Riceviamo e pubblichiamo la nota da parte dei rappresentanti di alcune associazioni giovanili varesine sulla ricostituzione della consulta giovanile
Il presente comunicato nasce con un intento preciso: condividere alcune riflessioni in merito all’esperienza di ricostituzione della Consulta Giovanile.
Il nostro obiettivo non è quello di lasciare spazio a strumentalizzazioni politiche di qualsiasi parte, ma è quello di contribuire in modo costruttivo, affinché il processo possa essere gestito in maniera più efficace da chi se ne occuperà in futuro.
La Consulta Giovanile è un organismo pensato per riunire associazioni, realtà studentesche e giovanili, nonché rappresentanze politiche, e per offrire uno spazio di confronto e la possibilità di portare proposte e istanze direttamente al Consiglio Comunale tramite il proprio Presidente.
Nella primavera del 2024, alcune tra le principali associazioni giovanili del territorio sono state invitate a partecipare al percorso di ricostituzione della Consulta, già attiva in passato. In questa occasione sono emerse subito due forti criticità rispetto al regolamento che ci è stato presentato: l’età massima fissata per i referenti, 30 anni, e la presenza di due referenti di partiti politici e di due per associazione.
In merito al primo punto, è stata avanzata la proposta di alzare il limite di età a 35 anni, per meglio rispecchiare la realtà del tessuto associativo varesino. Vivendo gli spazi di associazioni e gruppi informali ci accorgiamo di quanto sia difficile coinvolgere persone di fasce di età più bassa, tanto che i nostri gruppi sono tutti composti da persone sulla soglia dei 30 anni o che li hanno superati. Questa regola, quindi, avrebbe reso la nostra partecipazione poco sostenibile.
In merito al secondo punto è stato invece proposto di limitare la presenza nella consulta ad un solo referente per ciascun partito politico, mantenendo invece due rappresentanti per associazione.
Tale proposta nasceva da un compromesso: una parte significativa delle associazioni avrebbe preferito escludere completamente i partiti, ritenendo che questi dispongano già di propri spazi di espressione, a differenza delle realtà associative e studentesche. Inoltre, anche grazie al confronto con ex membri della precedente Consulta, è emerso come dinamiche partitiche e contrapposizioni ideologiche abbiano in passato condizionato il funzionamento della stessa fino alla sua dissoluzione.
Il nostro desiderio era quindi di trovarci in una consulta comunque politicizzata, perché inevitabilmente sono politicizzati i membri che la compongono, ma fuori da quelle dinamiche tra partiti che portano a scontri continui e impediscono alla consulta di svolgere la propria funzione che è portare proposte pratiche in consiglio comunale. Lasciare una rappresentanza ridotta ci sembrava il modo perfetto per continuare a dialogare ma limitando questi rischi.
A seguito di un lavoro condiviso sul regolamento, svolto su invito dell’assessora e di un consigliere comunale, le modifiche proposte sono state formalmente inviate all’inizio dell’estate 2024, visto che era stato espresso da loro il desiderio di avviare la Consulta entro il mese di settembre. Tuttavia, nonostante diversi solleciti, non è stato ricevuto alcun riscontro.
Nella primavera del 2025, dopo un anno di silenzio, siamo stati nuovamente convocati per la presentazione della Consulta e in quella occasione abbiamo appreso che le modifiche proposte non erano state raccolte: il limite di età ed il numero dei rappresentanti dei partiti erano rimasti invariati.
Dopo aver fatto presente nuovamente le criticità, ancora non è seguito alcun riscontro. Fino a questo inverno, quando abbiamo appreso in modo casuale che la Consulta era stata avviata, senza che vi fosse stata alcuna comunicazione diretta.
Ad oggi, la Consulta risulta composta da 9 istituti scolastici, 4 partiti politici e 2 associazioni. Parlare di questo come un successo del Comune ci lascia allibiti, perché questa esperienza rappresenta, piuttosto, un’occasione desiderata, ma mancata e sprecata, di collaborazione tra amministrazione e realtà giovanili del territorio.
Le criticità emerse non derivavano da posizioni preconcette, ma dall’esperienza concreta di chi vive quotidianamente l’associazionismo. Il nostro contributo mirava a rendere questo strumento realmente funzionale e aderente alla realtà, senza stravolgerne la natura.
L’aspetto più deludente è stato proprio questo: la percezione che l’obiettivo principale fosse la ricostituzione formale della Consulta, più che la qualità e l’efficacia del suo funzionamento.
Riteniamo che l’impegno verso le politiche giovanili non possa limitarsi a delle semplici parole, ma debba necessariamente includere un ascolto autentico delle esigenze e delle dinamiche che li attraversano, elemento fondamentale per concretizzare i propositi di partenza.
La scelta di rendere pubbliche queste riflessioni nasce dalla constatazione di una forte difficoltà nei canali di comunicazione con l’Amministrazione e dal desiderio che situazioni analoghe non si ripetano in futuro.
Dedicare tempo ed energie all’associazionismo è complesso, ma rappresenta un valore fondamentale per il tessuto sociale: significa creare spazi sani, inclusivi e stimolanti, in cui le persone possano esprimersi, informarsi, conoscersi e divertirsi.
Il nostro auspicio è che in futuro tali energie vengano riconosciute, ascoltate e sostenute.
Gaia Bistoletti - Associazione COVO
Thomas Ba - WG Art
Martina Grassi - VAcheLotta
Alberto Crisci e Haroun Rossini - ESN Insubria
Jin Feng Goh e Giulia Cuomo - FFF Varese
Enrico Alberti - Rolling Maple Skate School
Lorenzo Ferraro - ex presidente ASVP Forzinetti