«È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio». È la stessa famiglia dell’ex pilota di F1 ad annunciare la morte del grande campione Alessandro Zanardi che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. «Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto».
Si moltiplicano i messaggi di cordoglio, anche dalle più alte cariche dello Stato, a partire dalla premier, Giorgia Meloni: «L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex.
Così la Federazione Ciclistica Italiana e il presidente Dagnoni: «È scomparso l’uomo che ha trasformato la percezione della disabilità in Italia e uno degli sportivi più forti e vincenti degli ultimi decenni. Ripercorrere la carriera del grande campione, dalla sua prima vita in Formula 1 alla seconda, entusiasmante, nel mondo paralimpico, equivale a raccontare l’epopea di un uomo che non si è mai fermato a guardare indietro, ma ha sempre alzato l’asticella, fissando nuovi limiti per tutti noi. Lo ha fatto nel segno della velocità e dell’umanità, capace di sorridere e di guardare con fiducia al futuro anche nei momenti più difficili». In occasione di tutte le gare in programma nel fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del grande campione.
Il 15 settembre 2001 al Lausitzring, in Germania, la vita del pilota automobilistico Alex Zanardi cambiò improvvisamente. Nella gara di Champ Car, dopo una sosta ai box e nella fase di rientro in pista, la monoposto di Zanardi perse il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e la sua Reynard Honda - praticamente ferma sulla pista - venne centrata in un impatto violentissimo dalla Forsythe guidata dal canadese Alex Tagliani.
Nell’impatto, avvenuto a circa di 320 km/h, la vettura di Tagliani spezzò a metà la monoposto di Zanardi, il quale subì l’amputazione immediata di entrambe le gambe. Quando arrivò il responsabile medico della Cart, Steve Olvey, le gambe erano staccate dal corpo e il sangue colava sull’asfalto. Bloccò il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento aveva solo un litro di sangue in corpo. Lo trasportarono in elicottero all’ospedale di Berlino, ma il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione.
L’elisoccorso atterrò sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo operò la prima volta già su quel tetto. Saranno quindici le operazioni, quattro i giorni di coma, sei le settimane di ricovero. Il 31 ottobre 2001 venne dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita.
Zanardi non si arrese, recuperò dall'infortunio e si reinventò. Tornò a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione divenne l'handbike: quarto alla sua prima gara, la Maratona di New York, nel 2007. Nel 2011, conquistò il record sui 42 km nella Grande Mela. A Londra arrivarono i primi ori paralimpici. Quattro anni più tardi, a Rio, conquistò altri due ori e un argento nella gara in linea. Tra il 2013 e il 2019 conquistò anche 12 titoli mondiali, che ne fecero il più vincente di sempre nella storia del paraciclismo.
Ma la vita di Zanardi è stata fatta di lotta, sacrificio e sofferenza. Il 19 giugno 2020, con l'Italia riaperta da poco dopo il locckdown, Zanardi partecipò alla staffetta di beneficenza Obiettivo Tricolore. A San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, l'ex pilota sulla sua handbike andava a una velocità compresa tra i 45 e i 50 chilometri all'ora sulla strada provinciale 146 in un tratto in discesa con una pendenza tra il 4 e il 5%. In curva, all'altezza del comune di Pienza in Val D’Orcia, Zanardi perse il controllo ribaltandosi e finendo contro un camion che arrivava in direzione opposta. Nel violento impatto, il campione perse il casco.
Subito soccorso, viene operato al Policlinico Le Scotte di Siena. Il 21 luglio 2020, trentadue giorni dopo l’incidente in handbike, Zanardi lasciò l’ospedale di Siena per essere trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione di Villa Beretta a Costa Masnaga, nel Lecchese, e poi in altri centri del nord Italia. E' qui l'atleta ha affrontato il suo periodo di recupero funzionale, tornando a comunicare ma non a parlare. A un anno e mezzo dal terribile nuovo incidente nel Senese, la moglie Daniela annunciò che Alex era tornato a casa.
(Paolo Martini - Pam Adn Kronos)