Politica - 12 maggio 2026, 11:03

Appello del sindaco di Brenta: «Aiutate i piccoli Comuni a recuperare i centri storici, costruendo nuove piazze»

Lettera aperta di Gianpietro Ballardin a deputati, parlamentari europei e consiglieri regionali: «Creare vivibilità nei nuclei antichi degradati richiede un approccio integrato che combini il recupero architettonico con la rivitalizzazione sociale ed economica, trasformando i centri storici in spazi inclusivi, sostenibili e sicuri. Chiediamo alla classe politica territoriale di supportare questa richiesta per creare un contesto abitativo più vivibile attraverso un recupero degli spazi»

Gianpietro Ballardin

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin:

Egr. sig. Onorevoli, Parlamentari Europei e Consiglieri Regionali,

questa amministrazione da tempo sta cercando di attuare una serie di azioni volte a stimolare un intervento dei privati nel recupero dell'abitato del centro storico. La situazione dei piccoli paesi di montagna, quale è quella anche del comune di Brenta nell'ambito di un contesto più generale che fa capo alla Comunità Montana delle Valli del Verbano, è di progressivo esodo dei nuclei familiari come indicato anche nell'azione progettuale del progetto aree interne finanziato da Regione Lombardia che, evidenzia tra le cause di criticità, lo spopolamento montano e le carenze infrastrutturali. 

Questa situazione, che muta con il cambio del contesto produttivo del territorio, vede un abbandono delle case ed un loro progressivo deterioramento. In questo difficile contesto le aree abbandonate creano numerosi danni alla comunità, poiché da essi sono originate molte forme di degrado ambientale, che spesso diventano specchio di squilibri e disagi sociali: oltremodo un edificio abbandonato rischia di diventare uno spazio isolato, spesso in alcune situazioni estreme, utilizzato per scopi illeciti.

L'amministrazione negli anni ha provveduto ad una serie di importanti opere di recupero volte a stimolare la permanenza e la fruibilità dei servizi nelle aree del nucleo antico. In questo periodo abbiamo acquisito due importanti fabbricati, che pensiamo di demolire per creare uno spazio fruibile di circa 2500 quadrati, con la possibilità di realizzare aree aperte che possano motivare il recupero e la permanenza degli abitanti in questa parte del paese. 

In questo contesto, noi pensiamo che il creare vivibilità nei nuclei antichi degradati richieda un approccio integrato che combini il recupero architettonico con la rivitalizzazione sociale ed economica, trasformando i centri storici in spazi inclusivi, sostenibili e sicuri. Quello che vogliamo sviluppare è un luogo dove le persone possano riconoscersi, orientarsi, radunarsi. Spazi che si sottraggono alla cementificazione per aprirsi ad interpretazioni: luoghi di incontro, momenti di iniziativa, luoghi di ritrovo per identità diverse. L'Italia, ed in questo contesto anche i nostri piccoli paesi, è una nazione con una intensa e ricса civiltà urbana, con un'estensione capillare su tutto il territorio.

Trattare di morfologia e di tipologia dello spazio pubblico vuol dire, a nostro avviso, sviluppare dei luoghi che tengano in considerazione le vicende storiche ed urbanistiche attraverso cui lo spazio si forma, si arricchisce o che altrimenti, se non affrontato, limita e aggrava anche dal punto di vista sociale la condizione della permanenza e dello sviluppo partecipato di una comunità. 

Noi vorremmo trasformare questi luoghi in spazi aperti con la costruzione di piazze. La piazza va intesa, a nostro avviso, come luogo pubblico per eccellenza, in cui è implicito sia il significato urbanistico, sia di valore sociale, sia di luogo dinamico e vitale, costituendo un elemento fondante per rappresentare la complessità dell'evoluzione storica della cultura italiana. In sintesi e nella sua sostanza quello che vorremmo creare e una "cultura dello spazio" che sappia contrastare la crisi della crescita estensiva urbana, in una evidente fragilità dei piccoli luoghi del territorio montano. 

Vorremmo amministrativamente operare per rivedere i piccoli vuoti anonimi posti nei centri antichi, considerando al contempo lo spazio di una nuova piazza come caposaldo di un programma della riqualificazione urbana che consenta attraverso il recupero dei fabbricati di limitare concretamente il consumo di suolo. La nostra dimensione, purtroppo limitata, sia nel contesto di numeri, sia nella fruibilità di risorse pubbliche, non ci consente allo stato attuale di operare in questa direzione in quanto la stima economica della spesa, nei costi di abbattimento e di recupero del contesto creativo, non è alla nostra portata e ci impedisce allo stato attuale delle risorse di realizzare questo importante progetto.

Chiediamo alla classe politica territoriale, ed in questo contesto lanciamo un appello, di supportare questa richiesta per creare un contesto abitativo più vivibile attraverso un recupero degli spazi. Come amministrazione siamo consci della necessità di affrontare un problema comune vissuto anche da altri piccoli comuni montani che vivono con grande preoccupazione la situazione che portiamo all'evidenza di un dibattito che speriamo sia costruttivo nella definizione delle necessarie risorse e non solo partecipativo.


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