La Varese Nascosta - 09 maggio 2026, 09:41

LA VARESE NASCOSTA. Piazza Battistero, quando la banca prese il posto del “Palazzo del vescovo”

Era il maggio del 1961 quando fu inaugurata la nuova sede della Banca Popolare di Luino e di Varese. Ma non tutti sanno che sotto quell’edificio moderno sopravviveva la memoria di una Varese medievale: scopriamola

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

Quando la banca prese il posto del “Palazzo del vescovo”

Il 7 maggio 1961 venne inaugurata in piazza Battistero, a Varese, la nuova sede della Banca Popolare di Luino e di Varese. A benedire l’edificio fu l’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI e oggi santo della Chiesa cattolica. La circostanza è ricordata nella rubrica “Metamorfosi urbana” firmata da Fausto Bonoldi, che ricostruisce anche la storia dell’area e del cosiddetto “palazzo del vescovo”.

Quell’edificio bancario, simbolo della Varese moderna e del suo sviluppo economico, sorgeva però su un luogo carico di memoria: il palazzo medievale che per secoli era stato la residenza varesina della diocesi ambrosiana. Prima della demolizione, l’immobile era stato affidato alle Suore della Riparazione e adibito a oratorio femminile.

Il “palazzo del vescovo” risulta legato alla storia cittadina almeno dalla metà del XIII secolo. In quegli anni Varese entrò in tensione con l’autorità ecclesiastica milanese: nel 1245 l’arcivescovo Leone da Perego lanciò l’interdetto contro il borgo, accusato di aver designato rettori e consoli senza il consenso dell’arcivescovo. La scomunica fu però revocata l’anno seguente per decisione di papa Innocenzo IV, con una soluzione di compromesso: i varesini avrebbero potuto continuare a scegliere i propri rappresentanti, ma con il consenso della Chiesa ambrosiana.

La vicenda si inserisce nel più ampio contesto del pontificato di Innocenzo IV e del Concilio di Lione del 1245, convocato in un momento di durissimo scontro tra papato e impero.

La Banca Popolare di Luino e di Varese, invece, aveva radici ottocentesche: fu costituita a Luino il 7 febbraio 1885 e nel 1955 assunse la denominazione di Banca Popolare di Luino e di Varese. Secondo la ricostruzione dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, l’istituto aprì una filiale a Varese nel 1941 e nel secondo dopoguerra consolidò la propria presenza nel territorio.

La data del 7 maggio 1961 diventa così qualcosa di più di una semplice inaugurazione bancaria. È il simbolo di una trasformazione urbana: da una parte la Varese medievale, ecclesiastica, fatta di palazzi antichi, battisteri, necropoli e poteri religiosi; dall’altra la Varese del boom economico, delle banche, della modernità edilizia e delle nuove funzioni cittadine.
Resta però una domanda, ancora attuale: quanto ha pagato Varese, in termini di memoria e identità, per inseguire la modernità?

Fausto Bonoldi per La Varese Nascosta

da La Varese Nascosta