L'Eremo Santa Caterina del Sasso a Leggiuno è un prezioso gioiello storico, culturale e religioso che non appartiene solo alla provincia di Varese ma al mondo intero, come testimoniano anche i numeri e le provenienze di turisti, visitatori e pellegrini.
Si parla sempre molto del valore materiale di questo monumento e forse meno di quello spirituale che è altrettanto significativo: siamo voluti andare, a questo proposito, a conoscere i frati e le sorelle della Fraternità di Betania che dal 1° aprile del 2019 sono presenti all'Eremo offrendo il loro servizio per l'accoglienza e la preghiera, come la recita del rosario e la celebrazione della messa o momenti di riflessione spirituale.
La Fraternità di Betania è stata fondata nel 1982 da Padre Pancrazio Gaudioso ed è composta da Frati e sorelle e oblati laici che vivono insieme, scegliendo la vita consacrata ispirandosi alla comunità di Betania, dove preghiera, accoglienza e vita fraterna sono i principi fondamentali.
E' frate Roberto Fusco a guidarci per comprendere meglio la spiritualità che avvolge Santa Caterina del Sasso.
Oltre a Santa Caterina la Fraternità Francescana di Betania in quali altri luoghi sia nazionali che internazionali è presente?
Oltre alla presenza all'Eremo di Leggiuno, la Fraternità Francescana di Betania è diffusa in diversi luoghi, sia in Italia sia all’estero. È composta da dodici comunità, nelle quali vivono complessivamente circa 180 tra fratelli e sorelle. Attualmente le case presenti in Italia sono nove, mentre tre si trovano all’estero: una in Svizzera, una in Germania e una in Brasile. Proprio in Brasile la Fraternità è impegnata anche nella gestione di un asilo e di una scuola elementare, di cui sta iniziando adesso la costruzione, rivolti a bambini provenienti da famiglie in difficoltà.
Com'è organizzata la vita all' Eremo di Santa Caterina?
La giornata all’Eremo si articola in un equilibrio tra preghiera, vita fraterna e accoglienza. Si inizia con la Liturgia delle Ore ambrosiana: la preghiera del mattino, composta da salmi e letture bibliche, seguita dalla preghiera del Rosario. Durante la giornata noi religiosi siamo a disposizione dei visitatori, in particolare di coloro che cercano un accompagnamento o un sostegno spirituale. Nel pomeriggio viene celebrata la Messa alle 18, e a seguire preghiamo il Vespero. Dopo cena, quando ormai l’Eremo è chiuso e il silenzio avvolge ogni cosa, trascorriamo assieme alcuni momenti di fraternità e di condivisione, per poi concludere la giornata con la preghiera di Compieta e l’ultimo Rosario. Nella notte, alle tre, la comunità si alza per la preghiera notturna.
La responsabile della vostra piccola comunità a Santa Caterina è sorella Anna: è una nuova apertura della Chiesa verso le donne?
Già da tempo, in ambito ecclesiale a livello globale, sono presenti una serie di iniziative che hanno dato alle donne sempre maggiore importanza e significato per il loro preziosissimo apporto alla vita della Chiesa. La Fraternità Francescana di Betania appartiene alle cosiddette “nuove forme di vita consacrata”, cioè una serie di comunità religiose presenti in diversi continenti: in molte di queste comunità vi è la presenza di uomini e donne e laici, consacrate e sacerdoti che fanno assieme vita comune. La guida di una delle nostre comunità affidata a una donna, è per la Fraternità Francescana di Betania una realtà ormai consolidata da tempo: da oltre quarant’anni, infatti, la nostra vita si svolge nella comunione fraterna tra uomini e donne. Per noi è ormai un dato assodato da tempo.
Quali sono le vostre principali attività all’Eremo?
Il servizio principale che noi svolgiamo all’eremo è quello dell’animazione spirituale. Quando nel 2019 la diocesi di Milano e la Provincia di Varese hanno affidato l’eremo alla nostra Fraternità, la richiesta è stata quella di restituire a questo luogo la sua vocazione originaria: essere uno spazio di incontro con Dio. Da secoli, infatti, questo luogo sul Lago Maggiore è meta di persone in cerca di silenzio, preghiera e riflessione. Noi frati e suore siamo quindi a disposizione per colloqui, confessioni, momenti di ascolto o semplicemente per accogliere domande e percorsi personali. L’animazione della liturgia e la disponibilità all’incontro danno un significato particolare alla presenza della fraternità all’Eremo.
La vostra missione va oltre l'Eremo di Santa Caterina?
Vi è anche un impegno sul territorio. Fin dal nostro arrivo nel 2019, abbiamo collaborato sia con il decanato di Besozzo di cui l’eremo fa parte, sia con le parrocchie della zona e con realtà anche più distanti. È ormai consuetudine accogliere gruppi e pellegrinaggi, spesso accompagnati da sacerdoti, per giornate di ritiro e momenti di spiritualità, talvolta animati direttamente dalla comunità. Tra le attività più recenti vi è anche l’accompagnamento dei gruppi ACOR, che da circa un anno frequentano regolarmente l’eremo e partecipano a momenti di preghiera guidati dalla fraternità. Non mancano inoltre collaborazioni con le istituzioni civili, in particolare con la Provincia di Varese, attraverso iniziative culturali, artistiche e musicali, per le quali mettiam a disposizione la chiesa dell’eremo.
La figura della Madonna che ruolo svolge nella vostra spiritualità e nella vostra vita quotidiana?
Il fondamento della vita consacrata della Fraternità Francescana di Betania è la spiritualità francescana: il modello di riferimento è Francesco d’Assisi, che ci insegna a vivere come discepoli di Gesù nella semplicità e nella fraternità. Ma accanto a questo, è assolutamente centrale per noi anche la dimensione mariana: Maria Madre di Gesù rappresenta un modello di ascolto e disponibilità a Dio, indicando la via per una nostra testimonianza autentica nel mondo di oggi. Questa spiritualità mariana si esprime concretamente in varie iniziative dell’Eremo: durante l’estate si tengono processioni ogni 13 del mese, mentre nel periodo invernale, ogni primo sabato, viene proposta la preghiera del Rosario aperta a tutti. Inoltre, per il prossimo mese di agosto è previsto un pellegrinaggio a Medjugorje, al quale è possibile partecipare liberamente, prendendo contatti con noi frati e suore dell’eremo.