Economia - 07 maggio 2026, 14:00

Manifattura 2026: Varese traina le esportazioni, ma a fare da freno ci sono credito e dazi

Analisi congiunturale del Centro Studi di Confartigianato Imprese Varese sul primo trimestre dell'anno e sul consuntivo 2025. Se da un lato le aziende del nostro territorio guidano l'export e anche vero che le stesse sono quelle ad avere meno fiducia nel futuro rispetto ad altri territori

Il primo trimestre 2026 si chiude con un quadro più articolato di quanto suggerivano i dati di gennaio. Sul piano del consuntivo 2025 il bacino Varesotto resta al record sull'export e la manifattura lombarda è in territorio positivo: è la doppia velocità nella stessa direzione, venti punti di scarto fra le filiere export-oriented e il ritmo medio della manifattura regionale.

Sul piano dei dati macro Q1 2026 il quadro è non lineare. La produzione industriale italiana ferma a –0,6% Y/Y a gennaio, è tornata in territorio positivo a febbraio (+0,5% Y/Y, ISTAT) trainata da mezzi di trasporto, elettronica e macchinari. Il mercato del lavoro tiene: disoccupazione al 5,2% a marzo (dal 5,3% di febbraio), CIG del primo trimestre a –35,8% rispetto al Q1 2025. L'inflazione, al contrario, accelera bruscamente ad aprile (+2,8% Y/Y dal +1,7% di marzo, dato provvisorio), spinta da prodotti energetici non regolamentati passati da –2,0% a +9,9%. 

La fiducia delle imprese peggiora ad aprile (da 95,2 da 97,3, manifattura a 87,9 da 88,8). Il Pil 2026 resta al +0,6% (DFP 22 aprile, conferma Bankitalia). Il dato che separa il Q1 dal resto del 2025 è la coppia inflazione-fiducia: i prezzi accelerano, gli operatori reagiscono con cautela, mentre la base produttiva ha smesso di arretrare. L'aggiornamento Unioncamere Lombardia per il Q1 2026, atteso intorno al 22-25 maggio, completerà la lettura territoriale.

I SEGNALI DEL TRIMESTRE

Il differenziale di velocità del consuntivo 2025 resta il punto di partenza per leggere il primo trimestre 2026. La metalmeccanica varesina cresce del +22,8% e l'aerospazio del +32,7%, mentre la produzione manifatturiera lombarda nel suo complesso è a +1,2% e quella artigiana al +1,0%. Venti punti percentuali di scarto: il segno è lo stesso, la magnitudine no. Tre fattori spiegano la divergenza strutturale: la quota di fatturato estero (38,9% industria, 6,5% artigianato), che misura l'apertura al mercato globale; la specializzazione settoriale (meccanica, aerospazio, chimica fine concentrate sulle filiere internazionali, con basi industriali nel Sempione, a Venegono e nella Valle Olona); l'accesso al credito, dove le Pmi pagano uno spread di 125 punti base rispetto alle grandi imprese (4,08% contro 2,83% a febbraio 2026) e i volumi sono in contrazione del –4% nel 2025 (rielaborazione Confartigianato Studi).

Il dato del saldo occupazionale 2025 conferma il quadro: industria a –0,6%, artigianato a +0,2%. La differenza di segno suggerisce che il rallentamento dell'industria nel corso del 2025 ha iniziato a tradursi in dinamiche occupazionali più caute, mentre l'artigianato ha mantenuto la base produttiva.

I primi mesi del 2026 introducono un segnale aggiuntivo: la perdita di 29mila occupati in Italia a febbraio (–0,2 p.p. di tasso di disoccupazione invertito di segno) e l'aumento della Cassa Integrazione nel manifatturiero confermano che la traiettoria del Q1 è di transizione. Se la dinamica si confermasse nel Q2, le due velocità del bacino potrebbero convergere — ma la convergenza non si fa per acceleratore dell'artigianato: si fa per decelerazione delle filiere veloci se i dazi Usa mordono.

IL BACINO MACRO-TERRITORIALE

L'unità di lettura più informativa per il territorio non coincide con la provincia: è il bacino funzionale Varese-Como-Monza Brianza-Alto Milanese-Novara, definito dai flussi di pendolarismo, dalle filiere di subfornitura manifatturiera e dalla logistica di Malpensa. La metodologia di ricomposizione del bacino (rielaborazione del Centro Studi su dati Istat, Ice-Istat, Unioncamere e Bankitalia, con pesi di valore aggiunto manifatturiero) è documentata nella Scheda Metodologica

Due letture meritano attenzione. La prima: Varese tira l'export del bacino — il +8,4% medio è quasi interamente spiegato dal +21,7% varesino — ma è anche l'area con la fiducia più bassa fra le cinque (+12 contro un Alto Milanese a +20). I dati di consuntivo sono record, il sentimento operativo no: il differenziale è probabilmente già una reazione al rischio dazi. La seconda: il bacino mostra un gradiente Est-Ovest stabile — Alto Milanese e Monza-Brianza più dinamici per il mix servizi e logistica, Varese e Novara più esposti al ciclo manifatturiero — ma in questo trimestre Varese lo ribalta con la forza dell'export.

