Territorio - 08 maggio 2026, 16:01

«Mi hanno schiacciato a terra, ma non ho mai mollato. Innocente a testa alta»

L'ex sindaca di Cantello Chiara Catella, dopo l'assoluzione, si libera di un peso "insopportabile" con queste parole in un post social: «Come sto io, mi importa. Per il resto lascio che ognuno faccia i conti con la propria coscienza, ammesso che ne sia capace e che ne abbia una»

«… E adesso parlo io.

Le porcherie e le porcate che sono state dette e fatte a Cantello durante i primi sei mesi del 2024, le conosco tutte. Dalla prima all’ultima. So perfettamente chi ha detto cosa, chi ha fatto cosa come e quando.

Tra l’altro le stesse persone che qualche settimana prima erano in fila in chiesa a farmi le condoglianze per la morte di mia sorella.

Persone che io consideravo amiche, ma amiche sul serio ed a cui volevo ed ho voluto molto bene, che mi conoscono da quando ero poco più di una bambina. Amici dei miei fratelli, dei miei genitori. Amici miei. O presunti tali».

Inizia così il post con cui Chiara Catella, ex sindaco di Cantello, si libera di un peso insopportabile per chiunque dopo la sentenza di non luogo a procedere sulle accuse che le erano state rivolte relativamente alla sua gestione amministrativa.

«Il voltafaccia di una comunità per cui ho fatto l’impossibile, per cui c’ero sempre, per la quale ho messo sempre la faccia in prima persona, a cui non ho mai detto NO soprattutto quando dovevo sacrificare tempo, energie e vita privata mi ha ferita in maniera indelebile - prosegue nel suo sfogo liberatorio l’ex sindaco -In questi due anni e mezzo non ho proferito una parola contro nessuno. Mai. Anche quando sono stata seppellita dalla peggiore merda non sono mai scesa al loro livello: mi sono sempre ripetuta che io sono una Catella, sono la figlia dei miei genitori che mi hanno insegnato a tenere alta la testa sempre. Soprattutto se sai di essere innocente».

Chiara Catella sottolinea di essere andata oltre e di essere passata sopra «anche davanti all’accusa di aver fatto sparire 900.000 euro dal bilancio comunale, poi smentita con una frettolosa conferenza stampa parecchi giorni dopo, ho scelto il silenzio. Perché la verità ha un prezzo ma la mia dignità e la mia rispettabilità ne hanno uno ancora più grande. Non ho mai alzato i toni».

«Sono stata umiliata nella maniera più subdola e sottile che si può - aggiunge ancora  - dove non te lo aspetti e da parte di chi non te lo saresti mai aspettato. Sono orgogliosa di me stessa, per avere affrontato questa vicenda con coraggio, per non avere mai mollato anche nei momenti in cui la disperazione mi schiacciava a terra e mi toglieva il respiro ma soprattutto per non essere scesa ai livelli beceri di certi personaggi: non ho mai rinunciato a me stessa, ai miei valori ed a quello in cui credo e ciò che sono solo per battere il mio avversario. Io continuerò la mia vita sicuramente con il cuore più leggero».

Quindi la conclusione, un mix di rabbia, delusione e orgoglio: «Per il resto lascio che ognuno faccia i conti con la propria coscienza, ammesso che ne sia capace e che ne abbia una».

Redazione