La Varese dei piccoli passi è arrivata lì, all’anticima.
I prossimi passi potranno essere vissuti come quelli precedenti? Un derby può essere una partita come le altre? Davide Alviti, all’Ultima Contesa nella puntata di lunedì scorso (leggi QUI), ha confessato che prima della trasferta di Napoli il pensiero di poter finalmente ambire alla post season è stato talmente forte nello spogliatoio da emergere a ogni allenamento, con il risultato che sul parquet del PalaBarbuto la Openjobmetis è rimasta senza voce, senza idee, senza contromisure.
«Da allora abbiamo ricominciato a pensare una partita alla volta». Ecco, Ioannis Kastritis non potrebbe essere più d’accordo che con l’affermazione della sua ala tiratrice: «È l’approccio che abbiamo fino all’inizio e ora lo abbiamo davvero tutti. E dico di più: dobbiamo essere bravi a scomporre ogni partita in un quarto dopo l’altro, in un possesso dopo l’altro: se continuiamo a farlo, io ho enorme fiducia nelle nostre qualità».
Sia il Dado nazionale, sia il cunctator greco, però, in cuor loro sanno che domenica l’ombelico del loro mondo, del loro tempo, del loro sudore, della loro crescita, dei loro sogni che diventano sogni collettivi sarà a Desio, crocevia di destini da pelle d’oca. Playoff, salvezza, rivalità, ritorno di una tradizione: tutto fuso in 40 minuti.
No, non è una partita come le altre: non lo si dice, ma è così. Perché un conto è l’ortodossia dell’approccio, un conto è il cuore.
«Quante volte abbiamo detto che il prossimo sarebbe stato il match più importante della stagione? - esordisce il greco - La verità è che alla fine ogni singolo possesso è decisivo. Io penso che i miei ragazzi lo abbiamo capito, questa settimana ci siamo allenati benissimo. Cosa ci aspettiamo da Cantù? Non ci aspettiamo nulla. Vogliamo solo che la nostra squadra giochi la miglior partita possibile».
Noi, mai gli altri. Per l’uomo del Peloponneso è come un comandamento, che lo spinge nel caso di specie a non soffermarsi più di tanto a come l’Acqua Vitasnella sia cambiata nel passaggio tra Brienza e De Raffaele: «Non mi piace fare confronti tra allenatori o tra momenti diversi della stagione o per una squadra. Quello che posso dire con certezza è che hanno un roster con molto talento. È dimostrato durante tutta la stagione che in casa ottengono risultati migliori rispetto alle partite in trasferta. E ora stanno lottando per salvarsi, per evitare la retrocessione. Quindi, in ogni caso, dato che è un derby, ci aspettiamo un’altra battaglia. E, come dico sempre, dobbiamo essere consapevoli dei punti di forza dell’avversario, ma la cosa più importante è che noi, come squadra, siamo pronti a imporre il nostro gioco e le cose che vogliamo fare durante la partita».