Il ruolo del cibo tra valore economico e valore sociale, le politiche di sostenibilità e il contrasto agli sprechi alimentari sono stati al centro dell’incontro “Cibo, commodity o valore”, ospitato presso l’EU Science Hub del Joint Research Centre di Ispra, uno dei principali poli di ricerca europei. Il tema è stato proposto dal Comune di Varese in collaborazione con il centro di ricerca, per un’iniziativa che ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese e terzo settore, su un tema sempre più strategico per le politiche europee e nazionali.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati e i risultati delle ricerche sulla prevenzione degli sprechi, sostenibilità alimentare con un focus sulle mense scolastiche e la sostenibilità delle filiere agricole, a cura di Giulia Listorti e Carlo Rega ricercatori del JRC, che hanno evidenziato come l’innovazione scientifica possa supportare politiche pubbliche più efficaci e integrate.
Nicoletta San Martino, assessora a tutela ambientale, sostenibilità sociale e economia circolare del Comune di Varese, ha illustrato le buone pratiche messe in campo dall’Amministrazione comunale a partire dalla legge Gadda, a dimostrazione di come le amministrazioni locali possano svolgere un ruolo chiave nell’attuazione concreta di politiche sostenibili. L’onorevole Maria Chiara Gadda ha poi concluso illustrando la legge, su quello che la anima e su cosa ha prodotto in termini di risultati misurabili e di cambiamento culturale sia a livello di attori coinvolti sia di cittadinanza, nella consapevolezza della necessità di impegnarci tutti per ridurre gli sprechi.
«È stata una grande emozione essere accolta in uno dei centri di ricerca più importanti d’Europa per il lavoro svolto in questi anni sul contrasto agli sprechi alimentari – ha dichiarato l’onorevole Gadda - La legge 166 del 2016 rappresenta un esempio concreto di come sia possibile coniugare sostenibilità, solidarietà ed efficienza. Il fatto che sia oggetto di studio e di applicazione dimostra che le buone politiche pubbliche possono generare impatti reali e duraturi. Oggi più che mai è necessario continuare a considerare il cibo non solo come una commodity, ma come un valore sociale, ambientale ed economico su cui costruire il futuro delle nostre comunità».
«Le buone pratiche locali dimostrano che la sostenibilità può essere tradotta in azioni concrete e misurabili – dichiara l’assessora Nicoletta San Martino - Il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari rappresentano non solo un’azione dal valore ambientale di riduzione dei rifiuti e una risposta concreta allo spreco, ma un’azione ad alto valore sociale, capace di mettere al centro le persone. Le esperienze che portiamo avanti nei territori dimostrano che la sostenibilità passa anche dalla capacità di costruire reti solidali e inclusive. La Legge 166 del 2016 ha avuto il merito di introdurre un approccio innovativo, fondato sull’attenzione alla dignità delle persone oltre che sull’efficienza dei processi: un principio che guida anche il nostro impegno quotidiano come amministrazione».
L’evento, moderato da Fabrizio Bonato, ha visto inoltre la partecipazione del direttore del JRC Laurent Jerrige e della direttrice per la sostenibilità Alessandra Zampieri, che hanno ribadito l’importanza della ricerca scientifica come strumento fondamentale per orientare le scelte politiche europee.















