Economia - 26 aprile 2026, 18:25

Oltre 316mila presenze da 167 Paesi: più forte di tutto e di tutti, il Salone del Mobile ha indicato ancora il futuro

Alla chiusura dell'evento a Rho, realizzato nonostante le tensioni geopolitiche, è tempo di dati e riflessioni: +4,5%, in testa ancora la Cina per gli operatori. La presidente Maria Porro: «È stata un'edizione molto concreta, noi sappiamo dove vogliamo andare». Il presidente di Federlegno Claudio Feltrin: «Un'iniezione di fiducia»

In un periodo storico così tumultuoso, il Salone del Mobile di Milano è stato più forte di tutto e di tutti. Oggi, domenica 26 aprile, per l'evento internazionale a Fiera Milano, la chiusura porta non solo dati, ma riflessioni. Perché non è stato facile, scontato, realizzare questa edizione a Rho, come è stato sottolineato anche oggi durante la conferenza stampa. Le pressioni per saltare questa edizione non erano mancate, con tutto ciò che accadeva nel mondo. Ma il Salone si era fermato solo una volta, nella sua vita, con la pandemia. E anche allora, appena era stato possibile, si era voluto lanciare un "Supersalone".

L'edizione numero 64 si è chiusa con un incremento del 4,5% di visitatori, conferme e sorprese. Ma soprattutto con la capacità di indicare, ancora una volta, la direzione per il futuro.

I numeri

I dati comunicati oggi parlano chiaro: 316.342 presenze da 167 Paesi, +4,5%. Ingredienti vincenti: forza industriale, qualità del progetto, contenuti culturali e nuove chance di business. La percentuale di operatori esteri è pari al 68%, in coerenza con il 2025.  In sei giorni, imprese, buyer, investitori, retailer, contractor, progettisti e media internazionali hanno trovato al Salone uno snodo operativo di relazioni e contenuti ad alto valore, affermano gli organizzatori con orgoglio.

Da non dimenticare l'impatto del Salone Internazionale del Bagno e di EuroCucina con FTK, Technology For the Kitchen: «Hanno confermato il peso strategico di due comparti chiave nell’evoluzione dell’abitare contemporaneo, tra qualità industriale, tecnologia e nuovi stili di vita».

Ma da dove vengono gli operatori? La vetta della classifica premia ancora la Cina. Tiene l'Europa con una presenza di operatori in crescita per la Germania (al secondo posto della top 20 con +5,1% di presenze vs 2025), la Spagna (che sale al terzo posto con +8,7%), Austria (al tredicesimo, con un balzo del +15,7%) e Belgio (+7,3%). In lieve crescita la Polonia (al quinto posto; +2,1%). In linea con l'anno scorso la Francia al sesto posto. Non ci sono dazi che tengano: vanno bene gli Stati Uniti, che crescono dell'8%. Così sale il Regno Unito (+10,4%). In posizioni minori si registrano incrementi significativi per Canada (+28%) e Messico (+15%). Così come l'avvenire si traccia con il Mercosur (Brasile al quarto posto; +1,3%) e la Corea del Sud (15° posto, +4,5%).

È un moto importante, ma a cui si è arrivati con un immenso lavoro di squadra. Da Expo Osaka 2025 alla partnership triennale con Art Basel Miami Beach e Hong Kong, dalle missioni B2B in India, Stati Uniti, Canada e Cina allo spin-off del primo Salone del Mobile in Arabia Saudita, fino alle attività di promozione nei principali hub europei, da Parigi a Londra, da Berlino a Madrid: è stato un continuo macinare chilometri e consolidare rapporti. Ecco che la nomina del Salone ad Ambasciatore del design italiano avvenuta il giorno dell'inaugurazione è un'ulteriore prova di questo impegno.  

Cultura, comunicazione e giovani
 

Ma poi c'è tutto il motore culturale che gira in maniera incredibile. Con Salone Raritas – 28 gallerie da 12 Paesi  spazio a fattori come unicità, ricerca e sperimentazione. Il masterplan curatoriale di Salone Contract 2027, firmato da Rem Koolhaas e David Gianotten / OMA, ha puntato l'attenzione poi «su un segmento che supera la logica del prodotto per intercettare sistemi complessi e una domanda globale da 68 miliardi di euro». Era fondamentale dare adeguato spazio a questo mondo e lo si è fatto.

