Varese per Rodari - 26 aprile 2026, 12:30

Ricordi personali di chi ha conosciuto da vicinissimo Gianni Rodari

Pensieri in libertà, direttamente dal 2010

Il 2010 è un anno rotondo per Gianni Rodari: ricorrono  i 90 anni dalla nascita, i 30 anni dalla morte, i 40 dal premio Andersen.

Ecco una brevissima biografia di Gianni Rodari:

Gianni Rodari, pedagogo e giornalista, è considerato il maggiore favolista del Novecento. Nasce a Omegna (VB) il 23 ottobre 1920 e dopo la morte del padre (1929) si trasferisce a Gavirate (VA). Ottenuto il diploma magistrale e lasciata l'università, insegna per qualche tempo in alcune scuole elementari della zona di Varese. Nel 1944 si iscrive al Pci, diventa funzionario del partito e riceve l'incarico di dirigere il settimanale comunista L'Ordine Nuovo. Scopre così la propria vocazione giornalistica  lavorando in seguito anche per altre testate: Unità, Vie Nuove, Pioniere, Avanguardia, Paese Sera.
Negli anni '50 comincia a dedicarsi alla scrittura per l'infanzia. Compone filastrocche, poesie, favole e romanzi. Se ne contano più di 500. Tra le più famose: Il romanzo di Cipollino, Gelsomino nel paese dei bugiardi, Favole al telefono, La torta in cielo, C'era due volte il barone Lamberto e Filastrocche in cielo e in terra.
Nel 1970 riceve il premio Andersen, il massimo riconoscimento nell'ambito della letteratura per l'infanzia, che lo fa conoscere in tutto il mondo. Le sue opere sono diffuse in moltissimi paesi e tradotte in 35 lingue, dall’albanese al vietnamita. Muore il 14 aprile 1980 a Roma.

Per saperne di più:

www.centrostudirodariorvieto.org

www.rodariparcofantasia.it

www.giannirodari.it

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Mio papà è nelle favole

Non penso capiti a molti di ritrovarsi figlio di un personaggio di favole.
Tranquilli, niente principi od orchi.
Il ragionier  Delio Gamberoni compare nei racconti di Gianni Rodari  a volte come monello dispettoso (La vecchina che contava gli starnuti) oppure come contabile pignolo (Il palazzo da rompere). Due ruoli, devo dire, abbastanza calzanti.

Il Gianni e il Delio erano amici, cresciuti insieme e insieme avevano cantato le canzoni proibite dei ribelli, combattuto nella lotta di liberazione, condiviso l’impegno politico, la militanza di partito e …le fidanzate.
Successe infatti che la Giuliana, che morosava con il Gianni, si mise con mio padre e lo sposò.
I miei primi esercizi di lettura furono proprio su testi di Rodari : sulle pagine del Pioniere, l’inserto per ragazzi del giovedì dell’Unità, con le avventure illustrate di Cipollino, il pittore Bananito, le sorelle Ciliegia…
Verdura e frutta protagonisti di vicende umane?
Non c’era da stupirsi visto che da noi si poteva avere, ogni venerdì:

La quotazione dei limoni in borsa.
L’operatrice era una signora ben piazzata che  vendeva spille da balia, bottoni automatici ed elastico da mutande al metro.
E naturalmente limoni.
Apriva il suo ufficio al mercato del venerdì, ospitata tra due bancarelle. La sua era una cassetta.
Ostentava, con la mano disposta a fruttiera e in equilibrio invidiabile, per l’appunto sei limoni e lanciava la quotazione del giorno :”La limunadaaa.., sei limoni cento lireee…”
Col tempo calarono a cinque, poi a quattro.
Aumento del costo della vita o artrosi?

La crosta della conchiglia
(come nasce una favola)

Oggetto di questo ricordo è una conchiglia che avevo raccolto nelle acque fredde del sud del  Pacifico. 
Poteva essere l’anno 1974 e Gianni ci venne a trovare.
Era uno dei suoi ritorni a Gavirate, e quando capitava, faceva il giro dei vecchi amici .Spesso ci portava il suo nuovo libro, fresco fresco.
Quella volta mi sentii di contraccambiare e gli regalai quella conchiglia.
Aveva forma e dimensione come due mani che si congiungono nel gesto del bere, liscia dentro e rugosa e vissuta fuori.
Gianni osservò velocemente l’interno traslucido, la girò, accarezzò la crosta …sorrise e partì la storia.
Nella sua personalissima lettura delle vicissitudini della conchiglia, le incrostazioni prodotte dai microrganismi d’acqua salata si trasformarono in paesi circondati da montagne e boschi.
Ci vide ferrovie, strade, fiumi laghi e vulcani, case e balconi, panni stesi e gente affacciata che si salutava, si scambiava la ricetta del giorno, dava la voce ai bambini che giocavano in piazza….
... e sentite questa. È il mio personale ricordo, peraltro molto vicino al testo originale, di una vera lettera, andata persa.
È Gianni Rodari che scrive ai miei genitori .Il fatto raccontato nella lettera è realmente accaduto ma… in segno contrario e qui sta il genio: fare arrivare a chi legge il significato opposto di quello che il testo propone.

Lettera a memoria

Carissimi, ieri mi sono proprio ricordato di voi, eh sì.
Avevo degli amici a cena ed era l’occasione giusta per aprire finalmente quel barattolo di porcini sott’olio che mi avevate regalato.
Non l’avessi fatto! Una cosa da non credere, che ha coinvolto me e tutti gli ospiti e ha lasciato il segno.
Un male, un male, un male,  abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza per farci portare al pronto soccorso e giù lavanda gastrica e vi potete immaginare. Che figura!
Bisogna porre rimedio.
Lo faccio per voi, non potete continuare a conservare sugli scaffali della vostra cantina tutti quei vasi dal contenuto pericoloso.
Ho già  preparato le etichette con il teschio e le tibie incrociate e la scritta veleno.
Vengo su e ci penso io a disfarvi di tutta quella merce. Ciao, Gianni.

In suo ricordo conservo ancora la pompetta del flit caricata a pepe con cui il signor Delio provocava gli starnuti e naturalmente il riconoscimento decretato in segno di gratitudine al ragionier Gamberoni: una medaglia col buco d’argento.

Flavio Gamberoni - aprile 2010