«La gestione dei lavori pubblici a Varese è ormai fuori controllo e assolutamente allo sbando». Con queste parole Stefano Angei, Vice-Capogruppo della Lega in Consiglio Comunale, annuncia il deposito di una nuova interrogazione focalizzata su Largo Flaiano.
«Siamo di fronte a un quadro desolante - dichiara Angei - Se sommiamo i ritardi accumulati sui principali cantieri cittadini, superiamo gli 11 anni complessivi di attesa. A questo si aggiunge una gestione finanziaria discutibile, con una lievitazione dei costi che supera i 5 milioni di euro, dovuta anche alle numerosissime varianti in corso d'opera che dimostrano una programmazione approssimativa».
Al centro della critica finisce quello che la Giunta ha sempre definito il proprio "fiore all'occhiello": Largo Flaiano. «Largo Flaiano è stato portato dalla maggioranza come esempio impeccabile di buona amministrazione, ma la realtà che i cittadini hanno sotto gli occhi è ben diversa» incalza il consigliere leghista. «Oltre alla mancata realizzazione delle opere di completamento previste, l'area è oggi ostaggio del degrado, con rifiuti e incuria che accolgono chiunque entri in città. È paradossale che quello che doveva essere il "biglietto da visita" di Varese sia diventato il simbolo di un'amministrazione che annuncia in pompa magna ma non è capace di finire ciò che inizia».
L'interrogazione depositata da Angei punta a ottenere risposte chiare su un cronoprogramma certo («Quando verranno finalmente ultimate le finiture e le opere di arredo urbano?»), risorse e costi («Qual è l'ammontare finale della spesa e come sono state impiegate le varianti?») e manutenzione e decoro («Quali interventi immediati sono previsti per contrastare il degrado e l'abbandono dell'area?»).
«Non accettiamo più la narrazione di una città che cambia, quando l'unica cosa che cambia è l'aumento dei costi a carico dei contribuenti a fronte di cantieri infiniti e opere lasciate a metà. La Giunta Galimberti esca dal palazzo e guardi lo stato in cui versa Largo Flaiano: la buona amministrazione non si fa con i comunicati, ma con i fatti e il decoro urbano» conclude Angei.