Inoltre c'è il verdetto dei media: oltre 6.039 presenze (+14,7%), di cui 2.828 dall’estero. Senza trascurare i giovani, aspetto non meno cruciale: 8.057 studenti italiani, 6.361 studenti stranieri, 700 designer under 35 da 39 Paesi al SaloneSatellite. Il futuro, è anche e soprattutto questo.

Infine, in crescita il pubblico del weekend: 37.416 presenze.  

Tutto esaurito anche alla Notte Bianca del Progetto promossa dall’Osservatorio del Salone. Con Common Archive sono state 19 le istituzioni, tra grandi archivi pubblici e privati, che hanno aperto le porte con un’agenda di oltre 50 visite guidate e conversazioni gratuite, mettendo in luce più di 150 fondi storici di architettura e design.

Le dichiarazioni
 

Numeri connessi ai contenuti e che portano la presidente Maria Porro a queste riflessioni: «L’edizione 2026 ha confermato la forza di un sistema che, anche nei momenti più complessi, sceglie di avanzare. È stato un successo non solo della Manifestazione, ma di tutta la filiera: un risultato di squadra, di visione condivisa, di dialogo tra mondi diversi che qui trovano una sintesi concreta. Il Salone non si limita a riunire il mondo del progetto: lo mette in movimento. Trasforma presenze in relazioni, contenuti in opportunità, complessità in direzione. Il dato internazionale, la crescita dei mercati esteri e il lavoro costruito durante tutto l’anno confermano il ruolo del Salone come infrastruttura strategica per accompagnare la filiera nei processi di internazionalizzazione. Il riconoscimento di Ambasciatore del design italiano nel mondo rafforza questa responsabilità: rappresentare un sistema capace di competere, innovare e aprirsi a nuove geografie». 

Il Salone ne esce più forte, anche nel metodo, che è quello di «creare le condizioni perché il settore possa continuare a immaginare nuove possibilità - ha detto ancora Porro, proseguendo - Grazie al contributo di tutti, questa edizione consegna al Sistema Paese un Salone ancora più internazionale e alla filiera una direzione concreta: coniugare continuità industriale e capacità di innovazione, facendo leva su un modello radicato nei territori, difficile da replicare altrove e ancora oggi competitivo sui mercati internazionali».

Ha parlato di iniezione di fiducia  Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, «per tutto il settore - e ha continuato - In un contesto internazionale complesso, il risultato è andato oltre ogni aspettativa, come dimostrano chiaramente i numeri. Una scommessa vinta che ci consente di guardare ai prossimi mesi con cauto ottimismo, ma soprattutto ci permette di affermare che, ancora una volta, il Salone del Mobile è stato chiamato a lanciare un segnale di ripartenza e di fiducia al Paese, e non ha deluso le aspettative. Il clima che si è respirato in questi giorni è stato autenticamente positivo: l’elevato afflusso di operatori professionali ha rispecchiato, in gran parte, l’andamento dei mercati, confermando il ruolo del Salone del Mobile quale piattaforma strategica per il business delle nostre aziende. A colpire il ritorno dell’Europa: una presenza che presuppone come il vecchio continente giochi un ruolo centrale nella costruzione di nuove traiettorie di crescita che non possono essere penalizzate da una concorrenza sleale sempre più aggressiva.» 

Feltrin  non può però non menzionare gli incoraggianti dati americani: «Gli Usa tornano a mostrare interesse e capacità di investimento, nonostante i dazi di Trump. In questa direzione si inserisce anche il lavoro già avviato sul Salone Contract 2027, pensato proprio per attrarre sempre più aziende e buyer internazionali, rafforzando
ulteriormente il ruolo della Manifestazione quale piattaforma di riferimento. Un ringraziamento sincero va a tutte le istituzioni che sono venute a trovarci e che, con la loro presenza e il loro supporto negli anni, hanno contribuito al risultato raggiunto, rafforzando il valore del Salone come piattaforma strategica per
il Sistema Paese».

Da domani, tutti in azienda, negli studi, dai clienti a continuare a creare questa formula magica. E la squadra, già a pensare al prossimo Salone: l'edizione numero 65 si terrà dal 13 al 18 aprile 2027. 

Marilena Lualdi