CREDITO ALLE PMI: MENO CARO, ANCORA SELETTIVO

Il ciclo creditizio è in transizione positiva. Il tasso sui finanziamenti alle imprese è sceso al 3,26% a marzo 2026 (dal 3,33% di febbraio), dopo la decisione Bce del 19 marzo che ha portato il tasso depositi al 2% e il rifinanziamento principale al 2,15%. Il divario fra Pmi e grandi imprese, misurato sui dati Bankitalia di febbraio, resta significativo: prestiti sotto 1 mln di euro al 4,08%, sopra 1 mln di euro al 2,83%, con uno spread di 125 punti base. I volumi del credito a imprese e famiglie sono cresciuti del +2,4% Y/Y a marzo 2026, mentre il segmento Pmi nel consuntivo 2025 ha registrato –4,0% (rielaborazione Confartigianato Studi su dati Bankitalia per fascia di affidamento

La trasmissione del ciclo Bce ai segmenti più piccoli del territorio resta lenta. Per i fabbisogni sotto i 250mila euro, il costo effettivo del credito resta superiore al 4%. Il Fondo di Garanzia Pmi e la rinegoziazione delle condizioni — favorita dal calo dei tassi di riferimento — sono gli strumenti di supporto principali per il segmento artigiano e micro.

IL QUADRO DI SFONDO: DAZI, COSTI, PREZZI

La cornice macro è in evoluzione. L'inflazione si è mossa: ad aprile il dato provvisorio accelera al +2,8% Y/Y, spinta dal forte rimbalzo dei prezzi energetici (regolamentati e non), mentre la componente di fondo — al netto di energia e alimentari freschi — rallenta dal +1,9% al +1,6%. La divergenza fra inflazione headline in salita e fiducia delle imprese in calo è il fatto saliente del trimestre. Il mercato del lavoro tiene meglio del previsto: disoccupazione al 5,2% a marzo, Cassa Integrazione del primo trimestre a 58,8 milioni di ore (–35,8% rispetto al Q1 2025). Tornano segnali di prudenza dal lato della fiducia: indice composito ad aprile a 95,2 (da 97,3 di marzo), manifatturiero a 87,9, servizi sotto la soglia 100 per la prima volta dal 2024.

Il rischio principale per il territorio resta il fronte dei dazi Usa: 15% effettivo da febbraio 2026, +30% annunciato dal primo agosto, con quote di export verso gli Usa al 22% per l'aerospazio, 18% per la metalmeccanica strumentale, 14% per la chimica fine. Il primo segnale di trasmissione è già nei dati di marzo: l'export italiano extra-UE cresce del +4,5% Y/Y, ma la dinamica è asimmetrica per partner geografico — la crescita verso gli Usa è quasi nulla mentre quella verso Svizzera e Cina è in forte espansione. La crescita anemica verso gli Stati Uniti è la prima conferma quantitativa che le tariffe stanno mordendo. Se le tariffe passano al 30% da agosto, l'effetto si trasmette prima alle filiere strutturate dell'export e poi, attraverso la subfornitura, all'artigianato — ribaltando la dinamica positiva del 2025. I costi energetici aggiungono pressione strutturale: l'incidenza sul fatturato per l'artigiano è 2-3 volte superiore rispetto a una grande impresa dello stesso comparto, e ad aprile l'inflazione energetica è tornata in territorio fortemente positivo.

COSA OSSERVARE NEI PROSSIMI MESI

Dazi e diversificazione. Quota di imprese del territorio che hanno già attivato canali extra-Usa (Ue, Sud-Est asiatico, Medio Oriente) e dimensione media di queste imprese. La velocità di riconfigurazione è il vantaggio competitivo che si gioca nel 2026.

Subfornitura locale. Tempi di pagamento delle prime cento imprese del bacino verso i fornitori locali e attivazione di nuovi contratti di subfornitura. È il termometro più rilevante per capire se il +21,7% varesino si trasferisce al territorio o resta concentrato nelle filiere strutturate.

Credito alle micro. Trasmissione del calo dei tassi BCE ai prestiti sotto 250mila euro. Lo spread di 125 p.b. fra Pmi e grandi imprese a febbraio 2026 è il segnale di una trasmissione ancora incompleta.

Inflazione e Unioncamere Q1 2026. L'accelerazione di aprile (+2,8%) va monitorata sui mesi successivi: se persiste, comprime la domanda interna nel Q2-Q3. L'aggiornamento Unioncamere Lombardia per il Q1 2026 (atteso 22-25 maggio) dirà se la tenuta dell'artigianato regionale del 2025 prosegue.

Bacino vs. provincia. Verificare se Varese conferma la posizione di traino del bacino o se Monza-Brianza e Alto Milanese tornano sul gradiente storico (più dinamici per servizi e logistica).

Comunicato Stampa