Basket - 14 aprile 2026, 07:00

Alviti: «Il futuro? Vorrei tornare a giocare le coppe»

L’ala della Pallacanestro Varese è stata ospite ieri sera della puntata numero 20 de l’Ultima Contesa. Tanti gli argomenti trattati, dal suo rapporto con coach Kastritis («non mi è mai capitato di entrare così in empatia con un allenatore…») ai playoff («se ci pensiamo troppo succede come a Napoli…»), da NBA Europe al suo domani con il contratto in scadenza, passando per il derby contro Cantù: «Aspettiamoci di tutto e rimaniamo uniti»

Sopra ogni cosa il derby: «Aspettiamoci di tutto e rimaniamo uniti: non vedo l’ora, vivo per la tensione di partite così». E poi il futuro: «La stagione non è finita, la conquista o meno dei playoff peserà per la società come per i giocatori in vista del futuro… Di certo mi sento ambizioso e mi piacerebbe tornare a giocare le coppe».

Davide Alviti si “confessa” all’Ultima Contesa: l’ala di Alatri è stata ospite della puntata numero 20 del talk show di VareseNoi.it dedicato alla Pallacanestro Varese e al basket. Con lui, Alessandro Burin, giornalista di VareseSport.

Tanti gli argomenti trattati, a partire dal suo rapporto con coach Ioannis Kastritis: «Si è consolidato con il tempo. Mi sento il suo allenatore in campo, perché cerco di fare da tramite tra lui e i compagni. Penso che sappia bene cosa posso dargli e sappia che se faccio qualche errore non mi perdo d’animo. Non mi è mai capitato di entrare così in empatia con altri allenatori e non ho mai del resto ricevuto la stessa fiducia che mi ha dato lui. Perché è vero che la fiducia te la devi conquistare, ma anche gli altri devono dartela. Lui si fida ciecamente di me e io voglio ripagarlo».

Ecco poi la corsa playoff: «Dobbiamo pensare partita dopo partita. C’è stata la settimana di Napoli in cui forse abbiamo ragionato troppo sui playoff, in ogni allenamento, e non è andata benissimo… Nelle settimane successive ci siamo allora parlati e ci siamo detti di continuare a fare le cose giorno dopo giorno e lavorare come fatto fino a quel momento, senza la spada di Damocle sulla testa, perché il rischio poi è quello di giocare in modo poco concreto».

Su NBA Europe e sul suo futuro, con il contratto in scadenza: «Per noi giocatori NBA Europe può essere un’opportunità importante ma ancora la vedo molto astratta, ne sappiamo ben poco. Scola ci ha spiegato la situazione, soprattutto ai giocatori americani: di certo Varese sta mostrando grosse ambizioni. Il mio futuro? Il campionato non è finito: fossimo salvi e senza altre ambizioni, forse sarebbe stato più facile (pensarci), ma fare o non fare i playoff peserà per la società e per tutti in vista del prossimo anno. Anche qualificarsi o meno per le coppe europee avrà un peso: io sono ambizioso e tornare a giocarle sarebbe gratificante»..

Infine il match di Desio: «La chiave? Dobbiamo aspettarci di tutto. Dobbiamo usare la partita dell’andata a Masnago per far capire soprattutto agli americani che tipo di ambiente andremo a trovare. Varese-Cantù è forse il derby più bello che abbia mai giocato, per la tensione che si percepisce e per come ti fa sentire vivo: mi piace tantissimo questa sensazione. Dovremo restare uniti se dovesse capitare di andare sotto nel punteggio».

L’analisi del match contro Sassari (4:24), quella del gioco dell’ala di Alatri (13:15), la moviola della gara al cospetto della Dinamo con i diversi episodi controversi e le testimonianze “dal campo” proprio di Alviti (15:50), e qualche curiosità sulla presenza a Masnago, proprio l’altro ieri, di Giorgio Furlani, ad del Milan e uomo RedBird (41.20) si possono trovare qui sotto nella registrazione integrale della puntata.

Redazione


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