Territorio - 14 maggio 2026, 08:44

Il calzolaio di una volta è a Gavirate, un mestiere che non muore mai grazie alla passione di Ottorino Zini: «Da me vengono anche dall'estero»

«Sono andato a bottega da Giuseppe Macchi di Bobbiate per imparare il mestiere, gli devo tutto - racconta il ciabattino gaviratese - come mi ha insegnato un mio datore di lavoro, Salvatore Ossola, mi porto sempre avanti con il lavoro, fermandomi in bottega fino a tardi per dare un servizio efficiente e di qualità ai miei clienti che arrivano anche da fuori provincia. Approfittano di una gita ai laghi e mi portano le loro scarpe e oggetti da riparare»

Ottorino Zini nella sua bottega di calzolaio a Gavirate

L'antico e nobile mestiere del ciabattino o calzolaio risale ai tempi del Medioevo e la sua emblematica figura è sempre stata associata all'odore della pelle, del cuoio, della colla e al saper fare artigianale, capace di riportare all'antico splendore calzature segnate dal tempo e dall'usura.

Nel tempo, come tutti i mestieri, anche questo lavoro si è evoluto, allargando le lavorazioni alla sistemazione di cinture, borse, tracolle e accessori vari. A Gavirate in viale Verbano, si respira ancora oggi questa atmosfera, nel negozio del calzolaio gestito da anni da Ottorino Zini, classe 1964, che porta avanti una tradizione che sarebbe davvero un peccato perdere. 

Ottorino ci racconta la sua storia professionale?

Subito dopo le scuole medie ho iniziato a lavorare all'allora Calzature Varesine a Calcinate del Pesce, dove sono stato per 13 anni. Un giorno mi è venuta l'idea di mettermi in proprio e così ho richiesto la liquidazione al mio datore di lavoro e con tante rinunce e sacrifici ho aperto la mia attività artigianale che ancora oggi mi dà tanta soddisfazione. 

A raccontarla così sembra tutto semplice ma non sarà stato così facile soprattutto all'inizio.

Quando si fa un progetto bisogna perseguire l'obiettivo, rinunciando e sacrificando molte cose. Io ad esempio sono andato a bottega per diverso tempo per imparare bene il mestiere dal mio grande maestro, purtroppo deceduto anni fa, Giuseppe Macchi di Bobbiate che mi ha donato preziosi insegnamenti e consigli a partire dall'importanza della scelta dei materiali e dei fornitori. Se oggi ho ancora questa attività è proprio grazie al Giuseppe,  

Come si è evoluta negli anni l'attività?

Sin da subito, oltre alla riparazione delle scarpe, ho inserito anche la vendita di vari accessori e la riparazione di borse e cinture.  Ancora oggi vado avanti fornendo questa tipologia di servizio, con grande attenzione alla qualità del lavoro, per soddisfare al meglio la clientela

Chi sono i suoi clienti in particolare? 

Ho una vasta clientela che viene da ogni parte della provincia di Varese. Tanti arrivano anche dal Milanese, c'è poi chi approfitta di venire a fare una gita sui laghi per portarmi le scarpe da riparare. Ho anche clienti svizzeri, francesi e tedeschi, vengono tutti nel mio negozio per dare una seconda vita ai loro oggetti. 

C'è qualche giovane che intraprende il lavoro del calzolaio?

Difficile, la gavetta è lunga, non esiste una scuola, bisogna andare a bottega ad imparare. Ci vogliono passione, dedizione e impegno costante oltre a tanta voglia di imparare e mettersi in gioco. Oramai di calzolai ciabattini siamo rimasti in pochissimi, siamo praticamente in via di estinzione. Bisogna sempre essere aggiornati per non rimanere indietro, a tale proposito voglio raccontare un aneddoto. 

Prego.

Quando ero un giovane dipendente, il mio datore di lavoro Salvatore Ossola Ossola spesso mi ripeteva questa frase "Ottorino portati avanti con il lavoro di domani, così siamo sicuri di non rimanere indietro, in caso di contrattempo". Questo insegnamento ancora oggi per me è sempre valido; spesso mi fermo sino a tardi in bottega, per soddisfare in tempo le esigente del cliente, fornendo un servizio rapido ed efficiente senza dimenticare la qualità. 

Ottorino Zini nella sua bottega di calzolaio a Gavirate

Claudio Ferretti