Dal 16 al 25 aprile 2026, Villa Borromeo a Viggiù ospita Turandot 100, una rassegna di eventi culturali, musicali e divulgativi dedicati al centenario della prima rappresentazione di Turandot, capolavoro di Giacomo Puccini.
Un progetto che celebra non solo una delle opere più iconiche del repertorio lirico, ma anche il profondo legame tra il territorio viggiutese e Renato Simoni, autore del libretto, che proprio a Viggiù trovò ispirazione e suggestioni fondamentali per la costruzione dell’immaginario dell’opera. In questo contesto, Viggiù si conferma autentico crocevia culturale, dove arte, paesaggio e memoria si intrecciano.
Il programma si articola in una serie di appuntamenti che spaziano dalla narrazione musicale ai concerti, fino a esperienze immersive e attività per tutte le età. L’inaugurazione, il 16 aprile, è affidata a “Tu che di gel sei cinta”, una serata di narrazione e ascolto guidato che accompagna il pubblico all’interno dell’opera pucciniana, offrendo nuove chiavi di lettura.
Nei giorni successivi si susseguono concerti cameristici con ensemble di grande sensibilità artistica, mentre il 25 aprile rappresenta il momento culminante della rassegna con una giornata celebrativa diffusa. Per l’occasione, hanno già confermato la loro partecipazione l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso, la deputata Maria Chiara Gadda e il consigliere regionale Emanuele Monti, insieme ad altre autorità locali e rappresentanti istituzionali. La giornata prevede inoltre l’annullo filatelico realizzato in collaborazione con Poste Italiane, performance artistiche, interventi istituzionali e momenti musicali che animeranno Villa Borromeo, insieme all’apertura dei musei civici e alla mostra pittorica “Trame svelate”.
Particolare rilievo assumono le iniziative esperienziali come “Il Cammino di Turandot”, un percorso in otto tappe sulle tracce di Renato Simoni, e il laboratorio per bambini “Turandot, la Principessa degli Enigmi”, pensato per avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’opera in modo creativo e partecipativo.
Turandot 100 non è solo una rassegna celebrativa, ma l’avvio di un più ampio progetto culturale che guarda al futuro. In questa prospettiva si inserisce la mostra dedicata a Renato Simoni e al suo legame con Viggiù, prevista per il mese di giugno, che approfondirà ulteriormente il ruolo del territorio nella genesi dell’opera.
Parallelamente, sono in fase di sviluppo collaborazioni con scuole, enti culturali e istituzioni, con l’obiettivo di costruire percorsi educativi e progettualità condivise capaci di coinvolgere attivamente il territorio e le nuove generazioni.
Come sottolinea il sindaco di Viggiù, Emanuela Quintiglio:
«Viggiù rappresenta da sempre un punto di riferimento nel panorama culturale, con una storia che ha saputo esprimere valore e identità ben oltre i confini locali, fino a una dimensione nazionale e internazionale. La tradizione degli scalpellini e della lavorazione della pietra ne è una testimonianza concreta, così come la presenza di figure centrali della cultura italiana, da Renato Simoni a Filippo Tommaso Marinetti, che hanno scelto Viggiù come luogo in cui vivere, lavorare e sviluppare le proprie opere. Iniziative come Turandot 100 non sono solo momenti celebrativi, ma strumenti fondamentali di politica culturale, capaci di generare sviluppo, attrattività e nuove opportunità per il territorio. Investire in cultura significa infatti costruire prospettive concrete di crescita, rafforzare l’identità dei luoghi e attivare processi virtuosi che coinvolgono istituzioni, cittadini e nuove generazioni. È in questa visione che Viggiù intende continuare a lavorare, consolidando il proprio ruolo come centro attivo di produzione culturale e progettualità».
Attraverso Turandot 100, Viggiù si propone come punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio musicale e culturale, rilanciando a livello contemporaneo la forza evocativa di un’opera che continua a parlare al mondo.