Varese - 06 maggio 2026, 17:33

Il mago di Varese e l'incantesimo più potente mai tentato: stregare la Scala di Milano

L'illusionista di Biandronno Walter Maffei, volto noto anche delle televisione con presenze sulle reti nazionali, ha ottenuto l'incarico che lo vede consulente e assistente di scena del regista Alessandro Tolevi per l’allestimento del “Nabucodonosor” di Verdi con première nel celebre teatro meneghino il prossimo 16 maggio: «Insegno le magie da realizzare in scena, è una grande responsabilità». Il prestigiatore, che continua a incantare tutti nel suo "Bosco Segreto", uno spazio al lago proprio di fronte all’Isolino Virginia, da tempo è attivo anche nel sociale e aiuta i bambini ricoverati al Del Ponte: «Queste cose danno un senso a tutto ciò che ho imparato»

Walter Maffei, il mago varesino sbarcherà alla Scala

È caricato a mille Walter Maffei, illusionista, attore e presentatore di Biandronno (e ne va fiero) per il nuovo incarico che lo vede consulente e assistente di scena del regista Alessandro Tolevi per l’allestimento del “Nabucodonosor” di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala di Milano, con la première prevista per il prossimo 16 maggio. Il cast è stellare, con il ruolo di Abigaille, che fu di Giuseppina Strepponi, interpretato dalla star Anna Netrebko, il Nabucodonosor di Luca Salsi, grande baritono verdiano, l’Ismaele del tenore Francesco Meli e il basso Michele Pertusi nei panni di Zaccaria. Il tutto sotto la direzione di Riccardo Chailly.

Walter, che ha oltre 30 anni di esperienza, con show in Italia e all’estero e in particolare negli Stati Uniti, a Disney World e a Parigi a Disneyland, è anche scrittore, con il libro “Il mio atto magico” e conferenziere, ed è ospite di diverse trasmissioni televisive, con l’ultima ospitata a gennaio in “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, dove ha affiancato Nino Frassica in uno sketch.

«È un grande risultato per me essere stato chiamato nel più importante teatro lirico italiano, ma anche una notevole responsabilità. Mi interfaccio con i cantanti, a cui insegno le “magie” da realizzare in scena, di cui ora non posso anticipare nulla, anche se io sarò sul palcoscenico ma non mi si vedrà. Con il regista Tolevi c’è totale sintonia, lui è un visionario e il suo è un “Nabucco” onirico e surreale che spero piacerà. I cantanti sono un po’ capricciosi, alcuni collaborano di più, altri meno. La Netrebko è tranquilla e gentile, una donna affascinante, mentre Salsi è il più riottoso», spiega Maffei, che è stato Campione di Francia di magia nel 2012 e finalista al campionato del mondo di Rimini del 2015.

«Proviamo quasi tutti i giorni in teatro, dopo aver fatto i primi passi all’Ansaldo, il grandissimo laboratorio della Scala dove vengono anche realizzate le scenografie. Si prova dentro a un perfetto meccanismo, allo scadere dell’ora tutto si ferma, non un minuto in più, a volte il regista dirige la scena guardando spesso l’orologio. Però l’ambiente è ottimo e tra i cantanti c’è sintonia».

Walter Maffei, che ha debuttato su Rai 1 nel 1992 e poi è stato ospite tra gli altri di Telemontecarlo, Rete 4 e a Canale 5 ospite di Maurizio Costanzo, quindi di Gerry Scotti a “Masters of Magic”, presenterà il 21 giugno “Abracadabra, la notte dei miracoli”, show con i più grandi maghi del mondo a “La Peschiera Club” di Valdengo, in provincia di Biella, dopo aver partecipato il 30 aprile al Teatro di Varese al “Galà del Sorriso”.

«Dopo le difficoltà lavorative del dopo Covid, sto riprendendo a lavorare a bei progetti e a divertirmi, anche se non faccio più, per mia scelta, tournée e stagioni, preferisco scrivere e studiare e stare in casa, accudire i miei due gatti Gioi e Tontolone e a organizzare magie per i gruppi che me le chiedono nel mio spazio al lago, il Bosco Segreto di Biandronno, proprio di fronte all’Isolino Virginia».

Ma Mago Walter, da anni, aiuta con le sue magie a guarire i bambini e i ragazzi ricoverati alla Casa del Sorriso dell’Ospedale del Ponte, lavorando in pediatria e psichiatria per casi anche molto difficili: «Queste cose mi fanno bene, danno un senso alla vita e a tutto quello che ho imparato».

Mario Chiodetti