese e rilanciata in occasione della manifestazione che ha visto i giovani agricoltori della principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa a Strasburgo per denunciare una situazione ormai insostenibile che rischia di compromettere la produzione alimentare.
«Anche in provincia di Varese le imprese agricole stanno affrontando una fase molto delicata sul fronte dei costi produttivi» sottolineano il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo e il direttore Luciano Salvadori. «L’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e del carburante agricolo pesa sulle aziende agricole del territorio, dalle produzioni zootecniche alle coltivazioni foraggere, con ricadute dirette sulla sostenibilità economica delle imprese».
Oltre alla sospensione di Cbam ed Ets sui concimi, Coldiretti chiede di creare un vero fondo europeo straordinario per compensare il caro fertilizzanti senza attingere alle risorse Pac, e di liberalizzare e semplificare subito l’uso del digestato agricolo. A causa del conflitto in Iran e della chiusura di Hormuz i prezzi dei fertilizzanti come l’urea sono rincarati dell’81% rispetto a un anno fa, mettendo in pericolo i raccolti, considerati anche gli aumenti del gasolio agricolo. Il risultato sono aumenti fino a 250 euro a ettaro che riducono oltre il livello di guardia i redditi degli agricoltori, mentre aumentano i prezzi per i consumatori.
I giovani della Coldiretti hanno esibito cartelli e slogan come “Fuori i fertilizzanti dal CBAM”, “Stop Von Der Tax”, “Ursula il tuo patto ci lascia al verde” e “Ursula ferti-lies”. A pesare sulla tenuta del tessuto produttivo è ancora una volta l’assenza di una vera visione strategica europea per l’agricoltura. Dinanzi a costi di energia e fertilizzanti fuori controllo e rischio crescente di carenza di prodotto sul mercato, la Commissione Europea continua a difendere rigidamente le stesse logiche climatiche e industriali ereditate dal Green Deal, scaricando il peso della situazione sugli Stati e lasciando soli gli agricoltori ad affrontare il prezzo della crisi e della transizione.
«Il rischio è quello di penalizzare ulteriormente le imprese agricole europee in una fase già estremamente complessa» evidenzia Colombo. «Servono misure concrete e immediate che consentano alle aziende di continuare a produrre senza essere schiacciate dall’aumento dei costi» aggiunge Salvadori.
L’unica nota positiva è rappresentata dall’apertura sull’uso del digestato, il fertilizzante organico ottenuto dal recupero di reflui zootecnici e biomasse agricole che Coldiretti sta portando avanti da anni in sede nazionale ed europea. Rappresenta, infatti, una concreta alternativa ai fertilizzanti chimici, oltre che uno strumento per ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare l’economia circolare.
«In un territorio come quello varesino, dove agricoltura, ambiente e presidio del territorio sono strettamente collegati, il digestato può diventare una risorsa importante anche in chiave di sostenibilità» concludono Colombo e Salvadori. «Ora però servono tempi rapidi e regole semplici, per permettere davvero alle imprese agricole di utilizzare questo strumento».